Rikyxxx

Membro Junior
Proprietario Casa
Nella casa che era dei nonni il bagno (in camera, l'unico di casa) è più piccolo di quanto prevedono oggi i regolamenti edilizi.
Posso ristrutturarlo senza variare la superficie?
E se volessi spostare la porta d'entrata (sullo stesso tramezzo ma 1,5 metri più in là)?
Grazie
 
Posso ristrutturarlo senza variare la superficie?
E se volessi spostare la porta d'entrata (sullo stesso tramezzo ma 1,5 metri più in là)?
Non mi risultano obblighi di adeguamento delle superfici/volumetrie per una ristrutruratiine/rifacimenro di un bagno.
Se vuoi spostare la porta inevitabile ti debba rivolgere ad un professionista (Geometra etc.). ...propedeutico allo sfruttamento dei bonus edilizi.
 
Rivolgiti ad un tecnico, che farà tutte le verifiche del caso.
Sicuramente.
Anche nella mia scarsa conoscenza della materia sono al corrente che per spostare una porta ci vuole una CILA (se si tratta di un tramezzo e non di un muro portante).
Come infatti ha ricordato anche da @Dimaraz che ringrazio per la risposta.

Mi stavo solo informando preventivamente 🙂
 
Nella casa che era dei nonni il bagno (in camera, l'unico di casa) è più piccolo di quanto prevedono oggi i regolamenti edilizi.
Posso ristrutturarlo senza variare la superficie?
Io invece temo di si: avevo intenzione di frazionare un grande alloggio di famiglia: L'ing amico di infanzia interpellato mi diceva che il frazionamento comporta che le due unità risultanti siano allineate alle norme attuali, sia come inpianti sia come requisiti edilizi (ad es. la presenza dell'anti-bagno.

Una ristrutturazione eseguita comunicando solo opere interne in edilizia libera, forse non comporta adeguamenti (e soprattutto nessuno verrà a verificare....)
 
mi diceva che il frazionamento comporta che le due unità risultanti siano allineate alle norme attuali, sia come inpianti sia come requisiti edilizi
Questo si.
Ma la situazione del postante mi pare ben diversa, se per “ristrutturare il bagno” si intende solo rifare impianti e rivestimenti.
Già lo spostamento della porta può essere altra cosa, anche solo per le pratiche necessarie
 
Questo si.
Ma la situazione del postante mi pare ben diversa, se per “ristrutturare il bagno” si intende solo rifare impianti e rivestimenti.
Già lo spostamento della porta può essere altra cosa, anche solo per le pratiche necessarie
Premesso che non sono un addetto ai lavori, ed ogni caso fa storia a se, timo appunto che i due interventi non siano in astratto dissociabili: è questo ciò che intendevo dire.

Se rifai semplicemente gli impianti del bagno, cambi sanitari e tutte le piastrelle, stai facendo lavori in edilizia libera , (anche se il fisco (Agenzia delle Entrate) concede la detrazione per manutenzione straordinaria).

Ma se fai interventi che richiedono una autorizzazione o variazione che comporti un certo livello di burocrazia, penso sia opportuno verificare se faccia scattare appunto la pretesa di adeguamento alle norme attuali.
Il termine "ristrutturazione" è piuttosto polivalente: ma per la L380 per "ristrutturazione" si si intendono gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi ecc. ; in quale dei commi dell'art 3 rientrerebbero i lavori ipotizzati?
 
Purtroppo lo spostamento della porta è necessario perché dove c’è adesso la (mezza) vasca l’altezza del soffitto è solo 1,85m (è sotto il tetto che spiove).

Per fare una doccia e avere 2,15m (il massimo possibile) devo mettere il piatto dove adesso si entra.
 
Se dovessi dire il mio parere, come uno sfrutta e usa i volumi interni propri non dovrebbe interessare nessun ufficio pubblico.
Purtroppo oggi per le compravendite serve la conformità urbanistico/ catastale: senti cosa ti suggeriscono i tecnici (il tuo è quello del comune)
 
Se dovessi dire il mio parere, come uno sfrutta e usa i volumi interni propri non dovrebbe interessare nessun ufficio pubblico.
non tanto: il caso di un appartamento dove la proprietaria demolendo parzialmente un tramezzo aveva praticamente aumentato di di 13 mq la sala soggiorno ma aveva lasciato la unica finestra originaria come fonte di illuminazione. All' atto della vendita è emerso il mancato rispetto del rapporto aeroilluminante e il mancato rispetto della lunghezza massima della stanza dalla finestra. Si è dovuto ripristinare la situazione ante lavori di diversa disposizione degli spazi.
 

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