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  1. edocappa

    edocappa Membro Attivo

    Sono proprietario di un box cantinola distante dall'abitazione principale cento metri, dichiarato come pertinenza. Lo stesso è sprovvisto di ogni servizio, e non può produrre spazzatura . E' vero che c'è una legge che lo esclude dalla tassazione cosiddetta Tarsu? Volevo sapere quale. Il mio Comune, prima me l'ha tassato al 100%, poi con regolamento me l'ha ridotto al 50%. Io vi domando se esiste la legge che lo esclude, si può con regolamento comunale derogare alla stessa? Gradirei una risposta, grazie.
     
  2. I box, i garages e le cantine sono normalmente soggette alla TARSU. Ogni singolo Comune può ridurre la superficie soggetta a tassazione, ma molti Comuni tassano il %. Ciao
     
  3. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Dlgs 507/1993 - Capo III (tassa per i rifiuti solidi urbani) -Testo vigente
    N.d.R.: il testo è aggiornato con tutte le modifiche intervenute sino ad oggi.
    Le soppressioni sono evidenziate con barra sulle singole parti di testo.


    Articolo 65
    Commisurazione e tariffe
    1. La tassa può essere commisurata o in base alla quantità e qualità medie ordinarie per unità
    di superficie imponibile dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati producibili nei locali ed
    aree per il tipo di uso, cui i medesimi sono destinati, e al costo dello smaltimento oppure, per i
    Comuni aventi popolazione inferiore a 35.000 abitanti, in base alla qualità, alla quantità
    effettivamente prodotta, dei rifiuti solidi urbani e al costo dello smaltimento
    (aggiunto dall'articolo 3, comma 68, legge 549/1995).
    2. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal Comune, secondo il
    rapporto di copertura del costo prescelto entro i limiti di legge, moltiplicando il costo di
    smaltimento per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o
    più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti.
    Articolo 66
    Tariffe per particolari condizioni di uso
    1. (abrogato)(3)
    2. (abrogato) (4)
    3. La tariffa unitaria può essere ridotta di un importo non superiore ad un terzo nel caso di:
    a) abitazioni con unico occupante;
    b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a
    condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando
    l'abitazione di residenza e l'abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere
    l'alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento da parte del Comune;
    c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non
    continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi
    per l'esercizio dell'attività.
    4. La tariffa unitaria può essere ridotta:
    a) di un importo non superiore ad un terzo nei confronti dell'utente che versando nelle circostanze di
    cui alla lettera b) del comma 3, risieda o abbia la dimora, per più di sei mesi all'anno, in località
    fuori del territorio nazionale;
    b) di un importo non superiore al 30 per cento nei confronti degli agricoltori occupanti la parte
    abitativa della costruzione rurale.
    5. Le riduzioni delle superfici e quelle tariffarie di cui ai precedenti commi sono applicate sulla base
    di elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto
    dall'anno successivo.
    6. Il contribuente è obbligato a denunciare entro il 20 gennaio il venir meno delle condizioni
    dell'applicazione della tariffa ridotta di cui ai commi 3 e 4; in difetto si provvede al recupero del
    tributo a decorrere dall'anno successivo a quello di denuncia dell'uso che ha dato luogo alla
    riduzione tariffaria e sono applicabili le sanzioni previste per l'omessa denuncia di variazione
    dall'articolo 76.
    Articolo 67
    Agevolazioni
    1. Oltre alle esclusioni dal tributo di cui all'articolo 62 ed alle tariffe ridotte di cui all'articolo 66, i
    Comuni possono prevedere con apposita disposizione del regolamento speciale agevolazioni, sotto
    forma di riduzioni ed, in via eccezionale, di esenzioni.
    2. Il regolamento può prevedere riduzioni nel caso di attività produttive, commerciali e di servizi
    per le quali gli utenti dimostrino di avere sostenuto spese per interventi tecnico-organizzativi
    comportanti un'accertata minore produzione di rifiuti od un pretrattamento volumetrico, selettivo o
    qualitativo che agevoli lo smaltimento o il recupero da parte del gestore del servizio pubblico
    ovvero per le quali gli utenti siano tenuti a conferire a detto servizio rilevanti quantità di rifiuti che
    possono dar luogo alle entrate di cui all'articolo 61, comma 3.
    3. Le esenzioni e le riduzioni di cui al comma 1 sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di
    spesa e la relativa copertura è assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa
    all'esercizio cui si riferisce l'iscrizione predetta.
    Articolo 68
    Regolamenti
    1. Per l'applicazione della tassa i Comuni sono tenuti ad adottare apposito regolamento che deve
    contenere:
    a) la classificazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree con omogenea
    potenzialità di rifiuti e tassabili con la medesima misura tariffaria;
    b) le modalità di applicazione dei parametri di cui all'articolo 65;
    c) la graduazione delle tariffe ridotte per particolari condizioni di uso di cui all'articolo 66, commi 3
    e 4;
    d) la individuazione delle fattispecie agevolative, delle relative condizioni e modalità di richiesta
    documentata e delle cause di decadenza.
    2. L'articolazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie è effettuata, ai fini della
    determinazione comparativa delle tariffe, tenendo conto, in via di massima, dei seguenti gruppi di
    attività o di utilizzazione:
    a) locali ed aree adibiti a musei, archivi, biblioteche, ad attività di istituzioni culturali, politiche e
    religiose, sale teatrali e cinematografiche, scuole pubbliche e private palestre, autonomi depositi di
    stoccaggio e depositi di macchine e materiale militari;
    b) complessi commerciali all'ingrosso o con superfici espositive, nonché aree ricreativo-turistiche,
    quali campeggi, stabilimenti balneari, ed analoghi complessi attrezzati;
    c) locali ed aree ad uso abitativo per nuclei familiari, collettività e convivenze, esercizi alberghieri;
    d) locali adibiti ad attività terziarie e direzionali diverse da quelle di cui alle lettere b), e) ed f),
    circoli sportivi e ricreativi;
    e) locali ed aree ad uso di produzione artigianale o industriale, o di commercio al dettaglio di beni
    non deperibili, ferma restando l'intassabilità delle superfici di lavorazione industriale e di quelle
    produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani;
    f) locali ed aree adibite a pubblici esercizi o esercizi di vendita al dettaglio di beni alimentari o
    deperibili, ferma restando l'intassabilità delle superfici produttive di rifiuti non dichiarati
    assimilabili agli urbani.
    3. I regolamenti divenuti esecutivi a norma di legge, sono trasmessi entro trenta giorni alla direzione
    centrale per la fiscalità locale del ministero delle Finanze che formula eventuali rilievi di legittimità
    entro sei mesi dalla ricezione del provvedimento. In caso di rilievi formulati tardivamente il
    Comune non è obbligato ad adeguarsi agli effetti dei rimborsi e degli accertamenti integrativi.

