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  1. cancemi

    cancemi Nuovo Iscritto

    salve,potete dirmi a chi bisogna rivolgersi, e quali documenti preparare per una successione a 8 eredi di una casa popolare vecchia di 50 anni?grazie.
     
  2. nicoz

    nicoz Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    La Dichiarazione di Successione
    Gli eredi e i legatari sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro un anno dalla morte. L'obbligo grava anche sui chiamati all'eredità che non abbiano ancora accettato né rinunziato, sui loro legali rappresentanti e sugli esecutori testamentari. E' comunque sufficiente che la dichiarazione sia sottoscritta da uno qualsiasi dei soggetti obbligati.
    La dichiarazione di successione deve essere redatta su modulistica conforme a quella approvata dal Ministero delle finanze e presentata all'ufficio dell'Agenzia delle entrate competente in base all'ultimo domicilio del defunto. Per chi è deceduto all'estero vale l'ultimo domicilio in Italia, se conosciuto, altrimenti è competente l'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Roma.
    L'imposta di successione non deve essere pagata immediatamente, ma solo quando viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate, dopo la presentazione della dichiarazione, con un avviso notificato ai contribuenti. Il pagamento deve avvenire nei 60 giorni successivi alla richiesta. Tutti gli eredi sono responsabili in solido per il pagamento dell'intera imposta dovuta da essi e dai legatari, mentre questi ultimi rispondono solo della quota di loro competenza.
    Quando nell’eredità sono compresi beni immobili, i contribuenti sono invece tenuti a liquidare direttamente e immediatamente, prima ancora di presentare all'Ufficio la dichiarazione di successione, l’imposta ipotecaria (2%), l’imposta catastale (1%), l’imposta di bollo e le tasse ipotecarie. Il pagamento delle imposte autoliquidate deve pertanto essere effettuato entro un anno dalla morte mediante delega a una banca o tramite l’esattoria competente per territorio. Alla dichiarazione di successione deve essere allegato un prospetto che illustra l’autoliquidazione delle imposte, e in essa occorre citare gli estremi del versamento eseguito.
    Nella dichiarazione di successione devono essere indicati i dati anagrafici del defunto e degli eredi e legatari, specificando l'eventuale rapporto di parentela con il defunto.
    Nella dichiarazione di successione deve inoltre essere riportata la descrizione analitica di tutti i beni e diritti soggetti all'imposta, con il relativo valore. Devono dunque essere indicati i beni immobili che erano di proprietà del defunto, le aziende, le partecipazioni in società di qualsiasi genere, i conti correnti bancari e tutti gli investimenti finanziari, con la sola eccezione dei titoli di Stato o equiparati. Per quanto riguarda i conti correnti bancari e gli investimenti finanziari è quindi necessario chiedere alle banche o agli intermediari finanziari con cui il defunto intratteneva rapporti di comunicare per iscritto la situazione al momento della morte, specificando il saldo dei conti e il valore dei titoli o dei fondi di investimento. I conti correnti, i titoli e i rapporti cointestati tra il defunto e altre persone si considerano ripartiti in quote uguali tra loro, salvo prova contraria. Quindi, in caso di cointestazione tra il defunto e un altro soggetto, il valore da indicare nella successione è pari alla metà. Per evitare comportamenti elusivi la legge prevede che nel saldo dei conti correnti bancari non si tenga conto degli addebiti dipendenti da assegni presentati al pagamento nei tre giorni precedenti la data della morte. Si può dunque tenere conto solo degli addebiti derivanti da assegni presentati per il pagamento almeno quattro giorni prima della morte, indipendentemente dalla data di emissione.
    Ricordiamo che si considerano sempre compresi nell'attivo ereditario denaro, gioielli e mobili per un importo pari al dieci per cento dell'asse ereditario, a meno che risulti un importo inferiore dall'inventario analitico redatto a norma di legge (da un notaio o dal cancelliere del tribunale).
    Nella dichiarazione di successione devono essere indicate anche le passività deducibili, specificando i documenti che le dimostrano.
    Se sono presenti beni immobili, devono infine essere indicati gli estremi del pagamento dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie.
    Alla dichiarazione di successione devono essere allegati:
    a) il certificato di morte del defunto;

    b) il certificato di stato di famiglia degli eredi e legatari che sono in rapporto di parentela o affinità con il defunto;

    c) le visure catastali degli immobili;

    d) il prospetto di liquidazione dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie (la quietanza del pagamento non deve essere allegata, ma conservata dagli eredi);

    e) la copia autentica dell'ultimo bilancio delle società le cui partecipazioni sono cadute in successione;

    f) i documenti di prova delle passività deducibili;

    g) la copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento, se presente;

    h) la copia autentica della dichiarazione di rinuncia all'eredità, se presente;

