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repmac

Nuovo Iscritto
#21
Ciao! io vorrei fare una casetta porta atrezzi in un terreno agricolo di mia propietà di 6mq. Devo chidere dei permesi al comune (Isola Vicentina)? Grazie.
 

sasisilu

Membro Attivo
Proprietario Casa
#23
Scusate se mi intrometto nella discussione , ma vorrei esporvi la mia esperienza.
Anche io 10 anni fa ho messo nel mio giardino une casetta in legno per gli attrezzi.
Il solito condomino mi ha denunciato, sono venuti i vigili a fare il sopralluogo e ho subito la causa. Causa che ho vinto per la richiesta dello stesso PM a non luogo a procedere.
A questo punto mi chiedo se sono stata assolta anche dal punto di vista catastale, per intenderci.
E come si interpreta, inoltre, la normativa riportata da r.dapino
"Per le norme che regolano la materia catastale è soggetto ad accertamento e quindi a censimento: Ogni "....... fabbricato o porzione di fabbricato utile nello stato in cui si trova a formare un reddito......" sono esentati in pratica solo quegli immobili che avendo una superficie minore di 8 mq non abbiano per loro natura autonomia reddituale (es casetta da giardino
Grazie e cordiali saluti a tutti:fiore:
 

geomtupputi

Membro Attivo
Professionista
#24
a conti fatti, se l'utilizzo della casetta è solo per mettere un pala del giardino, non credo ke ti conviene fare qualcosa.
se invece vuoi investire dei soldi, si può provare a fare delle verifiche urbanistiche e vedere quanto ti costa. se la cosa è fattibile almeno hai una piccola proprietà in più
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#25
anche se datato rispondo lo stesso, solo cosi per curiosita e se puo servire a qualcuno. ho notato tra l'altro molta confusione in materia catastale. primo, gli 8 mq si riferiscono alla superficie di perimetro e con una altezza utile netta uguale o inferiore a mt 1.80, e non devono far parte di altra unita immobiliare urbana ( abitazione, deposito, garage, locali produttivi ecc ecc). per il catasto costituiscono unita immobiliari tutti quegli immobili che, nello stato di fatto in cui si trovino, costituiscono una utilita aggiunta oltre al terreno di sedime, e per tale comprovata utilita ( uso, abitazione, deposito, ricovero mezzi, locali produttivi), e autonomia funzionale costituiscono p.lla da iscrivere al catasto dei fabbricati, anche a prescindere ( e qui casca l'asino) dai titoli edilizi posseduti o meno. quanto alle famose casette in legno, queste, prima di "montarle", accertarsi che l'assemblaggio non presuma opere di infissione a terra con leganti idraulici ( calcestruzzi ecc) per fondazioni, inghisaggi tra calcestruzzi e piastre per fissaggio definitivo. che la stessa opera sia amovibile e temporanea. se cosi è ,allora al catasto non c'e bisogno di accatastare in quanto opera temporanea e amovibile, ma al comune va fatta richiesta di autorizzazione di certo.
 
#26
rimuovila ...altrimenti passi un sacco di guai : secondo le nuove leggi ,l'accertamento e' giusto ed implica parecchie cose fra cui l'aumento di superficie ,la possibilita' che sia classificata come seconda casa , possibili adeguamenti IMU con relative sanzioni etc etc
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#27
i grattacapi di siffatte situazioni non si esauriscono ( purtroppo) al mero aspetto fiscale ( IMU ecc ecc), ma sopratutto all'aspetto penale, inerente un presunto abuso edilizio, questo si che è un vero grattacapo, oltre alla verifica necessaria a prescindere, se siffatto manufatto puo accedere al cosidetto art 36 dpr 380/01-accertamento di conformita-, escluso il quale, la demolizione, o se lo vuoi chiamare rimozione, smontaggio ecc, rimangono l'unica via possibile. inoltre perdurando tale stato di fatto, si compromette la commerciabilita dell'intero immobile.
 
