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User_58349

Ospite
Buongiorno,

Ho vissuto in affitto a Firenze dal 1992 all'inizio del 2010.

Nel gennaio 2010 ,a seguito prima crisi nazionale, ho perso il lavoro e sono stato sfrattato per morosità, con provvedimento esecutivo dello stesso Comune di Firenze.

Pertanto ho perduto la disponibilità dell'immobile ex locato da tale data, e quindi non ho prodotto rifiuti a partire dal giorno dello sfratto, 25.1.2010. Le utenze erano già state interrotte, sempre per morosità.

Raccontare le mie peregrinazioni qui sarebbe fuori luogo. Sta di fatto che solo nel dicembre 2020 mi è stata data la residenza a Lucca.

Non appena avuta la residenza a Lucca e fatti i documenti di rito (CIE, Patente, etc) a Febbraio 2021 mi arriva ieri 22.2.2021 una raccomandata del comune di Firenze con la quale mi viene richiesta la TARI 2015 (?) a seguito di un accertamento fatto dal comune nel giugno 2020.

Ho immediatamente fatto ricorso con raccomandata aperta contro l'Ufficio indicatomi, esponendo la mia situazione ed allegando il foglio di Attestazione di Sfratto Eseguito dall'Ufficio incaricato del Comune di Firenze. Concludevo dicendo che "nulla devo poichè sfrattato dal 25.1.2010".
Al ricorso ho allegato copia del provvedimento di sfratto datato come sopra e copia della mia CIE.

Vorrei sapere se il mio ragionamento è corretto e se sono comunque costretto a pagare per tasse su servizi rifiuti pur non avendo piu' da anni la disponibilità dell'immobile.

Ringrazio anticipatamente chi vorrà darmi un cortese cenno di risposta.
 
Ultima modifica di un moderatore:

gattaccia

Membro Assiduo
Proprietario Casa
credo che, a fronte della documentazione che hai inviato, il comune accetti il tuo "ricorso" come istanza di annullamento in autotutela, anche se secondo me avresti dovuto comunicare a suo tempo (credo entro il 2010) la cessazione della tassa a tuo nome
 

mapeit

Membro Senior
Proprietario Casa
Quando si è intestatari di un'utenza TARI bisogna comunicare al Comune o all'azienda incaricata qualsiasi variazione avvenga su di essa (dismissione, variazione numero componenti familiari ecc.). Il regolamento TARI del Comune di Firenze dovrebbe specificarlo. In caso contrario come fa l'ente impositore a sapere che uno non produce più rifiuti in quel luogo ?
 
U

User_58349

Ospite
Quando si è intestatari di un'utenza TARI bisogna comunicare al Comune o all'azienda incaricata qualsiasi variazione avvenga su di essa (dismissione, variazione numero componenti familiari ecc.). Il regolamento TARI del Comune di Firenze dovrebbe specificarlo. In caso contrario come fa l'ente impositore a sapere che uno non produce più rifiuti in quel luogo ?
Perdonami, ma dissento. Secondo me ( e secondo i D.Lg. di semplificazione burocratica degli ultimi anni) le cose dovevano essere regolate diversamente.

"Se una P.A. è in possesso di dati riguardanti il cittadino, questa è tenuta internamente a comunicarli agli Uffici che possano farne richiesta", senza bisogno di azione da parte del cittadino poichè il dato e' già in possesso della P.A."

Non è pensabile che un Ufficio del Comune di Firenze esegua uno sfratto e che tale dato non venga inviato all'Ufficio Anagrafe e/o ai competenti uffici dello stesso Comune di Firenze.

In altre parole, se il Comune di Firenze esegue uno sfratto (con relativa perdita della residenza in quel locale) , lo stesso Comune deve sapere che una residenza è cessata causa sfratto :e ciò perchè i vari Uffici hanno obbligo di intercomunicare fra di loro ( D.Lgs. sulla semplificazione burocratica.)

Secondo me, l'Ufficio Esecuzioni avrebbe dovuto comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto. Questo in base al principio che una P.A. ha la possibilità di acquisire certi dati INTERNAMENTE, tramite comunicazione informatica, proprio per semplificare la vita ad un cittadino. Non è colpa del cittadino se, a Firenze, un Ufficio non comunica con un altro Ufficio.

E in ogni caso, l'Ufficiale Giudiziario avrebbe dovuto istruirmi su cosa fare, e non solo a farsi restituire le chiavi del mio ex appartamento.

