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virgilio

Membro Attivo
Professionista
Ciao a tutti, in base ad una sentenza recente, è vero che si possono chiedere gli interessi pagati sulla tassa TARSU, indebitamente percepiti dal Comune? e qual'è la prassi da seguire? e che documentazione bisagna produrre? sarei grato a chi potrebbe chiarire meglio la situazione.
 

Oronzo Crescenzio

Membro dello Staff
Ciao la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è il tributo che i Comuni applicano sulla base del costo totale del servizio di raccolta e successivo smaltimento dei rifiuti usando come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine i rifiuti.
Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha stabilito chel’IVA del 10%, normalmente addebitata sulle bollette della tassa sui rifiuti, è illegittima. La Corte di Cassazione, allineandosi con l’orientamento degli altri Paesi dell’Unione europea, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è una tassa e non una tariffa e pertanto non è addebitabile l’IVA.
Tale importante decisione si traduce nella facoltà per i contribuenti di richiedere ai Comuni impositori la restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di imposta sul valore aggiunto (IVA) sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti negli ultimi dieci anni.
Con in mano la prova del pagamento negli ultimi dieci anni della Tarsu sulla quale è stata calcolata la voce IVA al 10% , potrete richiederne il rimborso. Inizialmente è sufficiente, anche con l’aiuto di un legale di fiducia, diffidare l’amministrazione comunale a tale adempimento.Ciao ciao Virgilio. :daccordo: :daccordo: :daccordo: :daccordo: :daccordo: :p :p :p
 

virgilio

Membro Attivo
Professionista
grazie Oronzo,lei mi ha confermato quello che mi avevano detto, il problema resta per le ricevute degli ultimi dieci anni, difficilmente reperibili, a risentirci presto, Ciao.
 

Gatta

Membro Attivo
Puntuale ed ineccepibile la risposta del Guru Oronzo Crescenzio in punto diritto.
Sul piano pratico,se mi è consentito,preciso che occorre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al Servizio Finanziario e Tributi del Comune,indicando il codice contribuente e gli altri estremi indicati in bolletta,chiedendo il rimborso del 27,3% (se non vado errato) di aumento rispetto al dovuto.
Occorre attendere trenta giorni dalla ricezione della raccomandata.
Se il Comune non risponde si può redigere richiesta d'ingiunzione al giudice di pace.
Forse questo post potrà servire agli utenti per la procedura di rimborso che si può presentare senza ricorrere ad alcun legale.
Grazie dell'attenzione.
Gatta
 

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