    i) l'inventario, se è stato redatto in conformità alla legge.
    Con il ritorno dell'imposta di successione, la dichiarazione di successione deve sempre essere presentata, anche quando il defunto non aveva beni immobili. E' prevista una sola eccezione. Non c'è l'obbligo di presentare la dichiarazione di successione solo quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli, discendenti o genitori), e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Ciò significa che la dichiarazione di successione deve essere presentata anche quando non deve essere pagata alcuna imposta, perchè il patrimonio lasciato dal defunto è inferiore alla franchigia prevista dalla legge, e non ci sono immobili sui quali applicare le imposte ipotecarie e catastali. Il coniuge e i figli del defunto dovranno dunque presentare la dichiarazione di successione indicando tutti i beni lasciati dal defunto, con il loro valore, anche se poi dovranno pagare solo le imposte ipotecarie sugli immobili eventualmente compresi nell'eredità, dato che l'attuale importo della franchigia garantisce nella maggior parte dei casi l'esenzione dell'imposta di successione.
    Ricordiamo anche che secondo le norme attualmente in vigore la prova della presentazione della dichiarazione di successione deve sempre essere richiesta dalle banche prima di poter mettere a disposizione degli eredi i rapporti già intestati a nome del defunto. ciao;)
     
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  3. cancemi

    cancemi Nuovo Iscritto

    accidenti,che spiegazione!!!!! grazie,ma a chi incarico per fare tutto ciò,cioè un competente può essere chi????
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni o dalle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà.
     
  5. Acacerulen

    Acacerulen Membro Ordinario

    scusate l'intromissione, ma se esiste un testamento olografo che nomina un esecutore testamentario è lui che ha l'obbligo della presentazione della dichiarazione di successione ? Se il dichiarante dichiara il falso cosa si deve fare ?
     
  6. maria55

    maria55 Membro Attivo

    Professionista
    per un solo cespite, credo che l'hai confuso. Comunque, l'imposta deve essere autoliquidata e versata dal dichiarante.
     
  7. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    in caso di successione c'è l'aspetto per l'ADE e conseguentemente per la Conservatoria
    devono essere calcolate le imposte e se tutto è regoalre in Catasto fare istanza di voltura
    se hai bisogno di una mano ti posso aiutare ma, bisognerebbe entrare nel merito agli eredi cioè
    se è solo successione legittima (in assenza di testamento) o altro etc
    insomma ogni caso è a se e la cosa importanete è fare bene i calcoli delle imposte peerchè se sbagli anche per poco ogni volta che dai una modifica paghi minimo circa 400 euro di tasse ...
    dove si trova l'immobile?
     
  8. carlateresa

    carlateresa Nuovo Iscritto

    l'autoliquidazione avviene solo se si è in linea retta
     
  9. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    .... altrimenti la calcola l'ufficio dell'ADE
     
  10. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Quando è presente un immobile nell'attivo ereditario, come nella fattispecie in discussione, l'autoliquidazione delle imposte ipotecaria, catastale, di bollo, della tassa ipotecaria, dei tributi speciali avviene (deve avvenire) in TUTTI i casi, linea retta o no.
     
    A maria55 piace questo elemento.
  11. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    ...chiedo scusa ma il mio intervento era una pessima battuta
     
  12. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Avevo inteso. :)
     
  13. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    era pessima perchè forse sei stato il solo...
     
  14. maria55

    maria55 Membro Attivo

    Professionista
    Nemesis dice il vero
     
  15. maria55

    maria55 Membro Attivo

    Professionista
    Se vuoi fare da solo ( ti assicuro non è difficile):
    - definisci il termine ultimo (entro un anno dal decesso);
    - individua l'Ufficio competente a ricevere la denunzia di successione (dipende dall'ultima residenza del de cuius);
    - procurati la modulistica presso un qualsiasi ufficio dell'AdE o scaricali dal sito internet;
    - " una visura catastale dell'immobile;
    - stato di famiglia integrale del de cuius;
    - certificato di morte;
    - stato di famiglia di ciascun erede;
    - codice fiscale del de cuius e di tutti gli eredi;
    - fotocopia documento di tutti gli eredi.
    N.B. Verifica accuratamente se ci sono altri cespiti ( libretti di risparmio, c/c, titoli, ) oltre la casa.
     
  16. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Quei certificati non possono essere prodotti agli organi della pubblica amministrazione (o ai privati gestori di pubblici servizi).
    Nei rapporti con quei soggetti bisogna sempre fare ricorso alle dichiarazioni sostitutive delle certificazioni (e dell'atto di notorietà).
     
  17. maria55

    maria55 Membro Attivo

    Professionista
    Ti consiglio di rivedere la tua risposta.
     
  18. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Una piccola rivoluzione, sicuramente la fine di un’era: dal 1° gennaio 2012 le Amministrazioni non possono più richiedere né accettare certificati dai propri utenti.
    Tale cambiamento, fortemente voluto dal precedente Ministro Brunetta e portato avanti dall’attuale Ministro Patroni Griffi, è conseguenza dell’entrata in vigore delle modifiche alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenute nel Testo Unico D.P.R. 445 del 28/12/2000, introdotte con l’art. 15, comma 1, della Legge 12/11/2011 n. 183.
    In base a tali disposizioni, le Pubbliche amministrazioni non possono richiedere atti o certificati contenenti informazioni già in possesso di un ufficio pubblico.
    Infatti, secondo il nuovo art. 43 D.P.R. n. 445/2000,

    «Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato»
    2012: la PA dice addio ai certificati
     
  19. nicoz

    nicoz Membro Attivo

    Proprietario di Casa

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