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  1. PIPOLO100

    PIPOLO100 Nuovo Iscritto

    Buongiorno
    Complimenti per il sito, davvero molto utile e ben strutturato.
    Tuttavia, nella mie ricerche non trovato risposta ad un mio quesito. Prego, chi può, di aiutarmi.
    Mio padre è deceduto qualche mese fa.
    Gli eredi sono 4 (mia madre, io e altri 2 fratelli).
    I miei genitori erano intestatari di tre appartamenti (50% pro quota).
    Le mie domande sono queste (prima di compilare l’atto di successione):
    1.E’ possibile, con la divisione contrattuale, estromettere mia madre ( la quale, peraltro, con un atto successivo vorrebbe comunque donare ad ognuno di noi il 50% di ogni appartamento), garantendole, ovviamente, l’usufrutto?
    2.L’atto di divisione (scrittura privata autenticata) può essere sottoscritto davanti al cancelliere del tribunale?
    3.Se si, posso effettuare autonomamente la registrazione dell’atto presso l’Agenzia del Territorio?
    Grazie mille.
     
  2. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    credo che tua madre possa rinunciare all'eredità ma in questo caso non vedo come possa mantenersi l'usufrutto. forse fatta una stima dei beni potreste calcolare il valore dell'usufrutto sulle tre case e nella divisione attribuirlo a vs madre riservando ad ognuno di voi la nuda proprietà di una casa.
     
  3. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    tua madre è proprietaria del 50% dell'eredità il resto lo può non accettare e rinunciare lasciando voi eredi proprietari del 50% in seguito potrà donarvi il suo 50% e trattenere l'usufrutto
     
  4. robertobosco

    robertobosco Nuovo Iscritto

    Concordo con Adimecasa.
    La rinuncia ai diritti successori deve essere totale e può essere posta in essere direttamente c/o apposita sezione del Tribunale. ( anche presso un Notaio, ma con costi maggiori)
     
  5. PIPOLO100

    PIPOLO100 Nuovo Iscritto

    Scusate,
    sicuramente mi sono spiegato male, visto che non mastico la materia.
    Noi vogliamo semplicemente dividere l'eredità in modo diverso da come previsto in tema di legittima. Aggiungo, per facilità, che mio padre era proprietario anche di un terreno.
    Quindi il c.c. prevede: 1/3 dell'eredità al coniuge, 2/3 ai figli.
    noi vogliamo dividere così:
    una metà di ogni appartamento ad ogni figlio, il terreno a mia madre.
    1. E' possibile?
    2. Si procede come ho indicato ai punti 2 e 3 del mio precedente post?
    Grazie ancora.
     
  6. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    non vedo ostacoli a tale divisione. sempre che siano tutti d'accordo.
     
  7. Paolo Zavatta

    Paolo Zavatta Nuovo Iscritto

    Se tutti concordano, è possibile anche violare la quota di legittima, purchè i legittimatari rinuncino ad essa (cosa che si può fare solo dopo la morte del de cuius).
    Se si è invece in mancanza di questo accordo degli eredi:
    - in caso di presenza di testamento sono previste le quote di 1/4 al coniuge e 1/2 ai figli, e il restante quarto è la quota disponibile della quale il testatore può liberamente disporre
    - in mancanza di testamento 1/3 al coniuge e il restante ai figli al momento della divisione ereditaria successiva alla comunione ereditaria (momento che si forma necessariamente, escluso il caso di divisione fatta dal testatore), con previsione (in mancanza di divisione convenzionale) di formazione delle porzioni in modo che ciascun erede abbia nel limite del possibile beni immobili mobili e crediti di eguale natura e qualità (esclusa l'eventualità di beni indivisibili).
    Se ci sono immobili non comodamente divisibili sono attribuiti al coerede con la quota maggiore (con eventuale conguaglio agli altri coeredi) o altresì in maniera congiunta a più coeredi o come ultima soluzione viene venduto all'incanto e il ricavato diviso secondo le quote.
    Infine le ricordo che sua madre ha sempre e comunque un diritto all'abitazione sulla casa familiare e all'uso sui mobili che la corredano anche qualora questa non venga a lei assegnata.

    Aggiunto dopo 10 minuti :

    Per quanto riguarda i requisiti formali della divisione contrattuale, se non erro si limita all'obbligo d'atto scritto qualora si presentino beni immobili ex art. 1350 c.c. n.11 ed ovviamente in tal caso è soggetto a trascrizione per il principio di continuità ex art. 2650 c.c.
    Tenga però presente che, se come indica il suo profilo lei viene da Trieste, lì è in vigore non già il sistema ordinario, bensì il Sistema Tavolare (che prevede appunto l'iscrizione sulla base di titolo idoneo).
     

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