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  1. domenico1963

    domenico1963 Nuovo Iscritto

    Ciao ragazzi, abito in un'immobile che molto tempo fa era tutto un unico appartamento e che successivamente negli anni tra il 1955 e 1l 1960 fu diviso in due parti dal proprietario per poterlo assegnare ai due figli ( uno di questi mio suocero) e l'altra parte al fratello di mio suocero con l'obbligo da parte del donante di crearsi con spesa comune un muro divisorio tra i due terrazzi in modo da poter gestire ognuno la proprietà assegnatagli. Nell'anno 2001 il proprietario dell'altra parte chiude occupando tutto il muro che divide i due appartamenti abusivamente con la scusa di fare un ripostiglio sul terrazzo. Premetto che sono immobili in pratica vetusti e non in grado di sopportare altro peso inutile, provvedo a sporgere denuncia presso i vigili che dopo vari tentativi di insabbiare tutto si decisero a denunciare il responsabile. Nel 2004 e dopo tre anni senza che io potessi ottenere giustizia questo tizio ha richiesto il condono edilizio.
    !) Come posso io rivalermi e far valere i miei diritti che non sono tanto quello dell'occupazione abusiva del muro comune ma della sicurezza del fabbricato!!!
    2) Può il comune accettare e condonare questi lavori visto che gli stessi sono scaturiti da un'abuso segnalato e denunciato? Un impiegato al comune mi ha detto che comunque nella richiesta di condono chi ha commesso l'abuso deve allegare anche un certificato di staticità dell'intero fabbricato e che lui non pensa proprio che possa trovare un tecnico che firmi. Comunque sia anche se lo trova richiedere per via legale la copia del condono e impugnare la certificazione prodotta...boh Se esiste un'ufficio tecnico perchè mettere in condizione il cittadino di sorbirsi simili spese...cosa c'è di vero? ( Premetto comunque che vivo a Barletta e che presso il comune tutto è possibile...chiedo quindi amici come posso agire senza svenarmi??? Grazie ditutto:disappunto:
     
  2. franco tropea

    franco tropea Nuovo Iscritto

    L'intervenuto condono non estingue i diritti che si possono tutelare in via giudiziaria autonoma e pertanto si potrebbe iniziare un giudizio che accerti l'inidoneità statica del fabbricato a sopportare ulteriori pesi e quindi chiedere la reductio ad pristinum soprattutto se la zona è sismica. Purtroppo l'instaurazione di un giudizio ha i suoi costi che presuppongono anche il costo di una perizia di un tecnico che accerti violazione della legge sismica e del carico sopportabile in riferimento all'intervento edilizio realizzato. A ciò si aggiunge anche il costo di una mediazione in materia ,pare, obbligatoria. Occorre pertanto valutare il pericolo derivatone ed il costo da affrontare. Saluti Avv. F. Tropea
     
    A domenico1963 piace questo elemento.
  3. domenico1963

    domenico1963 Nuovo Iscritto

    Grazie della esauriente ..a dir poco risposta. Farò due conticini e poi vedrò il da farsi. Grazie infinite
     

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