basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Se l'avessi letto avresti notato questo:
Le cose cambiano: se l'oggetto dell'interpello valutava non tanto una scaletta tradizionale, ma una porzione variabile del canone rapportata al fatturato, non è automatico assimilare la risposta ad una scaletta
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
vista da fuori
Premesso che la risposta dell'Agenzia all'interpello riguarda un caso molto particolare (quota variabile del canone non predeterminata ma collegata ad un aumento dei ricavi del conduttore non certo né predeterminabile), a me sembra che un canone a scaletta strutturato (ad esempio) come segue:
1° anno € 9.000
2° anno € 10.200
3° anno € 11.400
ecc.
sia in contrasto con l'
art. 3, c. 11 Dlgs 23/2011
 

zetaerre

Membro Junior
Proprietario Casa
Premesso che la risposta dell'Agenzia all'interpello ...
Si infatti è quello che ho scritto.
A leggere bene parla di aggiornamento del canone. Essendo concordato precisamente qualche giudice potrebbe non consideralo come tale (aggiornamento intendo).
"Basterebbe" scrivere che il canone iniziale è un canone ridotto e che il prezzo pieno sarebbe quello dell'anno x.
Un po' tirata per i capelli.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
"Basterebbe" scrivere che il canone iniziale è un canone ridotto
Anche in questo caso c'è un rischio: l'Agenzia delle Entrate potrebbe interpretare la riduzione iniziale del canone quale corrispettivo / compenso in natura soggetto a tassazione.

Ne avevamo parlato qui:


a proposito delle locazioni commerciali, ma lo stesso principio potrebbe valere anche per quelle abitative.
 

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