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Louys 49

Nuovo Iscritto
dopo la morte di una ns zia si viene a sapere che una ns cugina à un conto cointestato con la zia morta ,da un controllo si è rilevato che tale conto è stato aperto e quando la povera zia non era nella possibilità di intendere o volere data la sua malattia.
La cugina prima di aprire tale conto doveva chiedere ai coeredi'?
 
A

AlbertoF

Ospite
provo a risponderti: di regola per aprire un conto sia bancario che postale dobbiamo recarsi o in banca o alla posta.Cosa che queste due persone hanno fatto. Se la zia era veramente incapace di intendere e volere (esiste una dichiarazione di interdizione?) a questo punto entra in funzione la correttezza delle persone intestatarie per sapere se era meglio o non avvisare i coeredi della avvenuta accensione del nuovo rapporto. Se la posta non ha ravvisato alcun comportamento particolare evidenziato dalla zia in occasione della raccolta della firma di apertura del contratto l'impiegato ha operato correttamente. Resta però da precisare una cosa: trattandosi di un conto cointestato (presumo a firma disgiunta) ed assendo un intestatario deceduto il saldo apparente al momento del decesso si intende di proprietà al 50% di ciascuno, e questa metà deve essere dichiarata nella successione , se esiste.
Comunque per ritirare la parte della zia pari alla metà del saldo la banca deve porre in essere una pratica di successione.
Ciao
Ciao
 

smoker

Membro Attivo
Premetto che eventualmente sei diventata erede di tua zia dopo l' apertura della sua successione, quindi quando la zia ha deciso, assime a tua cugina, di aprire conto postale, era liberissimo di farlo, senza chiedere il Tuo permesso. Questo vale anche per tua cugina.
Il fatto che la zia sia stata nell' incapacità di intendere o di volere al momento dell' atto è una tua semplice valutazione o supportata da documentazione medica o, addirittura, come ben evidenziato da Alberto, da provvedimento del Tribunale?
Saluti
Smoker
 

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