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  1. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti,
    vi spiego in breve la mia sutuazine: io sono proprietaria del 25% di un appartamento in seguito la successione alla morte di mia madre, mio padre è proprietario al 75% dello stesso appartamento. in questo appartamento vive lui con la nuova compagna (straniera), ma quest'ultima non ha la residenza ne è attualmente sposata con mio padre. Mio padre a espesso il desiderio di lasciare intero appartamento a quest'ultima persona.
    mio padre a 82 anni.
    consideranto l'eta e fatto che io sono l'unica e legittima erede, posso impedire che venda parte dell'appartamento o faccia una donazione a quest'ultima persona?
     
  2. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Per quanto riguarda il tuo 25% sei tu che decidi e tuo padre non può fare nulla.
    Per quanto riguarda il suo 75%, se è capace di intendere e di volere, può farne quello che vuole, venderlo o donarlo.
    In caso di donazione, al decesso di tuo padre, se avviene entro 20 anni dalla donazione, potrai se lo riterrai opportuno e se ci saranno i presupposti, impugnare la donazione e chiedere l'azione di riduzione della stessa con conseguente azione di restituzione del bene (se avrai ragione).
    Però, ribadisco, fino a che tuo padre è in vita, non hai alcun diritto sui suoi beni.
     
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  3. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    allora non è vero come mi hanno detto che avendo superato gli 80 anni, è neccessario il mio consenso per effettuare la vedita o la donazione?
     
  4. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Non mi risulta, ma se trovi qualche riferimento giuridico di prego di farcelo sapere in modo accrescere le conoscenze di tutti noi.
     
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  5. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Il Presidente della Repubblica ha 85 anni e non è "sotto tutela".
    Per impedire che il proprio padre faccia "colpi di testa" unica (e molto difficile da perseguire) possibilità è l' interdizione.

    Si parla di interdizione in tutti quei casi in cui una persona maggiorenne si trovi in situazione di abituale infermità di mente e sia cioè incapace di provvedere ai propri interessi.

    L'interdizione determina una situazione di incapacità legale a compiere atti giuridici identica a quella in cui si trova il minore. Gli atti eventualmente compiuti dall'interdetto saranno pertanto annullabili ad opera del tutore, dello stesso interdetto o dei suoi eredi o aventi causa (art. 427 c.c.).

    La domanda per dichiarare l'interdizione può essere chiesta solo da determinati soggetti.

    Con la sentenza che dichiara l'interdizione viene disposta la nomina un tutore, scelto di preferenza tra il coniuge che non sia separato, il padre, la madre, un figlio maggiorenne o la persona designata con testamento dal genitore superstite, con il compito di rappresentare legalmente l'interdetto e di amministrare il suo patrimonio.
     
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  6. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    quindi io non ho nessuna possibiltà di impedire a mio padre di alienare parte della casa?
     
  7. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    "A posteriori" potresti contestare la vendita, finta, dimostrando il mancato passaggio di denaro ecc. oppure in caso di donazione chiedendo la legittima che ti compete.
    :daccordo:
     
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  8. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    posso almeno impedire di mettere la residenza/domicilio nel appartamento ad altre persone ad esclusione di mio padre, essendo proprietaria del 25%?
    cosa posso fare per evitare che occupino l'appartamento?

    Aggiunto dopo 1 :

    possibile che io come proprietarie del 25% non posso fare niente per impedire che qualcuno altro sfrutti appartamento senza il mio consenso...?
     
  9. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto





    come ti hanno detto gli altri fino a che tuo padre e' in vita, lui puo' fare quello che vuole del suo patrimonio.
    l'unica cosa che ti rimane da fare dopo la morte di tuo padre se ha lasciato
    la sua quota di casa alla sua convivente e la questione non ti va giu' puoi
    rivolgerti ad un avvocato che ti consigliera'.
    una ipotesi e' quella di fare una causa in tribunale per una vendita giudiziale.
    cioe' tu hai il 25% di proprieta' e quello non te lo toglie nessuno.
    la casa verra' venduta all'incanto - asta - e il ricavato sara' diviso,tolte le spese processuali, tra i proprietari in base alle quote di proprieta'.
    amara consolazione, tu non avrai piu' la tua quota di casa ma nemmeno la convivente straniera di tuo padre a meno che', in tribunale, non decida di pagarti la tua quota.
    auguri.
     
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  10. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ma allora io che diritti ho sull'appartamento (proprietaria al 25%), se non posso decidere chi e chi non puo viverci? io non stipulato nessun contratto di usufrutto o di locazione.
    Possibile che non posso fare niente per impedire che godino della mia proprietà?
     
  11. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Probabilmente tuo padre ha un diritto reale di abitazione.

    Il diritto reale di abitazione è un diritto reale minore di godimento su cosa altrui, disciplinato, insieme al diritto reale di uso dagli articoli 1021 e seguenti del Codice Civile.

    Il diritto reale di abitazione è ancora più circoscritto del diritto di uso: ha per oggetto una casa e consiste nel diritto di abitarla limitatamente ai bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia.

    La disciplina codicistica non consente di cedere il diritto in parola ad altri o di dare la casa gravata in locazione.

    Il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza coniugale, spetta anche, in caso di morte di uno dei coniugi, al coniuge superstite, ed essendo considerato un legato "ex lege", si acquisisce immediatamente al momento dell'apertura della successione ereditaria.