Secondo me, anzi, secondo logica, la trafila avrebbe dovuto essere diversa, e cioè:

1-L'Ufficiale Giudiziario esegue uno sfratto e mi priva non solo della casa ma anche della residenza . Pertanto L'Ufficio Esecuzione Sfratti Comunale doveva comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto e la perdita della residenza nel locale di cui al procedimento, segnalando il mio nome e cognome.
2- L'Ufficio Anagrafe, ricevuto il documento di avvenuto sfratto, doveva comunicarlo agli Uffici di Competenza, o per scritto o per via informatica nei tempi che vigevano in allora, inclusi Ufficio TARI o altro.
3- L'Ufficio

Inoltre nel 2010 si è svolto, come in ogni altra città, il censimento, e nulla è emerso sulla mia posizione.
 
U

User_58349

Ospite
Perdonami, ma dissento. Secondo me ( e secondo i D.Lg. di semplificazione burocratica degli ultimi anni) le cose dovevano essere regolate diversamente.

"Se una P.A. è in possesso di dati riguardanti il cittadino, questa è tenuta internamente a comunicarli agli Uffici che possano farne richiesta", senza bisogno di azione da parte del cittadino poichè il dato e' già in possesso della P.A."

Non è pensabile che un Ufficio del Comune di Firenze esegua uno sfratto e che tale dato non venga inviato all'Ufficio Anagrafe e/o ai competenti uffici dello stesso Comune di Firenze.

In altre parole, se il Comune di Firenze esegue uno sfratto (con relativa perdita della residenza in quel locale) , lo stesso Comune deve sapere che una residenza è cessata causa sfratto :e ciò perchè i vari Uffici hanno obbligo di intercomunicare fra di loro ( D.Lgs. sulla semplificazione burocratica.)

Secondo me, l'Ufficio Esecuzioni avrebbe dovuto comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto. Questo in base al principio che una P.A. ha la possibilità di acquisire certi dati INTERNAMENTE, tramite comunicazione informatica, proprio per semplificare la vita ad un cittadino. Non è colpa del cittadino se, a Firenze, un Ufficio non comunica con un altro Ufficio.

E in ogni caso, l'Ufficiale Giudiziario avrebbe dovuto istruirmi su cosa fare, e non solo a farsi restituire le chiavi del mio ex appartamento.

Secondo me, anzi, secondo logica, la trafila avrebbe dovuto essere diversa, e cioè:

1-L'Ufficiale Giudiziario esegue uno sfratto e mi priva non solo della casa ma anche della residenza . Pertanto L'Ufficio Esecuzione Sfratti Comunale doveva comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto e la perdita della residenza nel locale di cui al procedimento, segnalando il mio nome e cognome.
2- L'Ufficio Anagrafe, ricevuto il documento di avvenuto sfratto, doveva comunicarlo agli Uffici di Competenza, o per scritto o per via informatica nei tempi che vigevano in allora, inclusi Ufficio TARI o altro.
3- L'Ufficio

Inoltre nel 2010 si è svolto, come in ogni altra città, il censimento, e nulla è emerso sulla mia posizione.
 

BeppeX88

Membro Attivo
Proprietario Casa
Premesso che avresti dovuto toglierti la residenza tu. Fai troppe supposizioni, se pensi che l'ufficio anagrafe non comunica la morte all'ufficio tributi o alle poste... Comunque se non fai ricorso ti tocca pagare
 

mapeit

Membro Senior
Proprietario Casa
Perdonami, ma dissento. Secondo me ( e secondo i D.Lg. di semplificazione burocratica degli ultimi anni) le cose dovevano essere regolate diversamente.

"Se una P.A. è in possesso di dati riguardanti il cittadino, questa è tenuta internamente a comunicarli agli Uffici che possano farne richiesta", senza bisogno di azione da parte del cittadino poichè il dato e' già in possesso della P.A."

Non è pensabile che un Ufficio del Comune di Firenze esegua uno sfratto e che tale dato non venga inviato all'Ufficio Anagrafe e/o ai competenti uffici dello stesso Comune di Firenze.

In altre parole, se il Comune di Firenze esegue uno sfratto (con relativa perdita della residenza in quel locale) , lo stesso Comune deve sapere che una residenza è cessata causa sfratto :e ciò perchè i vari Uffici hanno obbligo di intercomunicare fra di loro ( D.Lgs. sulla semplificazione burocratica.)

Secondo me, l'Ufficio Esecuzioni avrebbe dovuto comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto. Questo in base al principio che una P.A. ha la possibilità di acquisire certi dati INTERNAMENTE, tramite comunicazione informatica, proprio per semplificare la vita ad un cittadino. Non è colpa del cittadino se, a Firenze, un Ufficio non comunica con un altro Ufficio.

E in ogni caso, l'Ufficiale Giudiziario avrebbe dovuto istruirmi su cosa fare, e non solo a farsi restituire le chiavi del mio ex appartamento.

