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macdaniels

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Proprietario Casa
Ciao,
ho di recente acquistato un appartamento degli anni 60, privo delle certificazioni a norma per gli impianti.
Dato che mi piacerebbe affittarlo a canone concordato, sto chiedendo ad alcuni tecnici la possibilità di fare la dichiarazione di rispondenza, ma sto ricevendo pareri molto diversi, soprattutto per il fatto che alcuni insistono che tutti i fili devono essere rifatti, che ci sono alcuni parametri da rispettare (colori, sezioni, ecc...).
Tuttavia ho letto da più fonti che la rispondenza deve solo garantire che l'impianto è stato fatto a norma secondo la legge vigente (al tempo), perciò negli anni 60 non penso ci fossero regole particolarmente strigenti.
Qual è il vostro parere?
Grazie in anticipo
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Che non hai torto, ma bisogna trovare l'elettricista disposto a farla.

Quanto ai colori dei fili, credo che già all'epoca ci fossero delle regole: non ricordo se stabilito per la fase o il neutro. Se oggi creano confusione coi colori attuali, la vedo dura.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Secondo me la risposta corretta, se ho scorso correttamente la vecchia discussione, è la frase di mapeit al post #11: indicare cioè che l'impianto è privo di certificazione perchè ante L. 46/90, ma è dotato di salvavita cioè interruttore differenziale 30mA (sempre che sia un immobile residenziale, e ne sia dotato) come prescritto dal DM 37/08
 

macdaniels

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Ne abbiamo parlato in questa discussione:

Contratti concordati: si deve certificare la sicurezza impianti? | propit.it - Forum per la Casa
(in particolare ti possono interessare i pareri espressi nei post n. #9, #11, #56)
Se ho capito bene, in effetti non c'è una regola rigida che richieda la certificazione, tuttavia gli accordi territoriali della Bassa Romagna - comune di Lugo, riportano esplicitamente "il locatore dovrà certificare nelle forme di legge la messa a norma degli impianti della relativa unità immobiliare locata"

Quindi resto vincolato...o sbaglio?
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
non c'è una regola rigida che richieda la certificazione,
Come scritto nella vecchia discussione, per gli immobili ante 1990 dovrebbe essere sufficiente un'autocertificazione del proprietario.

Ti sei informato presso l'Organizzazione sindacale alla quale ti rivolgerai per l'asseverazione del contratto concordato?
In molti Comuni le Organizzazioni sindacali firmatarie degli Accordi Territoriali non chiedono la Dichiarazione di rispondenza rilasciata da un tecnico. Basta la dichiarazione del locatore nel punto c) del contratto redatto in conformità al modello ministeriale (sicurezza impianti).
 

macdaniels

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Come scritto nella vecchia discussione, per gli immobili ante 1990 dovrebbe essere sufficiente un'autocertificazione del proprietario.

Ti sei informato presso l'Organizzazione sindacale alla quale ti rivolgerai per l'asseverazione del contratto concordato?
In molti Comuni le Organizzazioni sindacali firmatarie degli Accordi Territoriali non chiedono la Dichiarazione di rispondenza rilasciata da un tecnico. Basta la dichiarazione del locatore nel punto c) del contratto redatto in conformità al modello ministeriale (sicurezza impianti).
Ho chiesto all'ASPPI di Lugo e mi hanno risposto che basta la rispondenza. Quello che non capisco è che la regola generale sembra non essere così, che appunto basti l'autocertificazione del proprietario...
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
la regola generale sembra non essere così,
Purtroppo a volte i Sindacati del proprietari e degli inquilini non hanno personale informato o competente o disposto ad approfondire.

Copio e incollo la risposta (secondo me esaustiva e con i vari riferimenti di legge) data nell'altra discussione da @Clematide , un'esperto del Forum che argomenta in modo chiaro i suoi interventi.
Ho sottolineato le parti a mio parere più significative.

L’ottavo comma dell’art.1 del Dm 16 gennaio 2017 dispone che l’attestazione di rispondenza all'accordo locale del contenuto economico e normativo della locazione agevolata debba essere rilasciata “sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalle parti contrattuali: le indicazioni sono fornite “a cura e con assunzione di responsabilità” delle parti stesse.

Tra gli elementi relativi al contenuto economico del contratto (il canone di un’abitazione deve variare anche in base alla qualità degli impianti) rientra anche l’esistenza e lo stato degli impianti, ma con il DL 112 del 2008 e venuto meno l’obbligo di documentare la sicurezza degli stessi in caso di locazione di un immobile.

Se le parti, o meglio se la parte richiedente l’attestazione dichiara che gli impianti sono a norma, le organizzazioni sindacali assumono questo dato per vero: resta esclusa ogni responsabilità delle organizzazioni sindacali che non sono tenute a fare controlli o verifiche delle dichiarazioni rese dal richiedente circa lo stato degli impianti.