#28
...bravissimo Domenico 10...purtroppo e' così ...infatti il ns amico che ha gia' ricevuto l'accertamento non postra' che "patteggiare" includendo la volonta' di rimozione...ma FORSE non bastera'...
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#29
.... caspita, e questo proprio lo ignoravo. peccato che sia datato, altrimenti potrei dialogando, capire meglio in quali guai si è andato a ficcare. ma se gli hanno applicato l'articolo 40 testo unico dpr 380/01, temo sia troppo tardi per consigliare o fare qualcosa di utile per lui.
cordiali saluti
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#31
nelle more dei procedimenti, le norme danno dei tempi tecnici in cui, se il soggetto a cui è stato imputato il reato, vuole presentare documentazione in grado di sanare l'abuso ( solo sanatoria amministrativa sia chiaro), lo puo fare. va da se che il procedimento penale decade solo dopo il quinquennio dalla sua constatazione. ma se siamo al 2009 e il soggetto non ha fatto nulla, non puo fare piu niente.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#32
Se viene accertato un abuso viene emessa l'ordinanza di demolizione e si hanno 90 gg di tempo per provvedere o presentare una pratica edilizia in accertamento di conformità. Decorsi i termini la pratica passa alla Procura della Repubblica che attiva il procedimento penale e la conseguente demolizione.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#34
Evidentemente ha riscontrato l'inconsistenza delle contestazioni o magari sono cadute in prescrizione. Bisognerebbe leggere attentamente le motivazioni.
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#35
gent.mo sig sisilu, bisognerebbe leggere il dispositivo della sentenza assolutoria, ovviamente passata in giudicato, per capirne di piu sul vostro caso. la casetta "portaattrezzi" come in migliaia in italia costruiscono, ignorando totalmente le normative edilizie-urbanistiche, è una specie di mantra di massa, ove tutti sperano poi che la facciano franca, come evidentemnte nel vostro caso. per avere certezza dello scarso o nullo carico urbanistico di simile "abuso", lo stesso deve avere il carattere della precarieta, essere amovibile e temporaneo, e tali requisti vanno dimostrati nel concreto, non deve avere "ancoraggi" o fondazioni vere e proprie, eventuali conci lapidei devono essere semplicemente appoggiati uno sull'altro e privi di leganti ( malte, calcestruzzi ecc), la copertura facilmente e velocemente smontata. inoltre sussistendo tali requisiti lo stesso manufatto è esentato dal catasto alla sua dichiarazione, da ultimo ma non ultimo, e nonostante la sua invocata "precarieta" deve essere fornito di permesso a costruire o del cosidetto Titolo Abilitativo.
 

