StLegaleDeValeriRoma

Membro Assiduo
Professionista
In materia di interventi del condomino sul proprio balcone e rispetto del decoro architettonico e del regolamento segnalo ai lettori di propit una recentissima decisione dei giudici di legittimità di piazza Cavour.

Un Condominio aveva citato in giudizio due condomini chiedendone la condanna alla rimozione della struttura in legno da loro apposta sul balcone del proprio appartamento ritenendo che essa pregiudicava il decoro architettonico dell'edificio, caratterizzato da una continuità ininterrotta di balconi ad ogni piano, tale da formare una serie di linee orizzontali parallele, inoltre era vietata dal regolamento condominiale.
I condomini si opposero sostenendo che la struttura consisteva in graticci di poco spessore destinati a sostenere le piante e che il loro balcone affacciava all'interno, su un parcheggio, e non sulla strada.
Il tribunale aveva accolto la domanda ordinando ai due condomini la rimozione della struttura, condannandoli al risarcimento dei danni.

La Corte di Appello viceversa ribaltava integralmente la sentenza di primo grado rigettando le domande proposte dal condominio.
Il giudice di secondo grado aveva ritenuto che l'opera eseguita dai condomini, consistente in una grata di sottili asticelle di legno a riquadri molto larghi, visibile ma di ridotte dimensioni, di fattura sobria e con funzione di sostegno delle piante, con integrava una innovazione vietata ai sensi dell'art. 1120, comma 2, cod. civ., dal momento che essa non pregiudicava il decoro architettonico dell'edificio, pure caratterizzato dalla continuità ininterrotta di balconi ad ogni piano, formanti una serie di linee orizzontali parallele e marcate dagli elementi verticali in bianco, precisando sul punto che l'estetica di un palazzo può ritenersi compromessa soltanto in presenza di un'apprezzabile alterazione delle linee e delle altre strutture fondamentali del fabbricato, tale da determinare una diminuzione del suo valore.
Nel caso particolare andava inoltre considerato, ai fini di una valutazione complessiva dello stato dei luoghi, che il balcone degli appellanti affacciava sul cortile interno dello stabile adibito a parcheggio dove erano presenti grate di ferro e manufatti in muratura e che altri balconi della medesima facciata erano utilizzati da altri condomini per stendere panni e collocare oggetti.

La Corte aveva escluso che l'opera realizzata rientrasse tra quelle vietate dal regolamento condominiale, sia con riferimento al divieto di infiggere ferri, chiodi e ganci sui muri interni di confine, riguardando esso soltanto i ferri di notevole dimensioni e tenuto conto che tale struttura non risultava comunque appoggiata al muro, che con riguardo al divieto di modificare l'aspetto estetico di balconi, dal momento che la disposizione regolamentare faceva riferimento alla sola apposizione di tende da sole.

Infine il procedimento è approdato in Cassazione che, con sentenza n.15552/2013 della seconda sezione civile, pubblicata il 20 giugno, ha respinto il ricorso del condominio confermando la logicità e correttezza della decisione della Corte di Appello rilevando che le valutazioni del giudice devono basarsi sullo stato dei luoghi in concreto.

Agli amici lettori di propit riportare le loro personali esperienze in materia che certamente non mancheranno.:ok:
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
A questo punto non ci rimane che prendere atto che:
- in un medesimo edificio ci sono prospetti di serie A e prospetti di serie B
- il giudizio sull'estetica di un edificio non la da un archittetto ma un laureato in legge. Tra l' altro l'argomento dell'estetica scatena una serie di pareri soggettivi: "non è bello ciò che è bello; è bello ciò che piace".
 

adimecasa

Membro Storico
Professionista
è giusta la prima sentenza o la seconda sentenza in cassazione, che giudici sono, con quale imparzialità giudicano, se poi viene ribaltata la loro sentenza da altri giudici.:confuso:
 

arciera

Membro Senior
Proprietario Casa
ci sono giudici piccoli piccoli, giudici medi medi e giudici grandi grandi. Qualche volta i giudici grandi grandi sembrano tornare neonati, ma in genere la Cassazione (quando ragiona come corpo unico) è grandicella abbastanza. e la sentenza lo dimostra.
 

chiacchia

Membro Storico
Proprietario Casa
Questi si sono lamentati di due pianticelle e quelli che mettono i condizionatori dove vogliono? quelli vanno fucilati?
 

