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  1. bruna valenti

    bruna valenti Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    sono figlia di primo matrimonio. mio padre, rimasto vedovo, si risposa in regime di separazione dei beni e acquista un appartamento intestato solo a lui. con la seconda moglie ha un'altra figlia.

    muore e l'eredità viene suddivisa 1/3 ciascuno alle eredi: io, la matrigna e la sorellastra.

    la matrigna acquisisce il diritto di abitazione della casa coniugale e io che sono proprietaria per un terzo, penso di avere diritto ad un contributo per l'utilizzo di una mia proprietà, considerato che non ho nessun legame parentale e tantomeno affettivo con la matrigna.

    desidero un parere. grazie
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Il diritto di abitazione fa si che la moglie di tuo padre non ha il dovere di pagare alcunchè fino al soddisfo di quanto prevede l'art. 1022 del codice civile che regola in materia.
     
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  3. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Corretta la risposta, ma non il rinvio normativo.
    La disposizione cui far riferimento e' l'art.540 del Cc che al 2' comma cosi' dispone:
    "Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli".

    L'art.1022 riguarda il diritto d' uso in generale.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 26 Marzo 2015
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Riguarda il diritto di abitazione. È l'art. 1021 c.c. che riguarda il diritto d'uso.
     
  5. bruna valenti

    bruna valenti Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    vi ringrazio delle risposte ma non ho capito chiaramente andrò a leggere l'art 1022 e 1021 c.c. e anche il 540. mi pare comunque che la risposta al mio quesito sia negativa.
    cosa vuol dire: "fino al soddisfo di quanto prevede l'art. 1022". adesso li vado a leggere grazie comunque della gentilezza.
     
  6. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Risposi a @salves che citava l'art.1022; non un errore se parlai di diritto d'uso in generale: ciò per distinguere tal diritto (che è un diritto d'uso su immobile con destinazione d'abitazione) dall'altro dir. d'uso sull' abitazione avente invece natura successoria (ex art.540)
    Suvvia è alquanto grandicello, non faccia il bambino che colto con le mani nella marmellata....
    P.S. E non chiami la maestra.....
     
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  7. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Certo la risposta è negativa: il diritto d'uso dell'abitazione non può essere da lei limitato, nè se ne può chiedere un controvalore adducendo che grava su una parte della proprietà da Lei ereditata; lei ha ereditato una quota gravata da un onere disposto per legge. Lasci perdere l'art.1022 è specifico per altra ipotesi, non consideri nemmeno l'art.1021. Unico riferimeno l'art.540CC
    "Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli".
    Saluti.
     
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  8. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    A chiunque si risponda, se si afferma che l'art. 1022 c.c. riguarda il diritto d'uso, si compie un errore. Ora puoi pulirti le dita imbrattate di marmellata.
     
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  9. bruna valenti

    bruna valenti Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    chiarissimo. grazie
     
  10. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Invece non lo deve lasciar perdere. Poiché quell'articolo specifica quali siano i diritti dell'habitator. Sia se quel diritto gli sia stato attribuito con un atto inter vivos o mortis causa, sia se gli derivi in forza del prelegato ex art. 540, comma 2 c.c., come nella fattispecie in discussione.
     
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  11. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    :stretta_di_mano::applauso:La tigre ha colpito ancora? martin per un punto a perso cappa
     
  12. bruna valenti

    bruna valenti Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    non devo lasciar perdere l'art. 1022? e quindi? credo sia una discussione tra di voi, per quanto mi riguarda ha capito che non posso chiedere nulla alla vedova di mio padre, che ha un diritto acquisito.
     
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  13. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    diritto di abitazione, e rimane tale fino alla sua dipartita, la quale si paga tutte le spese di IMU e resto
     
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  14. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Spese straordinarie? Le sostiene il coniuge superstite? Vendita della casa coniugale? Può vendere da sola? E intascarsi il ricavato senza dividerlo con nessuno?
     
