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cec

Membro Attivo
Proprietario Casa
#1
Salve a tutti.

Con sorpresa ho scoperto che il mio comune, non ad alta densità abitativa, con una delibera comunale volta a favorire i contratti 3+2, ha aderito all'accordo territoriale del comune X a cui far riferimento per il calcolo del canone.

Ho in scadenza un contratto transitorio, probabilmente da rinnovare (avrei fatto un 4+4) ma la cosa a questo punto è interessante: il comune prevede un risparmio dell'aliquota IMU dello 0,25% rispetto ai contratti 4+4, agevolazioni cedolare secca al 10%, non male! Considerato lo stato dell'immobile ho preso il valore massimo del coefficiente (nuova costruzione, riscaldamento singolo, bagno completo, garage, posto auto, terrazza, giardino privato e presenza di mobilio/elettrodomestici completi) e sono arrivata ad una cifra di 680 euro senza considerare neppure gli adeguamenti ISTAT dal 2009 ad oggi . In realtà la richiesta attuale è di 550, pensavo di portarla a 600 … ma non certo 700 e passa euro. Chiedo se è corretta l'applicazione in un contratto concordato di una cifra inferiore a quella scaturita dai calcoli relativi. In caso negativo dovrò prendere un valore di riferimento medio più basso? Grazie
 
Ultima modifica:

cec

Membro Attivo
Proprietario Casa
#2
Dubbio ulteriore, il mio comune non rientra fra quelli indicati per aliquota ridotta sui contratti di locazione a canone concordato, cioè
  • nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988). Si tratta, in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia
  • nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).
Immagino quindi niente cedolare al 10% ma al 21%?
 

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Brigantes83 ha scritto sul profilo di Gianco.
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