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  1. giogiovi

    giogiovi Ospite

    Ho un balcone a forma di "U" che costeggia tutta la mia bifamiliare che ha una ringhiera in ferro che vorrei togliere e sostituire con un muretto di 90 cm perchè ci vorrei appoggiare una tettoia perchè ho problemi di infiltrazioni d'acqua. Ho rifatto 2 volte il pavimento con nuova guaina del balcone ma ho solo peggiorato la situazione. Il mio problema è il vicino che non vuole che io modifichi l'estetica della mia bifamiliare. Premetto che siamo due villette in orizzontale con entrate separate con in comune solo un muro divisorio, a metà casa. Non abbiamo un condominio. Lui non vuole togliere la sua ringhiera. Sul contratto di vendita non ci sono vincoli. Può un vicino contestare questa variazione estetica? Devo chiedergi il permesso? Devo chiedere qualche autorizzazine al comune? Posso farlo con la nuova legge? L'abitazione è su 4 piani, di circa 200 mq. Grazie
     
  2. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Una cosa sono i rapporti con il Comune che puo' dare l'autorizzazione o meno ( o assentire con silenzio-assenso ad una eventuale DIA) , una cosa sono i rapporti con gli altri comunisti. Verso questi ci si deve porre il problema se l'opera leda o meno "decorso architettonico" elemento che non è facile valutare giuridicamente.
    Da un punto di vista più strettamente concettuale la Cassazione è fermamente orientata nell’affermare che per decoro " deve intendersi l'estetica del fabbricato data dall'insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità" (Cass. 851 del 2007).
    Infatti l'estetica NON è meritevole di tutela solo per gli edifici di particolare pregio storico-artistico ma è un concetto applicabile ad ogni fabbricato nel quale possa individuarsi “una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia-Cass. 4 aprile 2008, n. 8830".
    L’alterazione del decoro puo' essere contestata in particolare se puo' indcidere su un possibile deprezzamento dell'intero fabbricato ( Cass. 25 gennaio 2010 n. 1286).
    Consigliabile concordare e conciliare l'intervento .
     
  3. Giovanni_Brevi

    Giovanni_Brevi Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Quanto precedentemente scritto relativamente all'aspetto estetico del fabbricato è corretto , ma tutto ciò è valido se la bifamiliare è considerata un CONDOMINIO . Se e solo se l'unica cosa in comune è il muro divisorio , che potrebbe quindi ricadere nella Comunione , se sei sicurissimo che non c'è altro in comune ( fossa bilogica, canna fumaria,sottotetto, grondaie ,..... ) , se il balcone che costeggia la bifamiliare NON è continuo , puoi verificare se la bifamiliare in oggetto è da considerarsi un Condominio.
    Ricordati che un condominio si concretizza automaticamente quando :

    Cass. n° 18226/2004

    Il condominio si costituisce ex se ed ope iuris, senza che sia necessaria deliberazione alcuna, nel momento in cui più soggetti costruiscano su un suolo comune, ovvero quando l'unico proprietario di un edificio ne ceda a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l'oggettiva condizione del frazionamento che ad esso dà origine .

    Particolare attenzione va rivolta all’ipotesi in cui un condominio sia composto da due soli partecipanti, dando così vita al cosiddetto “ Condominio minimo”.
    Anche questa forma è di attualità, se si pensa per esempio ai casi di villette bifamiliari, cioè composte da due soli appartamenti abitati da due nuclei familiari.


    A risolvere detto dibattito è intervenuta la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 2046 del 31-1-2006) che ha stabilito che la disciplina dettata dal codice civile per il condominio di edifici trova applicazione anche nel caso di condominio minimo.
    Una bifamiliare può non essere considerata un condominio minimo quando l’unica parte comune è il muro divisorio ed in questo caso rientra nel regime della comunione , mentre come nel nostro caso ci sono infrastrutture e servizi comuni la bifamiliare viene consideraro un “condominio minimo” .

    Comunque convengo che "Consigliabile concordare e conciliare l'intervento"
     
    A Guardiano piace questo elemento.

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