GIANLUCA69

Membro Attivo
Professionista
#37
la questione col catasto la risolvi col catasto se riesci a dimostrare -tramite tecnico di fiducia- che si tratta di un manufatto che rientra tra quelli che non richiedono aggiornamento catastale (manufatto con superficie coperta inf. 8 mq, casotto di altezza utile inf. mt 1,80 e volumetria inf. a 150 mc, manufatto precario, privo di fondazione, non stabilmente infisso al suolo) la partita è chiusa, altrimenti vai incontro ad un'attribuzione di rendita e la cosa potrebbe non finire lì; infatti, col comune, vigili e ufficio tecnico -se notiziati dal catasto (nella seconda ipotesi è più probabile) o dal vicino impertinente o anche da tu stesso (e sinceramente non la trovo una grande idea!)- bisogna capire -sempre tramite tecnico di fiducia- se ci sono gli estremi per far rientrare il manufatto in qualche tipologia di interventi di edilizia libera, eventualmente non accompagnati da comunicazione inizio lavori (asseverata o non) in base alle norme dello strumento urbanistico locale e comunque "nel rispetto delle altre norme di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.." (v. art. 6 t.u.e., D.P.R. 380/2001): in caso affermativo con pochi spiccioli -1.000 euro di sanzione pecuniaria (v. art. 6, cit.), oltre compensi del tecnico- la questione è sistemata pro bono pacis per tutti; in caso negativo son cartacce: se tutto va bene -manufatto sanabile- la sanzione pecuniaria è più pesante gli articoli 36 e 37 t.u.e. sono chiari in tal senso, altrimenti -manufatto non sanabile- oltre la demolizione, di nuovo sanzione pecuniaria ai sensi degli artt. 31 o 37 t.u.e.; ma potrebbe perfino andare peggio se l'esito dell'accertamento finisse (e per dovere di ufficio così dovrebbe essere) nelle mani della procura, specie se il manufatto è stato realizzato in tempi non troppo distanti da una probabile prescrizione del reato..io ti consiglio di rivolgerti ad un tecnico bravo, esperto e possibilmente in confidenza col responsabile della pratica al catasto prima di rimuovere o trasformare il manufatto
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#38
Il catasto non fa alcun intervento. E' compito del proprietario accatastare l'immobile, se dovuto. Il comune può andare a verificare ed interverrà con l'ordinanza di demolizione se il fabbricato fosse irregolare. Nulla farà se rientrasse fra le opere di edilizia libera.
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#39
la questione col catasto la risolvi col catasto se riesci a dimostrare -tramite tecnico di fiducia- che si tratta di un manufatto che rientra tra quelli che non richiedono aggiornamento catastale (manufatto con superficie coperta inf. 8 mq, casotto di altezza utile inf. mt 1,80 e volumetria inf. a 150 mc, manufatto precario, privo di fondazione, non stabilmente infisso al suolo) la partita è chiusa, altrimenti vai incontro ad un'attribuzione di rendita e la cosa potrebbe non finire lì; infatti, col comune, vigili e ufficio tecnico -se notiziati dal catasto (nella seconda ipotesi è più probabile) o dal vicino impertinente o anche da tu stesso (e sinceramente non la trovo una grande idea!)- bisogna capire -sempre tramite tecnico di fiducia- se ci sono gli estremi per far rientrare il manufatto in qualche tipologia di interventi di edilizia libera, eventualmente non accompagnati da comunicazione inizio lavori (asseverata o non) in base alle norme dello strumento urbanistico locale e comunque "nel rispetto delle altre norme di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.." (v. art. 6 t.u.e., D.P.R. 380/2001): in caso affermativo con pochi spiccioli -1.000 euro di sanzione pecuniaria (v. art. 6, cit.), oltre compensi del tecnico- la questione è sistemata pro bono pacis per tutti; in caso negativo son cartacce: se tutto va bene -manufatto sanabile- la sanzione pecuniaria è più pesante gli articoli 36 e 37 t.u.e. sono chiari in tal senso, altrimenti -manufatto non sanabile- oltre la demolizione, di nuovo sanzione pecuniaria ai sensi degli artt. 31 o 37 t.u.e.; ma potrebbe perfino andare peggio se l'esito dell'accertamento finisse (e per dovere di ufficio così dovrebbe essere) nelle mani della procura, specie se il manufatto è stato realizzato in tempi non troppo distanti da una probabile prescrizione del reato..io ti consiglio di rivolgerti ad un tecnico bravo, esperto e possibilmente in confidenza col responsabile della pratica al catasto prima di rimuovere o trasformare il manufatto
se il manufatto è amovibile e temporaneo ( requisiti indispensabili per la non inscrivibilita al catasto), non sussiste alcun obbligo di accatastamento. rimane e pienamente prescrittiva, la necessita dell titolo edilizio-amministrativo, anche se siamo di fronte ai requisiti di amovibilita, temporaneita e non fissita al suolo, come ho piu volte spiegato.
 

domenico10

Membro Junior
Professionista
#40
Queste strutture amovibili possono essere realizzate senza alcuna autorizzazione o segnalazione al comune e tento meno devono essere inserite nelle planimetrie catastali.
guardi che non è proprio come dice lei. il permesso pur in regime di precarieta e temporaneita va richiesto e fatti salvi altri vincoli paesaggistici, archeologici ecc ecc. stiamo attenti prima di creare false speranze nei cittadini che ci ascoltano.
 

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