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Papa piacione

Discussione in 'Pausa Caffè' iniziata da jac1.0, 9 Giugno 2014.

  1. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Una domanda apparentemente banale: ma perché il Papa non perde occasione per fare il piacione? Forse perché sta perdendo i fedeli e vuole recuperarli?
     
  2. manuela311980

    manuela311980 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    forse perche' gli scandali finanziari e di pedofilia avevano peggiorato irrimediabilmente l'immagine della Chiesa e occorreva un nuovo "uomo immagine" che,come in una riuscita operazione di marketing, dia l'illusione di una ventata di cambiamento e modernita' alla Chiesa stessa? (senza nulla togliere alle doti di Papa Francesco che cmq mi sta simpatico)
     
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  3. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Quando si parla del Papa e per di più di una persona umile e onesta come l'attuale, credo sia d'obbligo non allargarsi in commenti futili, credo che abbia un compito comunque sia arduo e il suo spessore non sia in discussione, soprattutto se confrontato a politici e regnanti del nostro tempo.
     
  4. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Il mio commento non è futile, né parlo male della religione. D'altronde quando ero piccolo per avvicinarci alla messa il prete ci regalava o un formaggino o un cioccolatino.
     
  5. britallico2

    britallico2 Ospite

    in sud america la chiesa e' stata oggetto di scandali terribili io non ho seguito ma ci sono dei tribunali che hanno trovato il papa colpevole di aver coperto reti di pedofilia molto vaste' han provato senza ombra di dubbio il suo operato, l'unica via di uscita era di dimettersi, e guarda caso, si e' dimesso.
    Ovviamente il nuovo papa doveva essere del sud america e pacione.
     
  6. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    per sviluppare meglio la discussione vorrei chiarire che i problemi che avete posto sono completamente irrilevanti. E' vero che la dottrina impone alla chiesa l'evangelizzazione (ovvero raggiungere gli strati delle popolazioni) più ancora è il servizio verso Dio. Direttamente con Lui. Sembrano due relazioni inscindibili, in realtà è proprio qui che si creano le differenti visioni in seno alla Chiesa. Si creano i differenti ordini religiosi. Fino ad ora la Chiesa ha trattato l'umanità ora come Padre ora come Madre, lascio immaginare cosa questo significhi (Padre Educativo, Madre Comprensiva) Per la prima volta L'uomo viene trattato dalla Chiesa come fratello, come tutti figli di Dio. I gesuiti. Perchè questo cambiamento? Un cambiamento "pericoloso" perchè potrebbe darsi che questa "uguaglianza" di figli in Dio, crei discrepanze ancor più profonde, incomprensioni verso quei poveri disgraziati, ignoranti che non conoscendo la morale verrebbero ancor più emarginati. Questo Papa prendendo il nome di Francesco, il santo che amava anche il lupo, che tutti voleva in salvo, anche il criminale più incallito, potrebbe trovare la sintesi tra gerarchia e uguaglianza, tra rapporto verticale, vertice, ed orizzontale, uguaglianza che è poi la Croce. La verità.
     
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  7. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Irrilevanti gli scandali finanziari? Ne sei sicura? Pensi che a beneficiarne siano i poveri e il terzo mondo? Già, è verità di fede, è dogma. Non se ne può parlare, tanto meno discuterne. Sssst!
     
  8. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Sono completamente irrilevanti. Completamente irrilevanti. Completamente. Essi sono di un altro mondo. Vivono nella città di Dio. Non hanno le nostre leggi. Non hanno le nostre faq. Sfuggono completamente alla nostra razionalità. Completamente. Conosci Machiavelli? Il fine giustifica i mezzi? Forse ci siamo quasi. Se non conosci la visione di ogni loro ordine religioso, eredità storica delle religioni che l'hanno preceduta, e' ora che fai questa immersione. L'evangelizzazione, che è il rapporto tra la chiesa e i popoli, infine e' irrilevante se rapportato a Dio. Certo deve camminare di pari passo, Dio vuole il suo popolo, capisci bene però che la schiavitù dei grandi sacerdoti verso la divinità e' tutt'altra cosa. Finanza e pederastia sono problemi tra la chiesa e il suo popolo. Però extra ecclesiam nulla salus. È tutto dire.
     
