Francescos1994

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Scusa, ma questa è una motivazione un po' strana.
Chiunque sia proprietario di un immobile dato in locazione incassa il canone dall'inquilino ed è logico che debba pagare le imposte sul reddito e pure l'IMU che è un'imposta patrimoniale comunale.
Può pagarle con i soldi dell'affitto oppure con denaro che guadagna in altri modi, ma la sostanza non cambia: se il proprietario (nel tuo caso la moglie comproprietaria) non vuole pagare le tasse relative ai suoi immobili deve disfarsene.

Piuttosto che ridurre il canone (che avevi scritto essere già basso perché l'inquilino è un amico del marito) può esercitare l'opzione per la cedolare secca al 21%.
Oppure stipulare un contratto agevolato a canone concordato (che è normalmente inferiore ai canoni di mercato) se in quel Comune esiste un Accordo Territoriale ed è possibile applicare la cedolare ridotta al 10%.
Queste ipotesi sono fattibili solo se stiamo parlando di contratti di locazione abitativi (non commerciali, tipo affitto di negozi, laboratori, uffici, ecc).
purtroppo sono locali commerciali, a questo punto unica soluzione non resta che disfarsene
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
sono locali commerciali, a questo punto unica soluzione non resta che disfarsene
Concordo.

Però prima di decidere è opportuno che la moglie controlli il suo 730, magari aiutata dal commercialista.
Perché, come ha scritto @Dimaraz nei post precedenti, c'è confusione tra l'ammontare del reddito da lavoro netto o lordo e relativi scaglioni

Il commercialista può fare due simulazioni:
1) IRPEF da pagare per il solo reddito da lavoro (dedotte eventuali detrazioni per spese mediche, ecc);
2) IRPEF da pagare aggiungendo il reddito da fabbricati, eventualmente inferiore a quello attuale se si vuole sostituire l'attuale contratto di locazione con un altro a canone inferiore.
E portando in detrazione eventuali bonus fiscali per spese di ristrutturazione e/o risparmio energetico.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
purtroppo sono locali commerciali, a questo punto unica soluzione non resta che disfarsene
Mai sentito che una proprietà immobiliare messa a reddito crei problemi (si fa per dire....):

l'IRPEF è una imposta rapportata al reddito, e comunque sempre inferiore al 100% (e ci mancherebbe .... ): per cui se percepisce la sua parte di canone non sarà mai in perdita a causa dell'IRPEF. A casa mia dicono "meglio poco che niente".

Cosa diversa riguarda la IMU che è una patrimoniale secca, sia che l'immobile produca reddito (sia locato), sia che rimanga inutilizzato: ma non sembra questo il caso.
Analogo discorso se fossero in vista pesanti spese di ristrutturazione.

Il fatto che il canone sia inadeguato, è un aspetto che doveva essere discusso al tempo della sottoscrizione.
 

donatella

Membro Attivo
Proprietario Casa
Se vuole pagare meno tasse può optare per la cedolare secca 21%. Rinunciare agli affitti mi sembra proprio da……. anche perché se paga il 38%, il 62% lo incassa.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
può optare per la cedolare secca 21%
No, non può optare per la cedolare secca.
Perché si tratta di locazioni commerciali, come chiarito nei post n. #20 e #21.

Inoltre gli immobili sono affittati a canone "di favore" essendo il conduttore amico del marito, la moglie comproprietaria deve anche pagare l'IMU, forse teme in futuro di doversi accollare spese per ristrutturazioni dovute alla vetustà oppure di avere un inquilino moroso.

A mio parere l'idea di disfarsi degli immobili (vendendoli) può avere un senso.
 

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