    Da : http://www.comune.pesaro.pu.it/file...CIO/SERVIZI/Tassa_occupaz_pub_DLgs_507-93.pdf
    :daccordo:

    +
    http://www.propit.it/f83/cosa-denunciare-fini-tarsu-5001/
     
    A piace questo elemento.
  4. edocappa

    edocappa Membro Attivo

    Dunque c'è il dlgs 507/93 che all'art. 62 stabilisce l'esenzione totale dalla tarsu per quegl'immobili come cantinole o box che per le loro caratteristiche, nel mio caso mancano del tutto i servizi, non possono produrre rifiuti di nessun genere in quanto non è abitabile e non genera nessuna attività. Al mio Comune ho fatto presente ed ho chiesto in autotutela di detassarmi e di rimborsarmi quanto già pagato, ma non avendo avuto risposta da due anni non pago quanto mi chiede con semplice avviso non impugnabile. Una recente sentenza della Commissione Tributaria di Catania ha dato ragione ad un contribuente ricorrente. Il regolamento comunale come ho detto riduce la tassa al 50%, ma ditemi se può addirittura elliminare l'esenzione. Nel mio condominio solo a me ha chiesto la tarsu rispetto a circa 50 box e non risponde neppure al Garante del Contribuente che purtroppo mi risponde di non avere poteri sanzionatori in quanto il Governo non glieli ha conferiti. Ditemi cos'altro posso fare quando una legge dello Stato non viene rispettata proprio da chi è maggiormente obbligato a farlo. Attendo una risposta ed intanto ringrazio. Preciso che solo io non abito in condominio ma ho dichiarato come pertinenza.
     
  5. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Articolo 62
    Presupposto della tassa ed esclusioni
    1. La tassa è dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso
    adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse
    dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed
    attivato o comunque reso in via continuativa nei modi previsti dagli articoli 58 e 59, fermo
    restando quanto disposto dall'articolo 59, comma 4 (modificato dall'articolo 3, comma 68,
    legge 549/1995). Per l'abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta di pertinenza la
    tassa è dovuta anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la
    strada di accesso all'abitazione ed al fabbricato.
    2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura
    o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di
    non utilizzabilità nel corso dell'anno qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria
    o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad
    idonea documentazione.

    Ogni Comune si dota di un proprio regolamento, vedi :
    http://www.propit.it/f83/cosa-denunciare-fini-tarsu-5001/

    In generale : il servizio raccolta rifiuti deve tendere a pareggiare, addebitando ai cittadini il costo del servizio stesso. Ad ogni esenzione/sconto deve corrispondere un incremento della tariffa…
    :daccordo:
     
  6. edocappa

    edocappa Membro Attivo

    Ma è possibile che con proprio regolamento un Comune possa derogare ad una legge dello Stato? Quella Commissione Tributaria ha dato ragione al contribuente e se ne infischiata del regolamento. E' come pagare una tassa su un reddito che non ho prodotto. La rimozione dei rifiuti dovrebbe essere il corrispettivo di un servizio non una tassa sulla superficie. I metri quadri non producono spazzatura ma le persone, ecco la necessità di avere il servizio. La superficie tassabile dal 2006 è pari all'80% della superficie catastale. Il costo da coprire per molti Comuni è al 100% che potrebbe essere alleggerito dalla raccolta differenziata. Insomma in un rapporto obbligazionario se viene a mancare l'oggetto(spazzatura) il soggetto(Tarsu) è inesistente. Dico bene?
     
  7. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Verissimo e inequivocabile ! Però le pubbliche amministrazioni preferiscono in genere tassare i mq. e non le persone che fruiscono del servizio. Tentativi di far pagare in base al peso dell' immondizia prodotta non sono stati particolarmente proficui ed accettati. Chi ha idee innovative sulla ripartizione della Tarsu le illustri....
    :daccordo:
     

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