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  1. Frank Vincent Serpico

    Frank Vincent Serpico Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    In caso di comunione dei beni, se non ho compreso male, il coniuge superstite ha il diritto di abitazione e non l'usufrutto dell'abitazione di proprieta' (nella quale entrambi i coniugi vivevano con i figli).

    Per quanto riguarda la proprieta' dell'abitazione stessa questa viene "ripartita" in quote a seconda del numero dei figli.

    Ad esempio, nel caso in cui i figli siano 2, avviene che il 50% del coniuge deceduto viene ripartito in 3 parti.

    Le cose stanno cosi' e, in tal caso, possono esservi delle eccezioni a questa castistica "generale" ?
     
  2. Betty Boop

    Betty Boop Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    SERPICO Buongiorno
    No di Norma e' come hai inteso TU ,a meno che,..:domanda: non ci sia un Testamento ..c'e'.. .?
    forse in quel caso le cose potrebbero cambiare
     
  3. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    possono cambiare solo se c'è un testamento in cui il testatore dispone della sua quota disponibile.
     
  4. gattons

    gattons Nuovo Iscritto

    nel caso che il deceduto ha 2 figli, metà del patrimonio va al coniuge sopravvissuto, l'altra metà va divisa tra i 2 figli!!!!!!
    es. SE la casa era intestata tutta al coniuge defunto il 50% va al coniuge superstite e l'altro 50% va suddiviso tra i figli (che possono essere 1, 2, 3 o anche di più).
     
  5. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    se la casa era del defunto al 100% la divisione della proprietà va divisa 1/3 all coniuge rimasto ed i 2/3 agli eredi x 2/3 figli, rimane il diritto di abitazione al coniuge:daccordo:

    in caso di comunione si devide solo il 50% del coniuge defunto

    si parla sempre di propietà immobiliari
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    L'art. 540, secondo comma c.c. dispone che:
    "Al coniuge anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli".
    Tale disposizione vale indipendentemente da quale sia il regime patrimoniale della famiglia (legale ex art. 159 o convenzionale ex art. 162).
     
  7. Frank Vincent Serpico

    Frank Vincent Serpico Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    In caso di comunione dei beni la quota disponibile del coniuge superstite (2 figli) risulta essere il 75% dell'abitazione oppure soltanto 1/3 del suddetto 75% ?

    Aggiunto dopo 11 minuti :

    Giusto per essere un "pelo" piu' chiaro: l'articolo 1023 mi tutela effettivamente oppure possono esservi delle "eccezioni" visto che anche l'altro figlio fa pur sempre parte della famiglia (Sebbene sia in una situazione meno "critica" visto che la moglie ha casa propria) ?
     
  8. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    In caso che gli eredi siano solo i due figli, la quota a loro riservata è pari a 2/3 dell'intero patrimonio del genitore (art. 537, secondo comma c.c.). Quindi la quota disponibile è il restante 1/3 dell'intero patrimonio del genitore.
     
  9. Frank Vincent Serpico

    Frank Vincent Serpico Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    E quindi proprio 1/3 del 75% dell'abitazione, corretto ?
     
  10. danilo13

    danilo13 Nuovo Iscritto

    nuovo iscritto
    Il mio caso è simile a quello letto, e simili sono le risposte.
    In maniera semplicistica:
    in una divisione si aprono due scenari:
    una divisione leggittima ( per legge, dove tutti partecipano)
    il diritto uso abitazione coniuge superstite ( dove per legge partecipano solo i figli).
    ( la coniuge ha una doppia scelta: o rinuncia al diritto abitazione, o acquisisce l' eredità)
    In caso in cui la coniuge vuole il diritto di abitazione, deve per forza rinunciare all eredità.
    In tal caso, i figli acquisiscono in parti uguali la nuda propietà
    Questo vale solo per la successione legittima ( senza testamento)

    Per la successione testamentaria non sò rispondere.

    Inoltre, nella successione legittima, il diritto, (che si commuta in valore monetario) di abitazione del coniuge superstite
    ha una sorpresa, non può valere oltre la quota spettante per legge nella successione legittima.
    Significa che se l' immobile è di propietà esclusiva del defunto ( comprato prima del matrimonio), il diritto di abitazione
    non puo valere oltre la quota spettante per legge. L' eventuale differenza la deve risarcire in natura.