StLegaleDeValeriRoma

Membro Assiduo
Professionista
ringrazio i membri intervenuti per l'attenzione al post dello Studio e i commenti, faccio notare che:
i giudici devono essere esperti del diritto per cui gli architetti che non lo sono possono tuttavia assumere le funzioni di CTU .... non di giudicanti non avendo ovviamente le cognizioni suddette.
Allo stesso modo un avvocato non potrebbe arrogarsi attività proprie dell'architetto non avendone la preparazione.
Il decoro di un edificio non è e non può essere definito a priori nè può ritenersi soggettivo, certamente diverso è il rispetto del decoro di una facciata che da su strada da quello che riguarda un cortile condominiale.
Proprio perchè il giudice di primo grado può errare nel decidere esiste la possibilità che il giudice di secondo grado come in questo caso ribalti il decisum e questo è certamente un benefit decisivo per chi vuole ottenere giustiza, la Cassazione è giudice di mera legittimità.
:ok:
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
possono tuttavia assumere le funzioni di CTU .... non di giudicanti
Infatti i CTU rispondo alle domande tecniche che il Giudice pone.[DOUBLEPOST=1372490587,1372490380][/DOUBLEPOST]
Il decoro di un edificio non è e non può essere definito a priori nè può ritenersi soggettivo, certamente diverso è il rispetto del decoro di una facciata che da su strada da quello che riguarda un cortile condominiale.
Avvocato la prima parte di questa affermazione a me sembra contradditoria: così come è stata scritta lascia poco spazio alla definizione di decoro, ammesso che questa possa esistere.
La seconda mi sembra discriminatoria nei confronti dei dirimpettai: forse questi ultimi hanno meno diritti della gente comune che transita sulla strada e può vedere solo il lato A, per cui possono accontentarsi di vedere il lato B in condizioni trascurate? Pensiamo ai proprietari di appartamenti che hanno solo affacci nel distaccco condominiale.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
A mio avviso giudicare su cosa sia decoro e cosa no mi pare assurdo, specialmente per un caso del genere. Siccome anche le sentenze della Corte (di una sezione) vengono ribaltate dalla stessa o da un'altra sezione, è ancora più ridicolo. Tanto vale che i Comuni regolamentino ciò, stroncando la "soggettività", facendo ad esempio come è stato fatto con il "colore" degli edifici, tant'è vero che in molti Comuni esiste il "Piano colore"; oppure come è stato fatto con il rumore con la "zonizzazione acustica".
 

arciera

Membro Senior
Proprietario Casa
Ripeto: esistono uomini piccoli piccoli, medi medi e grandi grandi. Decoro e senso del bello e' uguale in tutto il mondo. Sia per un giapponese che viene in Europa che viceversa. Vi e' perciò il decoro piccolo piccolo, il decoro medio e il grande decoro. Chi vincerà? Il kitsch, la banalità o la creatività? Da quando c'e la democrazia ne abbiamo viste di belle, se devo dire la mia, ai telefoni bianchi preferisco quelli a forma di labbra alla Andy Warhol. Solo per una questione di diritto di cittadinanza.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
Arciera ripeto: il decoro è troppo soggettivo per definire a priori cosa sia bello o brutto. Ad esempio nelle case c'è chi preferisce il bianco però c'e chi preferisce il "pesca" o giallo; nel mio paese ci sono stati casi anche di chi amante di un colore aveva "fatto casini" perché un altro aveva dipinto la casa di giallo; come vedi in mancanza di un criterio oggettivo tutto è bello, ed opinabile allo stesso modo. Tanto vale che tutti i Comuni si adeguino sul piano colore, sulla zonizzazione acustica, sul colore delle persiane e sulla presenza o meno di graticci. Sicuramente c'è chi vedrà una standardizzazione in quel che dico, ma sicuramente ci riserveremmo tante grane. Altro i Comuni che fanno queste scelte (piano colore, zonizzazione acustica ecc) non impongono una sola soluzione ma danno (per esperienza) un ventaglio di scelte evidenziando SEMPRE ciò che non è consentito.
 

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