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  1. fregola

    fregola Nuovo Iscritto

    Finalmente un forum dove si possono trovare soluzioni agli argomenti più disparati. Ho bisogno del vostro aiuto per la seguente questione: lo scorso anno è deceduta l'unica sorella di mia madre (che è morta nel 1989),
    la zia non aveva figli ed era molto legata alla mia famiglia tanto da esprimere in più occasioni la volontà di lasciare a me ed alle mie due sorelle la sua parte di eredità. Purtroppo negli ultimi anni aveva perso progressivamente la lucidità al punto di dover essere accudita in tutto e per tutto. Alcuni mesi fa' siamo venute a cono=
    scienza dell'esistenza di un testamento olografo pubblicato da un notaio 15 gg dopo la sua morte. Il testa
    mento con il quale la defunta nomina erede universale il marito, è regolare dal punto di vista formale non
    mancano infatti dati che possano renderlo annullabile ma è stato redatto nel 2010 quando la zia manifestava già problemi di memoria e difficoltà varie, la scrittura è leggermente somigliante alla sua ma presenta tratti particolari che a nostro avviso non dipendono dalla perdita di esercizio alla scrittura e cosa più importante la zia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali non avrebbe mai accettato di sottoscrivere quel testamento.
    Non abbiamo documentazione medica che possa comprovare il suo precario stato di salute mentale e pertanto abbiamo contattato un perito calligrafico per un parere.
    In base alla vostra esperienza vale la pena intentare una causa per l'impugnazione del testamento o rischiamo di spendere inutilmente denaro? I nostri dubbi sono dovuti al fatto che sicuramente qualcuno interessato all'eredità abbia fatto pressioni su mio zio per instradarlo in un certo modo, egli da solo non sarebbe stato in grado di compiere tutte quelle azioni. Grazie per l'aiuto.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Il codice civile, difatti, all’art. 591 nell’elencare i casi di incapacità di disporre per testamento, dopo aver menzionato al punto n.2 “gli interdetti per infermità di mente”, al punto n.3 indica “ coloro che sebbene non interdetti si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento”. In questo caso, pertanto, il testamento è gravemente viziato ed è quindi annullabile, e l’azione per la sua impugnazione, esperibile da chiunque ne abbia interesse, si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.

    Al grafologo giudiziario, quindi, entro questo termine, può venire richiesto di valutare dalla scrittura del testamento la capacità di intendere e volere del testatore; compito a volte arduo in quanto “la disintegrazione di ogni individuo è singolare. Si può ripetere in altri individui ma non nello stesso modo e nella stessa misura”.

    Ma, d’altro canto, è pacifico che la grafia sia rivelatrice di eventuali disturbi attinenti la capacità di intendere e volere, data la complessità dei meccanismi scrittori, tanto che questa può essere considerata un vero e proprio “sismografo” dello stato psico-fisico dello scrivente.

    Quindi è molto arduo, a parer mio, se non si ha un certificato medico,
    cercar di annullare il testamento olografo in questione.
    Poi bisogna considerare i tempi necessari, i costi e l'entità dei beni.
    Tutti elementi da soppesare.
    saluti
    jerry48
     
    A fregola e Ennio Alessandro Rossi piace questo messaggio.
  3. erwan

    erwan Membro Attivo

    per levarsi il dubbio si può cominciare a chiedere un parere sull'autenticità della scrittura: mentre una vera e propria perizia può farsi solo sulla scheda originale un'idea è possibile farsela anche dalla copia, quando l'imitazione è grossolana;
    (sarebbe necessario però poter produrre altri documenti dello stesso periodo...)

    dopodiché resta da considerare una cosa: il marito sarebbe comunque erede legittimo per la quota di 2/3, e perderebbe tale diritto solo se fosse dimostrato che il testamento è falso e che lui sapeva.
     
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  4. teofilatto

    teofilatto Membro Attivo

    Professionista
    è un bel problema: infatti non per nulla quando persone anziane (anche lucide) fanno donazioni o testamenti spesso si consiglia di farlo fare dal notaio e allegare un certificato di un geriatra che attesti la sanità mentale. Oltre a quello, si va nel discutibile, ed è materia di avvocati
     
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  5. fregola

    fregola Nuovo Iscritto

    Grazie a tutti per le risposte esaustive, avevo già notato il livello alto di competenza degli amici del forum e ne ho avuto un'ulteriore conferma.
     

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