    Il diritto di abitazione della conige superstite è nella casa dove effettivamente vivevano i genitori dei figli, non quella
    dove avrebbero voluto trasferire la residenza negli ultimi mesi. ( caso di exstracomunitari che sposano un vecchio e poi si prendono il diritto di abitazione a danno degli eredi)

    (se viene fatto rilevare al giudice.......so cavoli amari per la coniuge)
     
  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    ... è proprio un post sconclusionato, infarcito di "perle" grammaticali e errori giuridici sesquipedali.
     
  12. Frank Vincent Serpico

    Frank Vincent Serpico Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Puoi sempre esimerti dal rispondere.
    Nessuno ti obbliga.
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Vero. Infatti non l'ho fatto.
     
  14. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Perchè parlate di diritto di abitazione e non di usufrutto?
    Mia madre era sposata in regime di comunione dei beni con mio padre e la loro abitazione era cointestata al 50%, quando mio padre è morto, io e mio fratello abbiamo ereditato solo la nuda proprietà della quota di casa di mio padre, mia madre ha ereditato 1/3 di piena proprietà ed è usufruttuaria per i restanti 2/3.
     
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Perché al coniuge,come avevo già scritto, spetta per legge (e quindi costituisce una specie di legato "automatico") tale diritto, ex art. 540, 2c. c.c. Non spetta (per legge) l'usufrutto. Quindi se davvero esiste l'usufrutto, ciò è possibile solo se tale diritto sia stato costituito con atto inter vivos o a seguito di testamento.
    Ricordo inoltre che i figli ereditano (per legge) la proprietà piena (e non la sola nuda proprietà) del genitore e che il cosiddetto "usufrutto uxorio" è scomparso dal nostro diritto con la riforma del 1975.
     
    A Agatone e luket piace questo messaggio.
  16. Frank Vincent Serpico

    Frank Vincent Serpico Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    CHe tu sappia e' stato fatto testamento ?
     
  17. danilo13

    danilo13 Nuovo Iscritto

    meno male che c'è qualcuno che ne sà di più............sul libro di paperina:ok:
    bravo che vinci:daccordo:
     
  18. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Si scrive "sa". Inoltre i puntini di reticenza devono essere tre. Non di più, non di meno.
     
  19. danilo13

    danilo13 Nuovo Iscritto

    se avete la possibilità di repire il :
    successioni e donazioni di francesco lupia.
    Approfondimento e giurisprudenza.
    vi spiega il tutto su questa integrante discussione.

    Difatti su internet, quando si cerca il diritto uso abitazione e usufrutto, spesso nelle sentenze, o nei commenti, non
    si fà attenzione a quale tipo di successione si stà parlando,
    ovvero se è un a successione testamentaria ( e/o necessaria), o, quella per legge ( legittima).
    Vi posso raccontare che spesso capita che (un buon avvocato,) una successione legittima
    diventa una successione necessaria facendo attribuire alla coniuge diritti che non avrebbe nella successione legittima
    ( uso abitazione + propietà)
     
  20. moni66

    moni66 Nuovo Iscritto

    Scusa l'ignoranza e se stresso, ma l'argomenti mi tocca da vicino.
    La successione è stata "legittima", senza testamento.
    Dimmi se ho capito bene, quindi mia madre ha diritto di abitazione e non di usufrutto, ma ai fini IRPEF e ICI il risultato non cambia perchè il caf mette l'abitazione al 100% nel suo 730 e nulla in quello mio e di mio fratello, corretto?
    Inoltre le compete anche il pagamento dei tributi locali quali tassa rifiuti e bonifica renana?
    Io e mio fratello siamo comunque nudi proprietari o si utilizza un termine diverso?
    A questo punto che succederà quando mia madre sarà deceduta?
    Non bisogna fare riunione di usufrutto perchè non c'è usufrutto, occorre fare qualche altra pratica simile alla riunione di usufrutto?
     

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