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lucia

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Separazione consensuale, la moglie vuole continuare a pagare il mutuo della casa coniugale, che è in comproprietà, da sola per poi, quandò avrà le disponoibilità economiche, restituire al marito solo la cifra da lui investita fino al momento della separazione sulla casa (€ 140.000,00 circa), lo puo fare se lui è d'accordo?e' il caso di inserire la cosa nella separazione consensuale?oppure è meglio fare una scrittura privata a parte per evitare che poi in futuro lui cambi idea e pretenda, indipendentemente da chi effettivamente ha pagato le rate del mutuo, la metà del valore dell'immobile (che credo per legge gli spetti in qualità di comproprietario)?Grazie a chiunque è in grado di fornirmi un consiglio in merito!
 

Ennio Alessandro Rossi

Membro dello Staff
Professionista
Espongo il mio parere da " appassionato del diritto " sperando nel conforto di un legale, convinto comunque di fornirvi spunti di riflessione.

Prima ipotesi: A tutela della moglie in ogni caso bisognerebbe puntare alla TRASCRIZIONE dell'accordo di separazione consensuale che dovrà subire l'omologa del Giudice . La trascrizione consacra il fatto che Lei è l'assegnataria ( cio' dipende anche dalla presenza di figli minorenni o maggiorenni non indipendenti) dell'immobile in modo da evitare possibili insicurezze date dalla teorica possibilità che il coniuge venda a terzi la sua quota ad insaputa della moglie (capita di rado,ma capita). A latere potreste redigere un preliminare di futura compravednita della quota di suo marito

Seconda ipotesi: Il migliore risultato ( in termini economici) sarebbe pervenire ad una omologa da parte tribunale competente che sancisse la separazione consensuale e la vendita del 50% con pagamento a data da definirsi ( in tal caso a garanzia del venditore spetterebbe ,per legge, l'ipoteca legale-appunto- di secondo grado)
In tal caso l'omologa p.es. potrebbe contenere la seguente previsione
"Le parti assumono l'onere di provvedere alla trascrizione del verbale di separazione//sentenza di di divorzio presso la competente conservatoria, nel più breve tempo possibile e comunque entro 30 giorni dall'omologazione//pubblicazione, depositando in cancelleria, a formalità ultimate, il duplo della nota di trascrizione, con espresso esonero della Cancelleria da ogni adempimento relativo e dalla conseguente responsabilità."
Cosi' facendo in fatto utilizzate la separazione come fosse anche "un contratto di compravendita" della quota del coniuge alienante al pari fosse redatto da un notaio, con risparmio della parcella notarile . In sostanza il Giudice si sostituisce al notaio nella funzione di pubblico ufficiale nell'autenticazione della scrittura privata .
L'atto dovrà essere poi "pubblicizzato" nei registri immobiliari.Normalmente queste incombenze le svolge il notaio, in questo caso dovrete farlo Voi a Vs. cura entro 30 giorni dall'omologazione.
Una volta fatte le formalità (trascrizione etc.) bisogna depositare la copia conforme originale in Tribunale della nota di trascrizione, con la dichiarazione espressa che avete fatto tutto voi e che quindi la cancelleria non deve effettuare nessun adempimento.
Variazione della titolarità sempre a vs. cura andrebbe adempiuta presso l'agenzia del territorio ( ex catasto)
Pare evidente l'aiuto di un legale; la spesa è ampiamente giustificata dai vantaggi
 

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