confusa

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Proprietario Casa
Buongiorno a tutti.
In novembre mi si è liberato un appartamento a Pisa, affittato da circa sette anni, che l'inquilino purtroppo ha lasciato in uno stato pietoso.
Ho quasi terminato la ristrutturazione di quest'appartamento e sono incerta se affidarlo a un'agenzia di affitti brevi o turistici (l'appartamento è piuttosto vicino alla torre) oppure affittarlo di nuovo a una famiglia con contratto 4+4 oppure concordato.

Potete consigliarmi su quali elementi tenere in considerazione per fare la mia scelta?

Grazie chi mi risponderà

Confusa (come sempre)
 
affidarlo a un'agenzia di affitti brevi o turistici
Chiedi dei preventivi ad Agenzie che gestiscono gli affitti brevi in quel Comune per avere un'idea dei canoni, di quanto addebita l'Agenzia per la gestione completa, e conseguentemente del tuo ricavo al netto dei costi.
Affidarsi a terzi è utile / indispensabile se il locatore non conosce tutte le norme che regolano gli affitti brevi, non ha tempo / capacità di studiarle né di occuparsi dal punto di vista pratico della gestione ospiti.

Se escludi gli affitti brevi perché non te ne puoi occupare personalmente e la gestione dell'Agenzia è troppo costosa, confronta canoni e tassazioni delle locazioni libere 4 + 4 con quelle concordate 3 + 2 (i cui canoni sono inferiori a quelli di mercato ma il locatore può usufruire di agevolazioni fiscali per tassazione del reddito e IMU).

Considera anche il rischio morosità: negli affitti turistici è praticamente azzerato; in quelli abitativi di lunga durata è necessario scegliere accuratamente gli aspiranti inquilini.
 
se affidarlo a un'agenzia di affitti brevi o turistici
Dipende. Tieni presente che, affidandolo ad un gestore, che, in genere, non si prende sicuramente meno del 35% (solo la convenzione con le piattaforme internazionali costa il 10-15%), tutte le spese (condominio, IMU, utenze, riparazioni importanti, etc..) restano a te. Alla fine, considerando anche i periodi "morti" (anche se sei vicino alla Torre, ce ne saranno anche a Pisa), riuscirai sicuramente a coprire le spese, oltre a guadagnarci qualche spicciolo.
Il guadagno "vero" lo avresti se lo gestissi tu direttamente.
Il vantaggio di darlo in gestione non sta nel guadagno, ma nel non avere spese, nel poter disporre dell'immobile in qualsiasi momento e nel fatto che sicuramente non ti verrà rilasciato in uno stato pietoso.
A molti va bene così, pur di non lasciare l'immobile vuoto o rischiare la sua distruzione o di non averlo più indietro per anni rimettendoci, parecchi soldi per un avvocato o per una nuova ristrutturazione.
 
sarei tentata a provare, molti a Pisa scelgono l'opzione dell'affitto breve. Però, considerato che dovrei delegare la gestione a un'agenzia, forse l'affitto tradizionale mi rassicura.
Potrei provare per un anno?
 
Potrei provare per un anno?
Sì, puoi decidere tu per quanto tempo destinare il tuo appartamento agli affitti brevi.
Devi accordarti in modo chiaro con l'Agenzia a cui ti rivolgerai, specificando il periodo dell'incarico conferito.
Se in quel Comune c'è molta offerta da parte dei proprietari:
molti a Pisa scelgono l'opzione dell'affitto breve.
è possibile che un anno sia un periodo insufficiente per ottenere risultati apprezzabili che giustifichino i costi.

Inizia ad informarti con gli operatori di Pisa che si occupano di locazioni turistiche.
 
Potrei provare per un anno?
Non te lo consiglio, dati tutti gli impegni pratici (arredamento completo, stoviglie, lampadari, etc..) e burocratici necessari all'apertura e alla chiusura dell'attività (ricordati che il titolare del CIN e di tutto ai fini fiscali e comunali sei tu, non il gestore), non faresti neanche in tempo a renderti conto della situazione: prima che l'attività inizi, dopo la tua decisione, passano almeno 4-6 mesi. Naturalmente ti parlo per esperienza diretta, perchè ci sono già passato e, dopo due anni, ho rinunciato al gestore e loco direttamente a studenti.
 
