@Dimaraz la domanda mia è su come vengono calcolate le tasse da pagare in una divisione con conguaglio.
Non sono tanto aggiornato in ambito ereditario...ed in Italia non basta conoscere le Leggi ma imperativo conoscere pure le interpretazioni giurisprudenziali.

Ripassino...ho scoperto una sentenza che potrebbe esserti utile:
Cass. Civ., Sez. V, Sentenza 28 marzo 2018, n. 7606
Ho usato il Condizionale perché nel tuo caso esiste una ulteriore variabile data la presenza di 2 immobili/fondi con valore incerto ma certamente sbilanciato.

Esisterebbe un "escamotage" per sfruttarne il primcipio affermato ...ma bisognerebbe verificare con i valori reali se tal soluzione comporti un risparmio.
 
Con valori sempre presunti non troppo sbilanciati un escamotage è quello di dichiarare valori simili in modo da non contemplare il conguaglio. Poi dipende da accettazione di Agenzia delle Entrate.

Quanto a Luca gli imponibili classici sono quelli da te ipotizzati. Ma se si adottassero quelli, verrebbe da calcolare anche il conguaglio “imponibile” ricavato dalla differenza dei due valori, e non quello realmente corrisposto.

Non è detto che il notaio ti faccia un preventivo, senza incarico
 
E farsi fare un preventivo da un notaio, no ?
Pratico, veloce, e certo.
@Franci63 E' la prima cosa che ho pensato, come chiunque qua, ma tra periodo di chiusura ferie di alcuni studi, ed il fatto che per qualsiasi consulenza chiedono un pagamento, ho optato per fare un tentativo sui forum dedicati a queste problematiche. Altrimenti scusa, a cosa servirebbero questi forum se non ad aiutarsi? Se per ogni domanda dobbiamo pagare un professionista, tanto vale che tutti smettano di scrivere qui, non trovi? Io dal Notaio ci dovrò andare alla fine, e lo pagherò ci mancherebbe, solo che vorrei andarci con le idee chiare prima, non scoprirle al momento dell'atto.
 
Il suggerimento di @Franci63 è corretto: ma non sempre si ottiene quanto desiderato.
Io avevo (ed ho tuttora) in ballo una divisione ereditaria e mi sono posto i tuoi stessi interrogativi. Poi sono andato da un notaio: ho avuto alcune informazioni procedurali di massima che non conoscevo, ma per quanto riguardava il calcolo delle imposte dovute la risposta fu: “lo vediamo quando si tratterà la divisione, e faremo in modo da minimizzare l’imposta”.
E pagai il disturbo, ricevendo un bigliettino scalabile dall’onorario prossimo venturo.
 
Si vede che ho avuto fortuna con la scelta dei notai, in passato.

In ogni caso, ci si può accordare con il coerede che tutte le imposte si dividano per due (come a me sembrerebbe anche logico, visto che l’interesse a dividere pare comune).
 
Si vede che ho avuto fortuna con la scelta dei notai, in passato.

In ogni caso, ci si può accordare con il coerede che tutte le imposte si dividano per due (come a me sembrerebbe anche logico, visto che l’interesse a dividere pare comune).
Anche a me sembra logico, quando con un conguaglio si mira a pareggiare le quote ereditate: diverso se si accettassero due quote diverse.
Era un particolare che avevo dimenticato , dando la prima risposta all'ipotesi di Dimaraz.
 
In ogni caso, ci si può accordare con il coerede che tutte le imposte si dividano per due (come a me sembrerebbe anche logico, visto che l’interesse a dividere pare comune)
Gli accordi sono sempre possibili...ho menzionato il "grasso che cola".
Ma...alla luce della sentenza...non vi è motivo di pagare aliquote "piene".
Il "tallone d'Achille" è il valore attribuito a 2 beni ben diversi (per valutazione).
Gli "adepti" dell'avvoltoio ci sguazzano su simili questioni...ma come anticipato un escamotage ci sarebbe rientrando pari pari nell' caso in sentenza.
 
Non so a quale escamotage si riferisse Diramaz: osservo però che l’assunto che esclude la aliquota traslativa nel caso di compensazione monetaria (non la ho chiamata volutamente conguaglio) è nelle sentenze citate quasi sempre legata ad un esito di divisione giudiziale. Ora è incontestabile che in quel caso le quote siano state stabilite secondo diritto e quindi la compensazione non corrisponda ad un conguaglio legato ad un supero delle quote spettanti.

Più delicato invece difendere valutazioni soggettive proposte dai dichiaranti: credo sempre contestabili dalla Agenzia delle Entrate
 

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