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  1. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    ciao.la mia banca mi cambia le condizioni senza avvertirmi,la prima volta pensavo ad uno sbaglio adesso invece penso sia una prassi :disappunto: che .......cosa si può fare? grazie
     
  2. AlbertoF

    AlbertoF Ospite

    Ciao,
    purtroppo quanto lamentato

    è una prassi che dura da decine di anni nel sistema bancario e non c'è da farci nulla. Si sono tutte livellate nelle condizioni, come pure le assicurazioni.
    Cosa fare?
    La cosa migliore sarebbe non avere nessun rapporto,ma purtroppo la realtà vuole che della banca ne ne possiamo fare a meno,come minimo agni famiglia ha un conto corrente aperto per l'accredito dello stipendio o della pensione.
    Conviene farsi controllare le condizioni concordate ad ogni trimestre in occasione dell'arrivo dell'estratto conto trimestrale in maniera tale di avere sempre sotto controllo la propria posizione e non trovarsi così a fine anno con sorprese
    Secondo me le migliori condizioni si possono trovare nelle piccole banche locali tipo le banche di credito cooperativo, le quali hanno un minor scopo di luco
    Ciao Alberto
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  3. Gatta

    Gatta Membro Attivo

    E' proprio così! E' lo strapotere delle Banche che nonostante le raccomandazioni del Governatore Draghi di trattare i clienti col massimo rispetto se ne "fregano" (lasciami passare il termine) altissimamente.
    E' capitato anche a me: ma non una,ma più volte ad libitum dell'Istituto.
    Cosa fare:cambiare Banca,dopo aver valutato bene la situazione.
    Ma veniamo al punto.
    Giuridicamente le condizioni contrattuali del conto corrente prevedono in effetti la possibilità per la Banca di "modificare le condizioni economiche applicate al contratto,rispettando,in caso di variazioni in senso sfavorevole al Titolare,le prescrizioni di legge vigenti." Così leggo testualmente dal mio contratto( e così sarà sul Tuo).Naturalmente questa clausola - affinchè non possa venir impugnata perchè eccessivamente onerosa ex art.1341.1342cc - viene fatta sottoscrivere espressamente dall'ignaro e fiducioso cliente. Questo "jus variandi" è un privilegio che le Banche si sono sempre riservate con questa clausola.
    Mi risulta peraltro che recentemente la Banca d'Italia sia intervenuta sull'argomento proprio a seguito delle pressioni degli utenti.E' stato precisato che le modifiche in parola devono avere un "giustificato motivo" (figuriamoci!) che non deve essere generico.Esso deve riguardare gli eventi di comprovabile effetto sul rapporto bancario (es.:mutamento grado rischiosità cliente,variazione tassi mercato..).Il cliente deve essere informato circa la sussistenza del giustificato motivo in maniera sufficientemente precisa...e qualunque modifica dev'essere comunicata al cliente per iscritto o mediante altro supporto preventivamente accettato dal cliente..
    Il mancato rispetto di tali prescrizioni renderebbero inefficaci le variazioni contrattuali sfavorevoli al cliente.
    Tutto qui.Le mie conoscenze si fermano.C'è qualche illustre esperto,anche bancario,che possa colmare le lacune del mio dissertare? Grazie.
    Gatta
     
  4. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    gentili Alberto e Gatta vi ringrazio molto anche se confermate la cattiva fama che circonda le banche,cercheremo tutti di stare attenti ma non sarà facile a quanto leggo :rabbia: però grazie di nuovo e speriamo che altri si uniscano nelle proteste :D
     
  5. pantaleo

    pantaleo Nuovo Iscritto

    purtroppo le banche nel nostro paese la fanno da padrone bisogna fare molta attenzione quando si sottoscrive un contratto perchè tra le clausole scritte in picolissimi carateri ci sono delle trappole che se non lette possono portare ha dei peggioramenti per il cliente, purtroppo la legge e dalla loro parte.
     