  9. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Comunque sia il Papa nel suo ruolo di santità, applicherà anche qualche regola di marketing, da cui "piacciono" come lo definisci tu!
     
  10. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Credo proprio di si. La forza della chiesa cattolica e' il farsi secolare. Anzi creare i secoli. Non per niente usa Twitter non solo per avvicinarsi al mondo, bensì per assecondarlo. Renderlo secondo alla divinità. La creazione dei secoli in Europa coincidono con la creazione degli Stati. Ed ogni Stato e' la proiezione di un ordine religioso, di una visione che spingendosi oltre e' entrata in attrito con le altre. Pensa te che vuol dire marketing per i grandi sacerdoti!
     
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  11. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Intendevo "piacione"! Comunque congratulazioni alla nostra conoscitrice di profonde verità Vaticane e al taglio cultural-cattolico-politicalreligioso.
     
  12. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    È un gesuita. Siamo quindi per loro tutti fratelli in Gesù. La relazione non può quindi che essere "sentimentale". Anche le altre religioni mondiali sono potenti. L'occidentale, che sia protestante o cattolica e' un accidente della storia che non ha alcuna importanza, ha sviluppato una curiosità maggiore verso la divinità. Così come i bambini che per comprendere un giocattolo, lo smontano, così negando ed affermando, dalla dialettica greca in poi, si è cercato di penetrare il mistero. Ogni tanto ne bruciavano qualcuno. Ma anche questo e' irrilevante.
     
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  13. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    E' per questo che Brunetta sta sempre a posto?[DOUBLEPOST=1402485721,1402485674][/DOUBLEPOST]
    La forza nostra è allora di non farsi infinocchiare.
     
  14. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    questo ti assicuro a loro proprio non interessa nulla. Se ci stai buon per te. Se non ci stai si aprono le porte dell'inferno. Ma già, se non ci credi le porte non esistono, quindi...a te non ti infinocchierà mai nessuno...(a questo riguardo ricordo Paolo VI che disse che l'inferno esiste però è vuoto. Tu stai a cavallo.)
     
  15. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Di Dante non aveva letto proprio niente...
     
  16. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Dante metteva all'inferno i papi ghibellini. Era un saccente politico.
     
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  17. britallico2

    britallico2 Ospite

    Quando vedro' i rom nei giardini del vaticano, il papa mi sara' indifferente.
    Ma da quando ha chiesto scusa agli africani e per la mia gente non ha avuto manco una parola, e' diventato non solo antipatico ma nemico.
     
  18. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non essere ingiusto.
     
  19. sergio gattinara

    sergio gattinara Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    X
    “Il fine giustifica i mezzi”

    Se una citazione o un’attribuzione imprecisa costituiscono di solito, per così dire, un peccato veniale privo di conseguenze, ciò non vale per la frase (ripetuta troppo, e spesso a sproposito) «il fine giustifica i mezzi».

    Il concetto che essa esprime ha probabilmente origini antiche: lo si ritrova, ad esempio, nelle Heroides di Ovidio («exitus acta probat»).

    L’affermazione suddetta, riferita nell’opinione comune a Niccolò Machiavelli, non trova però riscontro né nel Principe né in altre opere dell’autore. Inoltre non ne riflette il pensiero, anzi lo snatura e lo distorce, allo stesso modo dell’aggettivo “machiavellico” usato sempre con chiara connotazione negativa.

    Ancor oggi Machiavelli è dunque, per i più, un cinico maestro di malvagità, di ipocrisia e di inganni finalizzati al conseguimento, con qualsiasi mezzo, di leciti o illeciti interessi personali.