Secondo me, anzi, secondo logica, la trafila avrebbe dovuto essere diversa, e cioè:

1-L'Ufficiale Giudiziario esegue uno sfratto e mi priva non solo della casa ma anche della residenza . Pertanto L'Ufficio Esecuzione Sfratti Comunale doveva comunicare all'Ufficio Anagrafe l'avvenuto sfratto e la perdita della residenza nel locale di cui al procedimento, segnalando il mio nome e cognome.
2- L'Ufficio Anagrafe, ricevuto il documento di avvenuto sfratto, doveva comunicarlo agli Uffici di Competenza, o per scritto o per via informatica nei tempi che vigevano in allora, inclusi Ufficio TARI o altro.
3- L'Ufficio

Inoltre nel 2010 si è svolto, come in ogni altra città, il censimento, e nulla è emerso sulla mia posizione.
Quello che scrivi è giusto e si riferisce a norme di legge, ma nella pratica non funziona assolutamente così. Intanto tu attribuisci all'Ufficiale Giudiziario dei compiti che non gli spettano, tipo istruirti su cosa fare o comunicare la perdita di residenza al Comune. Poi la gestione dei rifiuti è spesso delegata ad un'azienda esterna che non fa parte della Pubblica Amministrazione e quindi non ha accesso a tutti gli archivi della P.A. per la quale svolge il servizio, né a quelli di altre P.A.
Pertanto è meglio che il cittadino, se non vuole avere strascichi, comunichi direttamente al gestore dei rifiuti le modifiche intervenute. Se poi pensi che sia semplice fare un ricorso contro le pretese di pagamento delle cartelle TARI ... ti auguro tanta fortuna.
 
U

User_58349

Ospite
Leggo adesso la discussione aperta da @15650riccardo

Avevo già risposto al quesito posto nella discussione vecchia:
Chi paga la tassa rifiuti in caso di sfratto del locatario | propit.it - Forum per la Casa
(post n. #12)
A mio parere sei in torto perché non hai subito spostato la residenza anagrafica nel luogo dove sei andato ad abitare quando hai rilasciato la casa di Firenze.
Io non disponevo di altre case né in Firenze né altrove. Ho condotto vita da strada con occasionali ospitate da amici che non mi hanno mai concesso la residenza....che altra residenza avrei potuto comunicare al Comune di Firenze ? Quella della stazione di firenze dove ho dormito sei mesi ?
Sul cittadino sfrattato vedo che vengono appioppati doveri e obblighi di cui nessuno ha mai sentito parlare...
Scusate, ma vi pare che un senzatetto possa trascinarsi da una parte all'altra di un comune, quando ha problemi di sopravvivenza giornaliera ? E ciò nonostante, dover essere a conoscenza di leggi e regolamenti, ordinanze e così via? La mia priorità era di non farmi rubare la valigia di notte,non certo quella di comunicare" a chi di competenza"( che ancora non si,sa chi sia )che ero sfrattato e senza nessun domicilio o residenza.

Ma a parte questo sfogo, restano i fatti esposti giorni fa. Mi e vi chiedo cosa posso aspettarmi per il futuro, secondo voi. Forse era meglio se restavo il"signor nessuno" che sono stato per circa dieci anni....
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
che altra residenza avrei potuto comunicare al Comune di Firenze ?
Art. 2, comma 3 della legge n. 1228/1954:
Ai fini dell'obbligo di cui al primo comma, la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio. La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all'ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Forse era meglio se restavo il"signor nessuno"
No, non sarebbe stato meglio, capisco il tuo sfogo.

E tu certamente capisci di aver arrecato un danno sia al locatore che ti ha sfrattato per morosità (non è chiaro se tu in seguito l'hai sanata, pagandogli il dovuto comprese le spese legali liquidate a tuo carico dal giudice) sia al Comune non pagando la TaRi.
Le insolvenze dei tributi comunali come la tassa rifiuti vengono "recuperate" dai Comuni aumentando le tariffe, a discapito dei cittadini che pagano regolarmente.

Mi rammarico per la tua triste vicenda, ma secondo me occorre anche considerare gli effetti che ne sono derivati a danno di altre persone/istituzioni.
 
U

User_58349

Ospite
Art. 2, comma 3 della legge n. 1228/1954:
Ai fini dell'obbligo di cui al primo comma, la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio. La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all'ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita.
Capisco. Però ditemi una cosa : a cosa è servita il D.lgs di semplificazione ? Ma soprattutto: chi conosce queste norme ? E intendo,quale normale cittadino è in grado di conoscere queste cose ?; non basta dire che non è ammessa l'ignoranza della legge,bisogna che qualcuno informi i cittadini,sui quali sembra gravino solo doveri e nessun diritto.
 
U

User_58349

Ospite
No, non sarebbe stato meglio, capisco il tuo sfogo.

E tu certamente capisci di aver arrecato un danno sia al locatore che ti ha sfrattato per morosità (non è chiaro se tu in seguito l'hai sanata, pagandogli il dovuto comprese le spese legali liquidate a tuo carico dal giudice) sia al Comune non pagando la TaRi.
Le insolvenze dei tributi comunali come la tassa rifiuti vengono "recuperate" dai Comuni aumentando le tariffe, a discapito dei cittadini che pagano regolarmente.

