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SerenaB

Membro Junior
Proprietario Casa
Buongiorno,

nel mio condominio sembra che riusciamo a fare il cappotto con la cessione del credito dell'ecobonus 110% con una impresa edile. Abbiamo però un dubbio: nel caso dovesse uscire l'Enea per i controlli, dovrà verificare anche all'interno dei singoli appartamenti?

Il fatto è che in un appartamento è stato fatto un secondo bagno e in un altro appartamento è stato spostato un muro (non portante) senza aver dichiarato niente al catasto, queste due modifiche non regolarizzate potrebbero farci perdere il diritto all'ecobonus? In caso affermativo, lo perderebbero solo i due condomini che hanno fatto le modifiche negli appartamenti o lo perderebbero anche tutti gli altri condomini?

Ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.
 

nennanè

Membro Attivo
Proprietario Casa
Buongiorno, a mio parere, dipende dal contratto che avete firmato con la ditta a cui cedete la cessione, che nel mio caso avrebbe voluto rivalersi su tutti i condomini e quindi sul committente, ma noi condomini abbiamo richiesto una postilla per far ricadere la responsabilità unicamente sull'appartamento in questione. Perchè non farete sicuramente solo il cappotto che è un lavoro trainante-condominiale, ma farete anche lavori trainati che spesso sono personali per ogni condomino e quindi abbiamo chiesto che la responsabilità ricada sul singolo e non sul condominio. Non abbiamo avuto ancora risposta e quindi vuol dire che è un problema, ma io mi chiedo, il tecnico asseveratore, a che serve? non dovrebbe dare risposte ed assumersi nel caso la responsabilità? oltre ad aver letto che si avvarrà anche di una assicurazione??
 

vittorievic

Membro Assiduo
Proprietario Casa
sembra che riusciamo a fare il cappotto con la cessione del credito dell'ecobonus 110% con una impresa edile.
fate il salto di due classi energetiche, richieste per acceder al superbonus 100%, solo facendo il cappotto?
Il fatto è che in un appartamento è stato fatto un secondo bagno e in un altro appartamento è stato spostato un muro (non portante) senza aver dichiarato niente al catasto,
sembra che gli abusi edilizi che inficiano l'accesso al super bonus devono essere visibili dall'esterno. In ogni caso il tecnico certificatore deve asseverare la regolarità urbanistica dello stato di fatto dell'immobile.
 
Ultima modifica:

Biz Consulting

Membro Attivo
Professionista
Se gli interventi riguardano solo le parti comuni di edifici plurifamiliari (leggi "condomini") il fatto che all'interno dei singoli appartamenti che li compongono siano presenti abusi non incide sull'ottenimento del superbonus.
Questo è stato regolamentato chiaramente nel Dl Agosto che, all'art. 119 del Decreto Rilancio ha aggiunto il seguente comma (13-ter):
"Al fine di semplificare la presentazione dei titoli abitativi relativi agli interventi sulle parti comuni che beneficiano degli incentivi disciplinati dal presente articolo, le asseverazioni dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili plurifamiliari, di cui all’articolo 9-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e i relativi accertamenti dello sportello unico per l’edilizia sono riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dai medesimi interventi”.

Ovvio che se verranno eseguiti in concomitanza interventi trainati nelle varie unità immobiliari, i singoli proprietari dovranno far verificare ai tecnici incaricati la conformità urbanistica, ma questo non inciderà sulle opere inerenti le parti comuni.
A tal proposito è bene chiarire che i tecnici hanno da sempre l'obbligo di verificarla e di far presenti eventuali abusi (richiedendo di sanarli, se possibile).
Nessun professionista serio si prenderebbe mai la briga di procedere ugualmente all'esecuzione di opere senza far presenti potenziali difformità ai committenti, mettendo a rischio agevolazioni, opere e, soprattutto, portafoglio degli stessi.

In concreto, fatto salvo che è il tecnico a dichiarare nelle comunicazioni/richieste autorizzative la conformità alle normative vigenti delle opere che verranno realizzate, il proprietario risponde sempre in via diretta di eventuali illeciti, potendosi poi rivalere sul primo in caso di sua colpa (e sempre che sappia dimostrare la sua non connivenza).
Per fare un esempio: può essere possibile che il proprietario non sappia che il suo sottotetto non abitabile, così dichiarato a catasto, sia magicamente diventato una mansarda abitabile senza che se ne accorgesse?...
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Secondo me il fatto di chiudere l’occhio sulle parti interne e non sul esterno pone tutta una serie di problemi che un tecnico deve porsi:
  1. il tipo di abuso interno incide anche sugli altri? (Ad esempio un sottotetto non abitabile che lo diventa in seguito cin la regolarizzazione) incide sia sul volume riscaldato da conteggiare nell’edificio ma incide anche sulle volumetrie massime realizzabili per quel edificio (anche in ristrutturazione).​
  2. Inoltre tale modifica dovrebbe poi sempre essere ribaltata a Catasto per corrispondenza con il Permesso o Scia e l’APE del singolo alloggio segue sempre il Catasto come riferimento...ma se io faccio una variazione che incide sui parametri urbanistici e pure sul volume riscaldato...devo sempre aggiornare il la parte concessoria (Scia e Permesso) che mi porta a cambiare il Catastò che a sua volta viene preso a riferimento per l’APE.
  3. Secondo voi ,una Banca (o un impresa che scarica la cessione del credito ad una Finanziaria o Banca) potrebbe mai assumersi verso l’Agenzia delle Entrate la responsabilità di prendersi la grana di chiudere un occhio su difformità interne che in futuro richiederebbero minimo un accertamento in conformità (Scia o PdC in sanatoria)? E magari perdere il loro diritto al recupero del Ecobonus? Già ricordo che un immobile con sanatoria (o peggio a condono)in corso fa saltare tutti i pareri successivi che non vadano a chiudere gli abusi evidenziati da essi!

Qualcuno ha fatto queste considerazioni??
È ovvio che tutte le difformità interne entro il range del 2% (come da Testo Unico Edilizia) non creeeranno problemi.

Ma cambi di destinazione d’uso interni con aumento di volumetria (e quindi volume riscaldato) assolutamente si.
 

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