Andrea Sini

Membro dello Staff
Professionista
Per la mia esperienza, nelle nuove costruzioni avendo l'obbligo di rispettare dell ecaratteristiche di isolamento molto più rigide rispetto al passato, gli appartamenti sono diventati dei contenitori quasi ermetici rispetto all'ambiente esterno.
Ora a prescindere dai ponti termici, spesso accade che l'occupante, proprietario o inquilino, magari abituato a vivere in un appartamento datato, non cambia abitudini e arieggia oco gli ambienti o tiene il riscaldamento basso.
Io vendo il nuovo e in genere a me capita di trovarmi difronte a questa situazione.
 

tovrm

Membro Senior
Proprietario Casa
Hai ripreso un estratto del mio intervento distorcendone il significato, e ciò per i seguenti motivi:
1) chie è che non arieggia un'abitazione almeno una volta al giorno, ed in particolare la mattina (anche d'inverno)?
2) Confermo che i tempi di arieggiamento, come unità di misura, non è prescitta nè prescrivibile.
3) Un locatore che si pone al riparo in via contrattuale dagli eventuali problemi di umidità che potessero sopravvenire in costanza di locazione, sarebbe definibile in mala fede, in quanto consapevole del vizio, e ciò non lo esonerebbe, comunque, dalle sue responsabilità.
4) A differenza di quanto tu affermi, ritengo che ci siano abitazioni anche malsane, e non vedo perchè escluderlo a priori tale fenomeno, questa è una forma di pregiudizio. Devi sapere, e lo saprai sicuramente, che tanti possono essere i problemi di un'abitazione affetti da umidità e condense, fenomeni questi che si verificano principalmente nei periodi freddi. Si tratta in generale di locali carenti per sua natura di isolamento. Talvolta si parla di dover fare il cappotto ad una parete, tal'altra uno scannafosso, tal'altra ancora di fare delle finestrelle di areazione, ma tutto ciò a poco a che fare con l'apertura delle finestre mattutina.

Non credo di aver distorto il senso e se l'ho fatto non era mia intenzione.
Comunque non concordo con le tue considerazioni. Ovvero:
1) come avrai letto anche qui, esiste gente che non apre mai le finestre e che addirittura chiude le prese d'aria con l'esterno o che, aggiungo io, surriscalda eccessivamente gli ambienti provocando i fenomeni di condensa;
2) è quello che dico anch'io. Per questo bisogna comportarsi come il buon padre di famiglia: non basta vedere un po' di nero negli angoli per dire che c'è un problema con l'appartamento. Bisogna individuarne la causa;
3) il locatore non può essere ritenuto responsabile di una cattiva conduzione dell'immobile da parte di chi ne ha pro tempore il possesso. È altrettanto vero che il locatore deve intervenire ove vi sia un reale vizio. In caso di dubbio, ripeto, basta chiedere ad un tecnico di effettuare una perizia;
4) non escludo a priori che vi siano abitazioni malsane, ma altrettanto a priori non posso escludere che non ve ne siano di sane.

Saluti
 

raflomb

Membro Assiduo
è quello che dico anch'io. Per questo bisogna comportarsi come il buon padre di famiglia: non basta vedere un po' di nero negli angoli per dire che c'è un problema con l'appartamento. Bisogna individuarne la causa;

Mi dovrsti spiegare nel dettaglio quale sia in questi casi la c.d. dilgenza del buon pater familias!
Quando affermi "bisogna individuare la causa" mi trovi in perfetta sintonia. Quello che io condanno è la aprioristica presa di poszione in vaore del proprietario: dunque valutiamo caso per caso.
Questa è la filosofia del mio pensiero.
 

Allen

Nuovo Iscritto
Io ho risolto ritinteggiando le pareti di bagni, cucina e camerette dei bambini (sono i locali che accumulano più condensa) con una vernice anticondensa a base di microsfere di vetro (mantengono le pareti calde) ed a fronte del mio impegno ho chiesto agli inquilini un pò più di attenzione nell'arieggiare i suddetti locali. La cosa pare abbia funzionato.
 

tovrm

Membro Senior
Proprietario Casa
La diligenza del buon padre di famiglia è un concetto espressamente previsto dal codice civile, art. 1176, primo comma.

«Art. 1176 Diligenza nell`adempimento
Nell`adempiere l`obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia
»

Tale espressione riassume il complesso di cure e cautele che dovrebbero fondare il comportamento di ciascuno all'interno di un'obbligazione (qual è quella che nasce da un contratto di locazione di aver cura della cosa locata).

In breve, chi ha un comportamento negligente dovrà risarcire i danni causati alla parte lesa dal suo comportamento. Pertanto, se tengo il riscaldamento molto alto e non faccio areare gli ambienti, non sto usando la diligenza del buon padre di famiglia e non posso poi lamentare la presenza di muffe in casa.
Dall'altra parte, se ho un appartamento che presenta dei vizi che provocano la formazione di muffe, devo adoperarmi per eliminare tale inconveniente nel momento in cui ne vengo a conoscenza.

Sono perfettamente d'accordo con te: occorre valutare caso per caso.

Ciao
 

raflomb

Membro Assiduo
La diligenza del buon padre di famiglia è un concetto espressamente previsto dal codice civile, art. 1176, primo comma.

«Art. 1176 Diligenza nell`adempimento
Nell`adempiere l`obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia»
Forse non ci siamo compresi!
Al di là della diligenza del buon pater familias, che rappresenta il concetto di "diligenza media" da tenere in tutte le varie situazioni della vita, quanto il ho posto è come tu valuti nel caso in specie il non aver adempiuto al criterio medio di diligenza: per farti meglio comprendere qunate volte al giorno e per quanti minuti, ore ecc si ritiende che il conduttore debbe tenere le finestre aperte? Rifletti e capirai che non può esistere un criterio univoco per tutti i casi. Hai mai pensato che vengono locati i seminterratti?
Detto questo, prima occorre capire tecnicamente il perchè di condense e muffe, e soltanto nel caso in cui venga accertato che non sussistono cause tecniche che determinano tali effetti, allora, e solo allora, sarà da imputare al conduttore l'omessa diligenza del b. pater f.
 

tovrm

Membro Senior
Proprietario Casa
Normalmente sono sufficienti alcuni minuti di areazione più volte al giorno. Ma non ho MAI detto che esiste un criterio univoco, né che la responsabilità sia a priori dell'inquilino. È una tua personalissima interpretazione. Non attribuirmi parole o concetti non miei, per favore.

Quanto ai locali seminterrati, visto che li hai chiamati in causa, saprai bene anche tu che spesso soffrono per loro stessa natura di problemi di umidità.

Infine: sono due giorni che stiamo dicendo le stesse cose sull'opportunità di far effettuare delle perizie. Quello su cui divergiamo, credo, è sul significato da dare al fatto di fare le verifiche: per me è un mezzo per attribuire le responsabilità in caso di conflitto (ribadisco, ove non fosse abbastanza chiaro, senza dare per scontata la responsabilità dell'una o dell'altra parte). E per te?
 

Andrea Sini

Membro dello Staff
Professionista
Per raflomb e tovrm
Leggete il mio post #21.
Aggiungo: con il buon senso si arriva a risolvere questi problemi che oggi si ferificano sempre più spesso. :daccordo:
 

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