Buongiorno a tutti.
In novembre mi si è liberato un appartamento a Pisa, affittato da circa sette anni, che l'inquilino purtroppo ha lasciato in uno stato pietoso.
Ho quasi terminato la ristrutturazione di quest'appartamento e sono incerta se affidarlo a un'agenzia di affitti brevi o turistici (l'appartamento è piuttosto vicino alla torre) oppure affittarlo di nuovo a una famiglia con contratto 4+4 oppure concordato.

Potete consigliarmi su quali elementi tenere in considerazione per fare la mia scelta?
L’affitto turistico va corteggiato come una bella donna, ma senza perderci la testa.

La prossima stagione non si preannuncia particolarmente esaltante. Le tensioni geopolitiche restano sullo sfondo. Le incertezze economiche non si diradano e i rincari si porteranno dietro scie reiflazionistiche. Il downside già rimbalza per il mondo. Nulla è per sempre, nemmeno nei luoghi dove il turismo sembrava una rendita garantita.

Viaggiare da altri continenti, di questi tempi, può diventare un lusso, se non fai scalo a Dubai. Che fare, dunque? Aspettare e seguire gli eventi? Nota il mio sopracciglio rialzato!

A colorare il quadro e a renderlo più vivace c’è poi il carico degli adempimenti amministrativi sempre più stressanti (comunicazioni in Comune, Regione, Questura, CIN, estintori, rilevatori di gas ecc.). Aggiungici lo spettro di restrizioni urbanistiche e politiche di zonizzazione sempre più diffuse che scoraggiano chi si avventura nei sentieri sempre più impervi dell’hospitality made in Italy e avrai il quadro della situazione in tempo reale.

In parole povere, prima di arrivare al barattolo del miele dovrai attraversare diversi gironi. E non è affatto detto che riuscirai ad aprirlo.

Vedila così: l’affitto lungo ti garantisce una rendita stabile nel tempo, ma ti espone al rischio di morosità o, alla scadenza del contratto, alla permanenza dell’inquilino. L’affitto breve, al contrario, ti consente di non avere grosse grane con lui e ti permette di disporre della casa in breve tempo, ma richiede una gestione costante, e, quando la gestione viene esternalizzata, i ricavi finiscono per essere cannibalizzati da terzi.

Pisa non si trova in un’area desolata e ostile. E’ una città che attira visitatori tutto l’anno. L’orizzonte temporale di utilizzo/occupazione resta, dunque, ampio e la messa a reddito in short rent di un alloggio dal nome un po’ stupidino può essere più fruttuosa di un affitto “tradizionale”.

Ma guai a scambiarlo per un bancomat da cui prelevare a piacimento. Non è un gioco privo di mosse e di calcolamenti vincenti o perdenti. Vale la regola: sbaglia colui che, ignorando il gioco, il gioco ritenta.

Gli umani, del resto, non dispongono sempre di un campo visivo perfetto. Affidarsi a intermediari fisici o digitali genera dipendenza. Tra commissioni a grandi attori, specializzati nello spennare chi fornisce loro le case, e a gestori che ti retrocedono solo una parte dell’incasso, il gioco può smettere rapidamente di valere la candela.

E allora non stupisciti se finirai sotto la Torre di Pisa a patire di depressione post locationem brevem, per dirla con Cicerone.

La candela vale ancor meno se pensi che la cedolare secca antispleen, ma non taumaturgica, possa salvarti dall’oppressione fiscale: in alcuni casi soltanto il regime forfettario, con una tassazione effettiva ridottissima e una contribuzione INPS talvolta non dovuta o comunque riducibile, può garantirti una sorta di Eldorado fiscale per tutto il tempo che rimane.
 
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