    Ma non fu questo il suo intento, né mai egli applicò alla propria vita la massima opportunistica che gli viene attribuita. L’avesse fatto, sarebbe potuto diventare ricco. Rimase invece sempre povero, malgrado la sua lunga attività in ambito diplomatico e politico.

    Il motivo del perpetuarsi dell’errore è riconducibile in sostanza all’interpretazione frettolosa, superficiale o anche malevola e volutamente mistificatoria di un passo del 18o capitolo delPrincipe: «...nelle azioni [...] massime de’ principi [...] si guarda al fine.»

    Il “fine” cui guardare, nell’ottica machiavelliana, è di natura esclusivamente politica e consiste nel raggiungimento del potere, nel suo mantenimento e nella solidità dello stato. Unicamente a tale scopo il principe deve saper «entrare nel male, necessitato»: nessuna sua azione, neppure la più riprovevole, può essere condannata se volta a «vincere e mantenere lo stato»: «i mezzi saranno sempre ritenuti onorevoli e da ciascuno laudati».

    La stabilità, la grandezza ed il prestigio dello stato assumono pertanto, nel pensiero del Nostro, il valore di un ideale supremo e assoluto, di un mito in nome del quale tutto si giustifica.

    Il celebre ritratto del principe (modellato in parte su Cesare Borgia) è grandioso e insieme terribile: all’apparenza fatta di lealtà, di benevolenza, di integrità, di umanità, di religiosità deve corrispondere, nella realtà, la forza spietata del “lione” unita all’astuzia sottile della “golpe”.

    Solo la “fortuna” (cap.25o) è in grado di ostacolare la “virtù” del principe. Ma la fortuna “è donna” e come tale ama i giovani impetuosi che sanno dominarla ricorrendo alla violenza («è necessario [...] batterla e urtarla»): un’analogia che, pur risultandoci sgradevole o quanto meno assai discutibile, esprime con immediatezza vigorosa lo sforzo rinascimentale di rappresentare l’uomo, sempre e comunque, “faber fortunae suae”.


    A fondamento della netta separazione tra la sfera morale e quella politica si colloca il profondo pessimismo nutrito da Machiavelli nei confronti della natura umana.

    I miei precetti, egli insiste ripetutamente, non sarebbero buoni «se gli uomini fussino tutti buoni». Invece «nel mondo non è se non vulgo»: gli esseri umani sono (cap.17o)«ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de’ pericoli, cupidi di guadagno», pronti a sostenerti nella buona sorte, a rivoltartisi contro nella cattiva. E «sdimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio».

    Con sudditi siffatti, il principe che volesse «mantenere la fede e vivere con integrità e non con astuzia», come sarebbe “laudabile” (cap.18o), porterebbe ben presto alla rovina se stesso e il proprio stato.

    Ma c’è di più: nel capitolo finale (26o) emerge con una potenza tanto intensa quanto inaspettata il sentimento animatore del trattato, sul quale viene così gettata una luce del tutto nuova.

    Lungi dall’essere una fredda disamina della “verità effettuale della cosa” o tanto meno un immorale prontuario di malefatte ad uso e consumo dei potenti, esso si rivela il frutto del dolore per le tragiche condizioni dell’Italia del tempo – e della speranza (riposta nel casato dei Medici) che essa, «sanza capo, sanza ordine; battuta, spogliata, lacera, corsa», trovi la propria salvezza nell’agire deciso e spregiudicato di un principe audace e forte, capace di liberarla dalle odiose dominazioni straniere: «A ognuno puzza questo barbaro dominio».

    Machiavelli non rinnega nel Principe i propri ideali repubblicani, di cui i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio sono un’evidente testimonianza: la repubblica tuttavia potrà rinascere, a suo giudizio, solo dopo che il principato avrà posto le basi per la sua rigenerazione.

    Flavia Tornari Zanette

    Una piccola nota: la repubblica italiana si è realizzata 430 anni dopo.
    [g.l.]

    XARCIERA
     
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  20. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa

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