Mi rammarico per la tua triste vicenda, ma secondo me occorre anche considerare gli effetti che ne sono derivati a danno di altre persone/istituzioni.
Mi sembra una conclusione opinabile, quella secondo la quale io avrei provocato danni al Comune ecc.
La Tari è la tassa sui rifiuti. Ma quali rifiuti avrei prodotto, se ero senza casa? Se per assurdo avessi continuato a produrre rifiuti nella mia residenza da cui sono stato sfrattato, potrei obtorto collo, condividere l'opinione. Ma dato che non ho prodotto rifiuti,non vedo perché dovrei pagare per un servizio del quale non ho usufruito.
 

mapeit

Membro Senior
Proprietario Casa
La logica non coincide con la normativa delle istituzioni. Purtroppo alle volte non basta essere convinti di non aver fatto nulla, ma bisogna rapportarsi con le normative e con le leggi. La burocrazia è implacabile, non ha anime, ma solo norme. Chi non la rispetta si deve attendere una rivalsa. Purtroppo è così ... e non solo in Italia. Poi possiamo discutere di mille ingiustizie e sperequazioni, disquisire di filosofia del diritto e ritenerci dei perseguitati. Ma si sa, la legge non ammette l'ignoranza e se non la si rispetta bisogna aspettarsi il peggio.
 
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BeppeX88

Membro Attivo
Proprietario Casa
La logica non coincide con la normativa delle istituzioni. Purtroppo alle volte non basta essere convinti di non aver fatto nulla, ma bisogna rapportarsi con le normative e con le leggi. La burocrazia è implacabile, non ha anime, ma solo norme. Chi non la rispetta si deve attendere una rivalsa. Purtroppo è così ... e non solo in Italia. Poi possiamo discutere di mille ingiustizie e sperequazioni, disquisire di filosofia del diritto e ritenerci dei perseguitati. Ma si sa, la legge non ammette l'ignoranza e se non la si rispetta bisogna aspettarsi il peggio.
Da 3 cose non si scappa mai, le tasse, la morte e la ex moglie
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Da 3 cose non si scappa mai, le tasse, la morte e la ex moglie
Questa è l’unica risposta ragionevole.

Tutte le ragioni citate sono a norma, ma possiamo dire chiaramente che sono assurde?
Volete convincerci che un Comune che non riceve disdetta Tari da un defunto ha diritto a chiederne conto agli eredi?

Il caso posto è al limite del paradosso : potranno trovarsi 1000 cavilli che giustificano le richieste del comune di Firenze, ma la sostanza rimane che è una richiesta assurda, ed indecorosa: auguro al nostro che accettino le giustificazioni addotte.
 

BeppeX88

Membro Attivo
Proprietario Casa
Al giorno d'oggi, se ti arriva una cartella esattoriale, al 99% è corretta e va pagata. 20 anni fa era tutto più approssimativo e meno automatico e computerizzato. Adesso le cartelle partono poco prima della scadenza e non dopo
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
un Comune che non riceve disdetta Tari da un defunto
I due casi non sono paragonabili.

Per esigere le tasse comunali come la TaRi i Comuni incrociano i dati dell'Ufficio tributi con quelli dell'Anagrafe.

1) Cittadino defunto: l'informazione risulta all'Anagrafe, indipendentemente dalla disdetta TaRi.

2) Cittadino sfrattato per morosità che non comunica il cambio di residenza (in molti casi per sfuggire ai suoi creditori tra cui il più danneggiato è il locatore) e non comunica la cessazione TaRi: all'Anagrafe risulta residente in quella casa, all'Ufficio tributi risulta ancora iscritto.

A Torino funziona così, e credo anche in altri Comuni.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
A Torino funziona così, e credo anche in altri Comuni.
Credo funzioni così dappertutto. Ed i casi non sono paragonabili.

Ma resta il fatto che lo sfrattato fosse pure inquilino del medesimo Comune: e che l'ultimo dei suoi pensieri in quei frangenti fosse esperire le pratiche burocratiche di un cittadino, visto che si trovava ad essere ... meno che un cane randagio. (mi scusi l'espressione l'interessato).

Che la procedura sia scattata, non mi stupisce.
Che si faccia la predica a posteriori, non solo mi stupisce: offende.

Nella sostanza ha titoli per dimostrare di non abitare più dal 2010 in quei locali: il resto è pura arroganza burocratica.

MI trovi stamattina col dente leggermente avvelenato: anche qui non tanto per la sostanza, ma per la forma.
Sto per aprire una discussione (meglio... uno sfogo...) proprio sulle procedure della nostra PA.
 

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