Ad oggi non esistono norme rintracciabili che pongano un generale obbligo di adeguamento degli impianti preesistenti che siano conformi alle norme di sicurezza applicabili all’epoca della loro realizzazione in nessuna tipologia di fabbricato, e, quindi, non occorre garantire la conformità dell’impianto alle norme vigenti all’epoca in cui l’immobile viene locato,

Naturalmente, qualora l’impianto non fosse a norma neppure in relazione alle norme di sicurezza vigenti all’epoca della sua realizzazione, scatta un obbligo di adeguamento che, se disatteso, può essere motivo in capo al locatore di responsabilità, anche penale, in caso di incidente.

Ma il difetto dell’impianto elettrico non inficia la locazione, perché rientra nella categoria del vizio della cosa locata, per il quale, in base all’art.1578 c.c., qualora il bene oggetto del contratto, al momento della consegna, sia affetto da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneita all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto, salvo che non siano vizi a lui conosciuti o facilmente riconoscibili alla firma dell’atto, da qui l’importanza di notiziare il locatario, secondo principi di buona fede, riguardo il livello di sicurezza degli impianti (ad esempio esistenza nell’impianto elettrico almeno dei requisiti dell’art.6, co.3 del Dm 37/2008).
 

vitt1

Membro Supporter
Proprietario Casa
In un Contratto fatto a luglio 2020, redatto da agenzia immobiliare e asseverato da organizzazione proprietari con la seguente dicitura: “conformi alla normativa in materia vigente a] momento della loro realizzazione”
 

macdaniels

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
In un Contratto fatto a luglio 2020, redatto da agenzia immobiliare e asseverato da organizzazione proprietari con la seguente dicitura: “conformi alla normativa in materia vigente a] momento della loro realizzazione”
Grazie mille, sarà un ottimo suggerimento per la prossima volta, nel mio caso ho avuto contro anche l'agenzia immobiliare, questo fine settimana ho spiegato loro che avevo delle difficoltà nel reperire degli artigiani che mi potessero preparare le rispondenze, così me li hanno trovati loro e, dopo aver visto l'appartamento, in mezza giornata risolveranno le cose (uno verifica la messa a terra e chiude le prese elettriche, l'altro mi fa una presa d'aria in cucina e mi cambia una valvola del gas, poi FINE).
Comunque, per far capire a tutti quelli del forum il senso del certificato di rispondenza, ho sentito diversi artigiani in questi giorni e ognuno mi ha dato una risposta diversa: da quello che non avrebbe certificato in alcun modo gli impianti fatti da altri, a quello che è venuto a vederlo ma me lo avrebbe fatto rifare, a quello che mi dice "in giornata o al massimo domani ti faccio la mia offerta" e non si è più fatto sentire, a quello che mi dice "eh ma la caldaia deve avere una canna fumaria inox" poi ne sento uno che lo contraddice "ah ma se è all'ultimo piano fa lo stesso".
Questa è l'Italia!
Scusate lo sfogo.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Grazie mille, sarà un ottimo suggerimento per la prossima volta, nel mio caso ho avuto contro anche l'agenzia immobiliare, questo fine settimana ho spiegato loro che avevo delle difficoltà nel reperire degli artigiani che mi potessero preparare le rispondenze, così me li hanno trovati loro e, dopo aver visto l'appartamento, in mezza giornata risolveranno le cose (uno verifica la messa a terra e chiude le prese elettriche, l'altro mi fa una presa d'aria in cucina e mi cambia una valvola del gas, poi FINE).
Comunque, per far capire a tutti quelli del forum il senso del certificato di rispondenza, ho sentito diversi artigiani in questi giorni e ognuno mi ha dato una risposta diversa: da quello che non avrebbe certificato in alcun modo gli impianti fatti da altri, a quello che è venuto a vederlo ma me lo avrebbe fatto rifare, a quello che mi dice "in giornata o al massimo domani ti faccio la mia offerta" e non si è più fatto sentire, a quello che mi dice "eh ma la caldaia deve avere una canna fumaria inox" poi ne sento uno che lo contraddice "ah ma se è all'ultimo piano fa lo stesso".
Questa è l'Italia!
Scusate lo sfogo.
Ti capisco benissimo : proprio per questa ragione ho in passato acquistato la Uni 7129 x il gas: quanto all’impianto elettrico è sufficientemente esplicito il Dm 37/08.
Anni fa dovevo locare in appartamento utilizzato in precedenza da un commercialista che aveva installato computers per elaborazione paghe ecc.
La nuova inquilina mi contatta preoccupata perché un elettricista suo conoscente o amico gli ha segnalato la mancanza della terra e raccomandato il rifacimento dell’impianto elettrico con preventivo se ricordo bene di 5 Mni di lire.
Trovavo strana la cosa visto il precedente uso: sono andato a verificare; tutte le prese erano dotate di filo di terra: per tranquillità, visto che ci sarebbe stato un bimbo piccolo, in due ore ho sostituito circa 20-24 frutti magic mettendo quelli a protezione contatti diretti e controllato la presenza del salvavita, e fatto constatare la cosa. E per fortuna che era un “amico”….😡
 

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