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  1. gianni storari

    gianni storari Nuovo Iscritto

    vorrei sapere se il diritto di prelazione dei coeredi è trasmissibile agli eredi dei coeredi.
     
  2. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Ci sono vari diritti di prelazione ( su alcuni immobili abitativi, commerciali, terreni confinanti). Pregasi essere piu' preciso
     
  3. gianni storari

    gianni storari Nuovo Iscritto

    mi riferisco in particolare ad un piccolo garage isolato, non accessorio di un'abitazione ma a se stante. Grazie
     
  4. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Non risulta allo scrivente che su un bene di questa tipologia sussista un particolare diritto di prelazione
     
  5. gianni storari

    gianni storari Nuovo Iscritto

    Mi sembra di aver capito che a differenza dei terreni agricoli, il diritto di prelazione di un immobile in coeredità sia circoscritto ai soli coeredi e basta, di conseguenza i figli dei coeredi non hanno alcun diritto di prelazione, e ciò perchè, al di fuori dei coeredi, si possa esercitare il diritto di disporre della facoltà di vendere liberamente a chi si vuole senza essere obbligati all'infinito, a vendere solo ed esclusivamente ai figli dei coeredi e successivamente ai figli dei figli dei coeredi e così via......mi sbaglio?
    Mi risulta che ci sia anche una sentenza della Corte di Cassazione Civile Sez.II n.11551 del 22/10/1992 (Prof.Baldassarri commento al Codice Civile), che dichiari l'intrasmissibilità del diritto di prelazione art.732 del c.c., perchè sarebbero lesi sia il principio della libera circolazione dei beni sia il più specifico principio della libertà di alienazione della propria quota, salvo l'obbligo di far esercitare al solo coerede il diritto di prelazione.
    Spero di aver chiarito nei dettagli la mia possibile interpretazione della Sua risposta, gradirei comunque una conferma in merito.
    La ringrazio per la Sua cortesia.
    Gianni Storari
     
  6. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La norma pare chiara: nel caso il diritto di prelazione spetta solo agli altri eredi (coeredi per esattezza) e non ai figli dell'erede vivente

    Art. 732.


    Diritto di prelazione.

    Il coerede, che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria.
    Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.
     
  7. gianni storari

    gianni storari Nuovo Iscritto

    Mi riferisco alla Vs.risposta più che esauriente, ma per una semplice curiosità vorrei sapere se un coerede può cedere il suo diritto di prelazione ad estranei oppure a parenti. o se al contrario il diritto di prelazione è esclusivamente legato alla sua persona in quanto coerede e pertanto non cedibile nè ereditabile. Vi chiedo questa precisazione perchè mi sto rendendo conto che il diritto di prelazione spesso viene male interpretato impedendo a volte la libera possibilità di disporre la vendita di un immobile in modo coerente con l'art.732 del codice civile, che se ben interpretato non limita un diritto ma tutela sia la proprietà che la facoltà di disporne sempre nell'ambito della regolamentazione imposta dal suddetto articolo.
    Vi ringrazio per la Vs.risposta.
     
  8. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Come detto il coerede, prima di alienare o comunque impegnarsi ad alienare la propria quota ad altri, è tenuto a notificare ai comunisti la proposta di acquisto fattagli dall'estraneo, completa in tutti i suoi elementi (in modo particolare con precisazione del prezzo); una volta eseguito tale adempimento, il coerede dovrà attendere due mesi, poiché entro detto termine potrà ricevere dagli altri eredi la dichiarazione che essi intendono avvalersi del diritto di prelazione loro conferito dalla legge.
    Per quanto riguarda, poi, cosa debba intendersi con l'espressione "estraneo" usata dall'art. 732 c.c., la Suprema Corte ha chiarito in più di un'occasione che "è estraneo non solo chi non sia legato da parentela con i coeredi del de cuius, ma anche chi non partecipa all'eredità di cui fa parte la quota ceduta", a prescindere dall'appartenenza alla famiglia del defunto (Cass. civ., sez. II, 28 gennaio 2000, n. 981).
     

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