Buongiorno
Riprendo la discussione ...sono arrivata al momento di comunicare via RLI/web la proroga di un contratto di locazione abitativo in cedolare secca ,con aumento del canone di locazione :sono al tredicesimo anno di locazione che dovrà essere dunque in regime ordinario per un anno ,( poi penso che tornerò in cedolare l'anno seguente.) Stò seguendo le istruzione di UVA riportate in un altra discussione simile :Rinnovo contratto locazione con aumento
ora la schermata presenta i seguenti quadri :
-dati generali
-soggetti
-immobili
-regime tassazione
-calcola imposte
-invio
dati generali : alla voce tipologia di regime devo inserire : 3. nessun locatore opta per la cedolare? in quanto credo che si riferisca al prossimo regime fiscale
compare inserito il vecchio canone , che ho sostituito con il nuovo
soggetti : sono da inserire il locatore ,che si inserisce automaticamente tramite la funzione- importazione da contratto- e il conduttore/i che invece non non si possono inserire per cui alla fine risulta presente ,il locatore e nessun conduttore ....? è normale?
Quando si utilizza RLI web non esiste un vero problema tecnico nel modificare l’importo del canone in sede di proroga con revoca della cedolare secca.
Nel quadro A, la casella “Importo del canone” può essere aggiornata indicando il canone annuo che varrà per il periodo successivo, cioè quello su cui verrà calcolata l’imposta di registro.
In pratica, da un punto di vista strettamente tecnico, quindi, RLI web non blocca l’operazione se l’importo viene modificato.
Il punto critico non è tecnico, ma fiscale. Secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, proroga e rinegoziazione del canone sono due comunicazioni formalmente diverse che non dovrebbero essere contestuali, anche perché, nel caso di rinegoziazione, le istruzioni precisano che bisognerebbe “indicare il canone precedente, ossia il canone previsto prima della rinegoziazione”.
Proprio per questo motivo, in teoria la procedura corretta sarebbe in due passaggi: “Proroga” (codice 2) con revoca della cedolare, indicando il canone annuo e successiva “Rinegoziazione del canone” (codice 8), comunicando il nuovo importo e . . . la data di fine del canone rinegoziato.
Questo spiega anche perché, in modalità cartacea, una proroga con revoca cedolare e contestuale aumento del canone potrebbe essere contestata dall’ufficio: si tratterebbe infatti di due comunicazioni distinte che prevedono due adempimenti con codici diversi.
Nella pratica operativa con RLI web l’inserimento del canone rinegoziato direttamente nella proroga non genera blocchi o scarti perché il sistema della Sogei accetta il dato come canone valido per il periodo successivo.
Quindi tecnicamente la cosa funziona, anche se formalmente non coincide con la sequenza procedurale più rigorosa prevista dalle istruzioni.
Il cosiddetto “anno sabbatico” (IRPEF senza aumento) citato da @basty riguarda una situazione molto specifica che si verifica quando un locatore opta per la cedolare secca all’inizio del contratto e revoca la cedolare alla fine della prima annualità.
In questo caso la normativa impedisce di applicare subito un aumento del canone, perché durante il periodo in cui era in vigore la cedolare il locatore aveva rinunciato agli aggiornamenti. Di conseguenza, in seconda annualità il canone resta congelato e lo si scongela solo a partire dalla terza annualità.
Nel caso che descrivi, invece il contratto è arrivato alla proroga dopo molti anni (tredicesimo anno contrattuale) e la revoca della cedolare non avviene subito dopo la prima annualità.
Quindi non si applica la regola dell’"anno sabbatico" bastyco.