  6. Jack

    Jack Nuovo Iscritto

    Si le Banche, principalmente quelle italiane fanno e sono legittimate ad vessare i cittadini Italiani senza che questi possono intraprendere azione legale, le leggi italiane danno ampio potere agli istituti e il governatore Draghi è pagato dalle stesse, che sono proprietarie della Banca d'italia.Lascio a voi ogni considerazione.Bisogna creare un gruppo o un blog o lo stesso Propit.it per informare e segnalare e banche scorrette e usare i sistemi che usano loro,fare una Banca dati con le recensioni e le vessazioni usano verso i loro clienti, cosi gli utenti possono avere indicazioni dove poter andare ad aprire e chiudere i conti correnti.Sarebbe interessante che il tutto lo creasse PROPIT visto che si parla di case e mutui.Cosa ne dite? O cosa ne pensate ?
     
  7. carlor

    carlor Nuovo Iscritto

    Le banche non possono cambiare le condizioni senza avvertire il cliente. Il problema per il cliente è che le banche:
    1) danno pochissimo tempo al cliente per leggere le modifiche e opporsi (c'è il silenzio-assenso)
    2) scrivono le modifiche in modo che la leggibilità sia minima
    3) sfruttano alla grande la PIGRIZIA del cliente.
    Perciò le banche stanno in una botte di ferro: citate in tribunale per violazione contrattuale vincerebbero la causa.
    L'unico punto su cui il cliente può da subito agire è il punto 3) (combattere la pigrizia). In alternativa può cambiare banca: se i penalizzati lo facessero le banche sarebbero più corrette.
     
  8. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    La banca non può variare le condizioni senza aver precedentemente avvisato il cliente, accordandogli 60 gg. per esercitare un eventuale diritto di recesso senza oneri.

    Se le banche italiane sono care è anche vero che in Italia c' è il consorzio di garanzia dei conti correnti (sino a 103.000 €) che evita quella corsa a ritirare i propri risparmi in caso di cattive acque della banca depositaria, tipica delle banche anglosassoni.

    I dividendi delle banche italiane sono percentualmente inferiori a quelli delle banche anglosassoni che però hanno dimostrato nell' ultima crisi quanto fossero pericolosi i loro investimenti...

    Ogni medaglia ha il suo rovescio
    :daccordo:
     
  9. carlor

    carlor Nuovo Iscritto

    Dimenticavo di dire che a difesa del cliente c'è l'ombudsman bancario. L'ombudsman bancario è nato nel 1993, presentato da una circolare dell'ABI. E' un organismo composto da un Presidente, nominato dal Governatore della Banca d’Italia e da quattro componenti, nominati dal presidente dell’ABI. Il Presidente dura in carica cinque anni, gli altri membri tre anni. Al collegio ci si rivolge quando il servizio della banca non è stato adeguato e l’ufficio reclami della banca non ha fornito opportune risposte alle rimostranze. La procedura per i ricorsi è la seguente: occorre inviare all’ombudsman una raccomandata con ricevuta di ritorno, specificando la controversia e allegando documentazione. La procedura è gratuita, salvo le spese postali. Indirizzo: Ombudsman - Giurì bancario, Via delle Botteghe Oscure 54 00186 Roma.
     
  10. antonellog1

    antonellog1 Nuovo Iscritto

    purtroppo al momento si puo fare ben poco. cmq il governo sta emanando delle direttive che impediscono alle banche di modificare le condizioni unilateralmente. devi solo aspettare
     
  11. carlor

    carlor Nuovo Iscritto

    Quando ho subito torti da una banca, l'ho cambiata. Dovrebbero fare tutti così. Allora vedi come cambiano registro!
     
  12. avettor

    avettor Nuovo Iscritto

    La risposta di maidealista è, secondo me, la più corretta dal punto di vista formale ed informativo. Lo ripeto anche io: se la banca modifica le condizioni deve avvisare per iscritto il cliente e questi ha la facoltà di recedere entro 60gg. dal ricevimento della comunicazione SENZA ONERI.
    All'atto pratico, bisogna fare attenzione e non essere pigri, come ha scritto carlor. Se non vogliamo "subire" le angherie della banca, quanto riceviamo una comunicazione di variazione delle condizioni, non dobbiamo fare altro che andare in banca e parlare con il direttore per rinegoziarle.
    Se non soddisfatti, possiamo "traslocare" il nostro c/c.
    Come disse un noto economista, l' uscita (andare altrove) e la voce (protestare, negoziare) sono le due modalità mediante le quali il consumatore può esercitare il suo potere verso il mercato.
     

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