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  1. Antonio Azzaretto

    Antonio Azzaretto Membro dello Staff

    Cari amici,

    Il nostro paese ha bisogno di sogni nuovi per immaginare un futuro migliore per noi e per i nostri figli.

    Quando vedo Borghezio che vorrebbe dividere quel poco che abbiamo unito, francamente mi viene da piangere.

    Se a quest' ora non c' era l' Europa che ci salvava il ****, a quest' ora in Italia eravamo già falliti.

    L' ONU ci ricorda l' unità a cui dobbiamo tendere.

    Per ora dobbiamo rallegrarci per ciò che abbiamo costruito: Ossia un paese in cui, più o meno, i poveri se hanno fame mangiano, se hanno freddo si vestono, e se sono fortunati hanno pure un letto dove dormire.

    Certo il merito di queste conquiste non è del governo italiano, ma delle tante persone buone che per fortuna abitano il mio paese.

    Mussolini già ai suoi tempi l' aveva capito che governare gli italiani non è impossibile ...ma inutile!

    Eppure noi un governo ce lo dobbiamo dare, perchè non possiamo continuare ad affidare le nostre risorse economiche al capopopolo di turno che si dimostra "buono" o peggio, "uomo d' amore" (ogni riferimento con la politica attuale è ovviamente casuale).

    Sono sicuro che gli italiani non sono soltanto strafottenti, egoisti, anarchici, ribelli, assuefatti al padrone come il cane alla catena, improvvisati artisti della vita, maestri dell' arrangiarsi e del quieto vivere,

    ma sono anche generosi, altruisti, grandi lavoratori, amanti delle proprie famiglie, desiderosi di essere felici.

    Pertanto, a mio giudizio ci sono ottime possibilità di riuscire a migliorare l' organizzazione politica ed economica del nostro paese.

    ....e sto lavorando per questo!

    :fico:


    Corriere della sera

    MILANO - «Chi si trova a immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Marsala, nel suo intervento alla cerimonia organizzata nell'ambito del 150esimo anniversario dell'unità d'Italia. «Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, nel Sud e nel Nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell'unità, negando il salto di qualità che l'Italia tutta, unendosi, fece verso l'ingresso a vele spiegate nell'Europa moderna».

    IL MEZZOGIORNO - Si può criticare legittimamente cosa fa la politica nazionale per il Mezzogiorno, ma queste critiche, sostiene il presidente «non possono essere accompagnate da reticenze e silenzi su quel che va corretto, anche profondamente, qui nel Mezzogiorno». Bisogna dirlo, ha aggiunto sia per quello che riguarda «la gestione dei poteri regionali e locali e il funzionamento delle amministrazioni pubbliche, sia gli atteggiamento del settore privato, sia i comportamenti collettivi. Parlo - ha concluso - di correzioni essenziali anche al fine di debellare la piaga mortale della criminalità organizzata». È necessario respingere «pregiudizi e luoghi comuni contro il Mezzogiorno» e al tempo stesso «tutte le forze rappresentative delle regioni meridionali devono però opporre un sereno riconoscimento delle insufficienze che essi hanno mostrato in decenni di autogoverno».
    «Del patrimonio culminato nelle conquiste del 1860-1861, possiamo come meridionali essere fieri. Non c’è spazio- ha ribadito Napolitano - per pregiudizi e luoghi comuni che purtroppo ancora o nuovamente circolano nell’ignoranza di quel che il Mezzogiorno dando il meglio di sè ha dato all’Italia in momenti storici essenziali».
    APPELLO AL NORD - Alle forze «responsabili» del Nord, invece, Napolitano ha chiesto di riflettere sull'importanza di rinsaldare la coesione nazionale perché l'Italia deve crescere di più e meglio e potrà riuscirci «solo se crescerà tutta insieme, solo se si metteranno a frutto le risorse finora sottoimpiegate, le potenzialità, le energie delle Regioni meridionali».

    L'AUSPICIO DI BOCCHINO - Plaude il finiano Italo Bocchino, (Pdl): «Napolitano con le sue parole sull'unità d'Italia rappresenta il sentimento collettivo degli italiani e chiarisce con la massima voce istituzionale che serve rispetto verso una costruzione storica che ha reso unita una delle più grandi nazioni del mondo. C'è da auspicare che tutte le forze politiche ascoltino il monito del Capo dello Stato e confermino con i fatti il loro attaccamento all'unità nazionale».

    LA REPLICA DI BORGHEZIO - «La secessione è un'idea bellissima, coltivata e promossa anche dai migliori spiriti della Resistenza», replica l'europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it. «Non solo», dice, «appartiene al diritto internazionale secondo il principio di autodeterminazione dei popoli ed è riconosciuta da tutte le Carte internazionali. Insomma, è un sogno bellissimo che nessuno potrà mai togliere a noi padani».

    Pubblicato da grandeindio martedì, maggio 11, 2010 su Buone parole (Progetti di Economia Relazionale)
     

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