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uva

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Proprietario Casa
non ho mai chiesto aumenti in nero ne tantomeno chissà cosa.
Dovresti chiarire se nel contratto di locazione (che pare sia della tipologia libero 4 + 4) c'è la clausola che prevede l'aumento del canone in caso di lavori per manutenzione straordinaria sull'edificio.
Come ha scritto @basty nel post n. #16.

Io la scrivo sempre nei contratti 4 + 4, anche se poi in realtà non applico aumenti perché l'interesse legale sulla somma spesa è veramente irrisorio.

Ribadisco che se il locatore ha optato per la cedolare secca non può aumentare il canone, neppure quando il contratto prevede detta clausola.
 

uva

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Proprietario Casa
Copio e incollo l'art. 23 l. 392/1978:

"Quando si eseguano sull'immobile importanti ed improrogabili opere necessarie per conservare ad esso la sua destinazione o per evitare maggiori danni che ne compromettano l'efficienza in relazione all'uso a cui e' adibito, o comunque opere di straordinaria manutenzione di rilevante entita', il locatore puo' chiedere al conduttore che il canone risultante dall'applicazione degli articoli precedenti venga integrato con un aumento non superiore all'interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati, dedotte le indennita' e i contributi di ogni natura che il locatore abbia percepito o che successivamente venga a percepire per le opere eseguite.
L'aumento decorre dalla data in cui sono state ultimate le opere,
se la richiesta e' fatta entro trenta giorni dalla data stessa; in caso diverso decorre dal primo giorno del mese successivo al ricevimento della richiesta.

..........."
 

Glabromondo

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Proprietario Casa
Allora specificarlo che l'aumento lo vuoi applicare perchè sono 8 anni che paga la stessa cifra e non lo trovi più soddisfacente. Se sono 8 anni che sta dentro allora allo scadere del secondo 4ennio gli fai una bella raccomandata (6 mesi prima) con aumento del canone, se gli va bene, altrimenti lascia l'appartamento.
Riferimento Il comma 5 dell'art. 2 della legge 431/1998 dispone che qualora il locatore non comunichi la propria volontà di riottenere la disponibilità del bene locato o di fare proseguire la locazione pattuendo un maggior corrispettivo annuo, il contratto si rinnova automaticamente alle medesime condizioni per un periodo di soli quattro anni, per i contratti liberi, e così di seguito fino a quando il contratto non verrà disdettato.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Copio e incollo il c. 1, art. 2 l. 431/1998 ( che può interessare al locatore @max2019 se il contratto è 4 + 4 e se è ancora in tempo ad inviare disdetta al conduttore rispettando il preavviso di 6 mesi).

....Alla seconda scadenza del contratto, ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto, comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all'altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. La parte interpellata deve rispondere a mezzo lettera raccomandata entro sessanta giorni dalla data di ricezione della raccomandata di cui al secondo periodo. In mancanza di risposta o di accordo il contratto si intenderà scaduto alla data di cessazione della locazione. In mancanza della comunicazione di cui al secondo periodo il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
 

basty

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Proprietario Casa
interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati, dedotte le indennita' e i contributi di ogni natura che il locatore abbia percepito o che successivamente venga a percepire per le opere eseguite.
Secondo voi, le detrazioni previste per interventi sulla facciata (90%) rientrano nella accezione prevista dall'art. sopra citato? Sono cioè considerati contributi di ogni natura , per cui ad esempio si dovrebbe considerare , per l'eventuale aumento, l'interesse sul solo 10% della spesa sostenuta, che rimarrà a carico?
 

basty

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Proprietario Casa
Non mi piace l'esito della risposta, ma ti ringrazio: lo sospettavo; quindi anche in questa discussione si discute del nulla.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Secondo me la risposta è sì, ma ad una condizione: se effettivamente il locatore che ha sostenuto il costo per lavori facciata usufruisce del bonus fiscale 90%.

Se non riuscisse ad usufruirne, anche solo in parte, perché incapiente, allora come si può sostenere che ha "percepito" dei "contributi"?
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Secondo me la risposta è sì, ma ad una condizione: se effettivamente il locatore che ha sostenuto il costo per lavori facciata usufruisce del bonus fiscale 90%.

Se non riuscisse ad usufruirne, anche solo in parte, perché incapiente, allora come si può sostenere che ha "percepito" dei "contributi"?
Convengo con te, e con la risposta "tecnico/teorica" di @Nemesis: nella pratica credo sia pressoché impossibile anche un eventuale controllo incrociato.
Inoltre sono veramente rare le occasioni per cui varrebbe la pena applicare l'aumento; (cosa che non ho mai fatto, pur riportando ad ogni evenienza, la dicitura...)
In condominio non vale di solito la pena: lo sarebbe in una palazzina mono-bifamiliare se capitare di dover rifare il tetto, considerando che la spesa non verrebbe ripartita su molti proprietari.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Convengo con te, e con la risposta "tecnico/teorica" di @Nemesis:
Avevo interpretato la risposta di @Nemesis un sì incondizionato.
Mentre a mio parere occorre distinguere: non tutti i contribuenti hanno capienza per usufruire dei bonus fiscali, e non per tutti i 10 anni.
Se il Condominio che ha deliberato i lavori della facciata non vuole/non può chiedere/ottenere lo sconto in fattura dall'Impresa, magari qualche condòmino perde il bonus e non "percepisce" alcun vantaggio.
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
che il locatore abbia percepito.
Appunto.
Come può oggi il condòmino/locatore sapere con certezza ciò che "percepirà" negli anni futuri?
Se per uno o più anni (fino ai 10 sui quali si spalma la detrazione) è incapiente, la quota bonus fiscale di quell'anno è persa.
 

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