    Nota a parte merita invece l'assegnazione della casa coniugale, a seguito di separazione dei coniugi, al coniuge affidatario della prole minore o - dopo le modifiche introdotte dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 - in caso di affidamento condiviso, al coniuge con il quale la prole minore stabilisce la propria residenza abituale. Tale fattispecie, infatti, non integra in capo al coniuge assegnatario un diritto reale di abitazione, ma solo un diritto di natura personale, in quanto disposta unicamente nell'interesse della prole (Cass. Civ., Sez. V, sent. 6192/2007).
     
  12. DX27

    DX27 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ma con questo diritto reale di abitazione, puo senza il mio consenso far nettere la residenza ad altre persone nell'appartamento?
     
  13. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Sì, lui risiedendo.
    :daccordo:
     
  14. GianfrancoElly

    GianfrancoElly Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Per quanto riguarda l'abitare in quella casa credo che tuo padre possa invitare chiunque. Forse potresti chiedere un affitto per il 25% di tua proprietà (bisogna sentire un avvocato). Per quanto riguarda la sua parte tuo padre può venderla a chi vuole. Se muore e lascia in eredità la sua parte bisogna verificare che ciò non superi la parte di legittima, sul totale dell'eredità, che ti spetta per legge
     
  15. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    fino a che tuo padre vive non puoi fare niente. puoi solo andare a vivere anche tu nell'appartamento insieme a tuo padre ed alla sua compagna essendo una comproprieta'. ma immagino sarebbe una vitaccia per tutti voi.
    dopo la morte di tuo padre, se vuoi dare fastidio alla convivente di tuo padre se le ha lasciato in eredita' una quota
    puoi pretendere legalmente di vivere anche tu nell'appartamento dal momento che sei proprietaria di una quota che ti deriva dalla morte di tua madre.
    alla morte di tuo padre hai diritto alla legittima di legge che si aggiungera' alla quota gia' di tua proprieta'.
    tuo padre puo' comunque destinare una quota della casa a chi vuole lui anche alla sua convivente per cui in questo caso, per quote diverse sarete proprietari dello stesso immobile.
    se invece tuo padre dovesse fare una donazione della casa alla sua convivente dovresti rivolgerti, dopo la sua morte, ad un avvocato per far rispettare la tua quota di legittima. ricordati che le donazioni sono delle brutte faccende per chi le riceve se qualcuno poi fa causa.
    in tutti questi casi l'unica possibilita' che ti rimane e' vendere giudizialmente.
    nel caso tuo padre non facesse niente di tutto questo, la casa andrebbe solo a te che sei l'unica legittima erede.
     
  16. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    In sintesi
    Se il papa' si sposasse e non facesse testamento il suo 75% andrebbe cosi in successione :
    Coniuge: 50% eredità + diritto abitazione; Figlio unico o figli : 50% eredità
    In tal caso pertanto si dovrà affrontare anche la questione del diritto di abitazione del coniuge, questione che meriterebbe un approfondimento a parte

    Se invece il papa’ non si sposasse e facesse testamento a Lei spetterebbe comunque il 50% del 75% (legittima) per cui nella peggiore delle ipotesi Lei si ritroverebbe con il 62,5% ( 25%+ 37,5%) e la compagna di sua papa’ con il 37,5%:

    Se il papà non si sposasse e NON facesse testamento (o il testamento impugnato per incapacità fosse annullato) a Lei spetterà l’intero 75%
     
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  17. andreina

    andreina Membro Attivo

    A me pare che, nel caso in cui ci siano dei comproprietari e uno di questi voglia vendere la sua quota, l'altro (o gli altri) abbiano diritto di prelazione nella vendita.
    Ovviamente devi essere disposta a pagare (per il 75%) quello che tuo padre prenderebbe dalla convivente.
    In ogni caso, se tu non vendi la tua parte e lei acquista la parte di tuo padre, credo che tu possa esigere un canone di locazione per la parte che ti compete.
     
  18. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Nell'ipotesi che il padre cedesse o donasse la casa alla convivente senza sposarsi, fatte salve le riserve opportunamente sollevate da coloro che mi hanno preceduto ( impugnazione di atto simulato; impugnazione della donazione) , la situazione di fatto verificatasi (proprietà 75% compagna, 25% a chi ha posto il quesito) imporrebbe l' opportunità dello scioglimento della comunione : Di cio' tratta il codice civile all'
    Art. 1111. Scioglimento della comunione.
    Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
    Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni.
    Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.

    Diritto di prelazione : visto il rimando dell' Art. 1116 ( Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredità, in quanto non siano in contrasto con quelle sopra stabilite) nel caso si applicherebbe l'
    Art. 732. Diritto di prelazione.
    Il coerede (ndr: leggi comproprietario) che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi (ndr: leggi comproprietari) i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi (i comproprietari) hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione .
    ...omissis ....
     
  19. ninetto

    ninetto Membro Attivo

    Ma tu puoi andare ad abitare nel 25% della tua casa?
     
  20. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    RETTIFICO SCUSANDOMI: LE NORME SULLA PRELAZIONE EREDITARIA NON SI APPLICANO ALLA COMUNIONE ORDINARIA:
    L' articolo 1116 c.c. prevede l’ applicazione delle norme pertinenti al diritto successorio solo se non contrastanti con quelle relative alla comunione ordinaria, orbene vista l’ esistenza dell’ art. 1103 c.c., che assicura ai comunisti, al contrario dei coeredi, la libera disponibilità della propria quota, non si può sostenere che l’ art. 732 c.c. possa essere applicato efficacemente alle comunioni ordinarie.

    Art. 1103.
    Disposizione della quota.
    Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota.
    Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV del titolo III del libro VI.
     

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