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basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Ecco un altro articolo che mi ha procurato parecchie perplessità: e spero qualcuno mi illumini

Tipologie di divisione ereditaria e recente giurisprudenza.

Ecco la prima affermazione:

La divisione ereditaria, infine, ha effetto retroattivo, ne consegue che ciascun condividente si considera unico e immediato successore, con decorrenza dalla data di apertura della successione nei beni costituenti la sua quota.
Ora al momento della successione ogni erede che accetti l'eredità, acquisisce la propria quota, i beni immobili sono volturati di conseguenza, nel transitorio paga imposte pro-quota, e quando successivamente si attua la divisione ereditaria, ognuno verosimilmente diventerà pieno proprietario di uno dei beni : ho sempre pensato che solo da quel momento fosse tenuto a dichiarare la piena proprietà. Non riesco ad immaginare questa sorta di retroattività: si diventerebbe nel contempo debitori e creditori di imposte versate....

La frase che segue fa il paio con la prima:

Laddove le parti trovino un accordo sulla volontà di dividere ed anche sulle modalità con cui procedere alla divisione, potranno procedere ad una divisione contrattuale, stipulando appunto il relativo contratto, che avrà natura dichiarativa con effetto retroattivo attribuendo il diritto sul singolo bene a ciascun erede sin dal momento della apertura della successione.
A me non è mai capitato: e nessun notaio mi o Agenzia delle Entrate mi ha retrocesso la piena proprietà acquisita dopo l'atto di divisione.

Dove sbaglio? (se sbaglio?)
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Concordo con te, la comproprietà e la sua gestione è in capo agli eredi in rapporto ella rispettive quote. Con l'atto di divisione la proprietà passa, al o ai, coeredi indicati nel rogito. E solo da quel momento tutti i benefici e gli oneri connessi al diritto acquisito saranno degli intestati. D'altronde, se ci fosse stata una mala gestione precedente, gli oneri sarebbero a carico di tutti gli eredi, contrariamente alla situazione che si verrebbe a creare dopo l'atto che vedrebbe i nuovi proprietari gli unici responsabili o fruitori.
Probabilmente, qualcosa ci sfugge.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
la divisione ereditaria avviene tra coloro che hanno accettato l'eredità. Quindi il passaggio di proprietà avviene alla data di accettazione dell'eredità.
Con l'accettazione tutti gli aderenti diventano comproprietari. Generalmente, con l'atto di divisione la quota dell'erede diviene proprietà esclusiva.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
la divisione ereditaria avviene tra coloro che hanno accettato l'eredità. Quindi il passaggio di proprietà avviene alla data di accettazione dell'eredità.
Forse ti è sfuggito il senso della domanda: che la proprietà delle quote ereditate scatti dalla apertura della successione (sempre che si sia accettata la eredità) , è un conto: ma si acquisiisce solo la quota.
Con l'accettazione tutti gli aderenti diventano comproprietari. Generalmente, con l'atto di divisione la quota dell'erede diviene proprietà esclusiva.
Appunto. Mi risultava che solo a segito dell'atto di divisione, ciascun erede acquisisce tramite una sorta di permuta, la piena proprietà di alcuni beni e perde la comproprietà dei beni assegnati al coerede. E la decorrenza sarà quella dell'atto di divisione.

Non mi spiego quindi perchè il citato articolo affermi che:
il relativo contratto, che avrà natura dichiarativa con effetto retroattivo attribuendo il diritto sul singolo bene a ciascun erede sin dal momento della apertura della successione.
 

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