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  1. mariofrancis

    mariofrancis Membro Ordinario

    Inquilino/Conduttore
    salve,
    qualcuno mi sa indicare un programma(magari gratis) per il calcolo e suddivisione riscaldamento e acqua calda in base alla 10200/2013.
    oppure spiegarmi come bisogna fare?
    da quello che ho capito i calcoli sono complessi e spesso con risultati incerti.
    grazie
     
  2. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Parli dei contabilizzatori di calore?
     
  3. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
  4. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Letto! La slide più interessante per me è l'ultima la 33-esima.
    Dove sono gli esperti ? Che responsabilità viene loro attribuita?
    Quanti di coloro che hanno già installato i contabilizzatori hanno anche installato un conta calorie sul generatore? Quanti hanno utilizzato un progettista e per la contabilizzazione usano un valore effettivo per la quantità di calore dispersa piuttosto che una contestabilissima percentuale fissa concordata in assemblea?
    Chi riscontra effettivamente l'operato del manutentore relativamente alla regolazione e manutenzione preventiva della caldaia ai fini del minore consumo?
    Facile scrivere le regole ed i calcoli teorici, ancor più facile addebitare multe per mancati adempimenti legislativi .... ma agli utenti che pagano anche per servizi non ricevuti e professionalità non contestabili chi ci pensa? Sarebbe meglio acquistare i termoregolatori, farli installare da un idraulico ( l'unico professionista realmente necessario per non far allagare gli appartamenti) , accenderli senza nessun controllo .... e continuare a pagare il riscaldamento a millesimi. La legge parla di installazione dei termoregolatori e contabilizzatori nessuna multa è prevista se non vengono attivati ... o mi sbaglio?
     
  5. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    intanto sta prendo sempre più piede l'uso di ripartire il riscaldamento tra consumi e costi fissi, per cui chi, chiudendo il riscaldamento, pensa di pagare zero viene ridimensionato.
     
    A pesco piace questo elemento.
  6. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Nessuno si illude di pagare zero, però si aspetta di pagare una somma congrua, proporzionata ai propri consumi. Ben vengano le quote fisse, sia quelle sul consumo di gas che quelle relative alle manutenzioni straordinarie.
     
  7. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    intanto sta prendo sempre più piede l'uso di ripartire il riscaldamento tra consumi e costi fissi, per cui chi, chiudendo il riscaldamento, pensa di pagare zero viene ridimensionato.

    Per tale tipo di ripartizione non bisogna scomodare la UNI 10200/2013 anzi non valeva la pena neppure di scriverla!
    A mio avviso una norma per essere utile deve essere anche applicabile in modo non soggettivo ma INEQUIVOCABILE.
    Altrimenti non deve avere il titolo di NORMA ma di SUGGERIMENTO!
     
  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    parole sante alle quali non tolgo neppure una virgola....ma cosa c'entra con la frase alla quale vuoi replicare?
    Tuttora, a Roma, c'è il marasma più completo:
    - sul termine ultimo entro il quale installare i contabilizzatori: basta sentire 3/4 amministratori e vedi che ognuno dice la sua.
    - sull' orario di funzionamento del riscaldamento idem con patate
    - sulla ripartizione della gestione idem con piselli stufati
    il problema è l'aggiornamento professionale dell' amministratore che in questo caso deve essere come un direttore d'orchestra sinfonica e non un esecutore di volontà di parti.
    Un altro problema è il cronico pensiero che regola le decisione condominiali: fare lo stretto necessario al minor prezzo possibile.
     
  9. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il post è partito con la richiesta di un amico che chiedeva la disponibilità di un algoritmico o programma di calcolo per applicare la UNI.
    La tua risposta portava a ritenere per me che tale programma non esiste e che ci si accordava per una ripartizione tra consumi e costi fissi cosa che in realtà avviene, da qui le mie considerazioni.
    Sempre secondo me il problema non è l'aggiornamento professionale dell'amministratore al quale non possono essere richiesti requisiti tecnici su qualsiasi problema tecnico del fabbricato ma di chi emana legge e decreti senza curare prima della messa in esecuzione la preparazione e l'addestramento di figure tecniche professionali che assicurino l'attuazione di quanto previsto e ne assumano la responsabilità sia nei riguardi della corretta esecuzione che delle multe connesse alla errata implementazione.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    io credo che il programma esista e che ce lo abbiano in pochi: per esempio chi ha fatto la presentazione in PP allegata in un mio precedente intervento. E' come i programmi che servono per classificare gli appartamenti/edifici dal punto di vista delle prestazioni energetiche. Tu metti dentro i dati e viene fuori il risultato. Certo che in questo caso devi sapere i dati la partenza: per esempio la dispersione. Questa o la calcoli o la desumi da dati empirici. Idem per il calore utile. Poi tutti gli altri dati necessari (consumi, costi, m/m) possono essere reperiti senza difficoltà.
     
  11. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Metti dentro i dati, sì, ma quelli giusti (non è tanto banale), altrimenti ottieni risultati errati!
     
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    questo è lapalissiano. Anche per fare l'APE bisogna mettere dentro i dati giusti: l'esposizione dei muri perimetrali esterni; le superfici delle finestre, le loro tipologie ed il grado di conservazione; lo spessore e la tipologia dei muri perimetrali esterni e verso il vano scale ed ascensore; la superficie dell'appartamento, e su quanti piani si sviluppa; se l'appartamento è al piano terra/rialzato, come è fatto il solaio di calpestio; se è all'ltimo piano come è fatto il solaio di copertura, come è fatto il tetto; ecc.... ecc... .
     
  13. Un giocatore

    Un giocatore Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Un inesperto con un programma 'raffinato' può combinare disastri. Un esperto con un programma spartano può raggiungere risultati pregevoli. Tanto si tratta sempre e comunque di stime, è inutile andare a cercare il pelo nell'uovo. E, diciamola tutta, l'APE è un buon indice da usare per il progetto di un immobile, serve a poco per un immobile esistente.
     
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  14. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il problema per me non è il programma ma l'esperto.
    Con un esperto senza il programma i risultati si ottengono , il viceversa non è praticabile.
     
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  15. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    I programmi qualunque essi siano sono stupidi in partenza. Sta al raziocinio di chi preme i tasti e lavora con quel programma saperlo farlo funzionare. Molte software house organizzano dei corsi per gli utilizzatori. Naturalmente se non hai dalla tua un minimo di conoscenza di fabbisogni energetici e rendimenti, meglio lasciar perdere in partenza perchè è veramente troppo complicato. Poi come se non bastasse sono in continua evoluzione questi programmi (anche per star dietro al continuo rinnovamento della materia in questione). Ed anche per chi ha cognizione a volte è veramente dura, ma fa parte del lavoro.
     

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