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ex art. 1025 c.c., "chi ha il diritto di abitazione e occupa tutta la casa è tenuto alle spese di coltura, alle riparazioni ordinarie e al pagamento dei tributi come l'usufruttuario.
    Se non raccoglie che una parte dei frutti o non occupa che una parte della casa, contribuisce in proporzione di ciò che gode
    ".
    Nella presente discussione, la matrigna, oltre a essere titolare del diritto di abitazione, è anche comproprietaria.
    Infatti i diritti d'uso e di abitazione riservati al coniuge ex art. 540, comma 2 c.c. gli spettano in aggiunta alla quota di legittima a cui ha diritto.
    Pertanto può vendere la sua quota di comproprietà. Nel caso volesse cedere la sua quota o parte di essa a estranei, dovrà osservare le norme riguardanti la prelazione spettante agli altri coeredi (art. 732 c.c.).
     
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  16. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Ha colto bene,
    la sua affermazione nell'evidenziato in bleu è quanto le interessa.

    Lasci perdere il resto della discussione, non fa che ingenerare confusione.
    L'unico motivo per cui viene svolta è per aver ripreso @Nemesis in altre occasioni.
     
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  17. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    @Nemesis
    Il suo delirio, di voler riprendere ad ogni costo il sottoscritto, trae in inganno chi ha posto il quesito iniziale ed abbisogna invece di non essere confuso.
    Lei fa tutto ciò:

    1) Riportando malamente le norme di diritto sostanziale:
    Errato!
    Il coerede, per comprendere il peso gravante sulla propria quota, non deve riferirsi all'art.1022 CC.
    - perchè tal disposizione disciplina il solo diritto di abitazione
    - perchè al coniuge superstite spetta non solo il diritto di abitazionesulla casa familiare, ma anche il diritto di uso sui mobili che la corredano.
    Sprovveduto il coerede che Le si affidasse: con l’errato rimando all'art.1022CC si priverebbe di una parte del proprio diritto (definito nell'art.540CC).
    Già in altra sede le dissi di non ingenerare danno: non perseveri....

    2) Confondendo un istituto giuridico con una pronuncia della giurisprudenza:
    Non si limiti ad un banale e superficiale copia/incolla, ma indichi i precisi estremi della questione. Da lungo tempo si dibatte, in dottrina e giurisprudenza (con ciò dimostrando come il legislatore nulla abbia sancito), su quale sia la natura dei diritti riconosciuti ex art.540CC ; di recente con Cassazione Sezioni Unite n. 4847 del 27 febbraio 2013 si è espresso tal orientamento:
    “il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall’asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest’ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell’attribuzione dei suddetti diritti, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato
    Se quindi proprio intende far bella figura, dimostrando la sua padronanza nella materia, provi almeno a citare nei termini il dispositivo e senza falsarne il valore. Affermare, come da lei fatto, l’esistenza di un prelegato non è giuridicamente corretto; infatti, non a caso i giudici hanno sancito che il tutto si configuri con un meccanismo assimilabile al prelegato (il che significa che prelegato non c’è).
    Avesse scritto tutto ciò una massaia, avrei bonariamente compreso; da un esperto del diritto, qual lei è, lecito invece attendersi ben altro....
    Ad maiora.
     
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  18. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il coerede deve sapere (anche) che cosa sia permesso fare all'habitator (altro coerede), ex art. 1022, che quindi è opportuno che conosca.
    Quindi è altrettanto opportuno che conosca anche l'art. 1021 c.c.
    Le quali cose (conoscere che cosa prevedano i due articoli 1021 e 1022 c.c.) avevi improvvidamente sconsigliato di verificare.
    Sì, certamente. Nel frattempo, finirai il primo vasetto di marmellata.
     
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  19. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    In realtà è un colpo a salve...che metaforicamente è come sparare alla Luna andando a caccia di Leoni.

    Una persona che abbia un minimo di comprensione della lingua italiana non necessita di leggere gli Art. 1021-1022 e/o seguenti del CC per capire cosa possa singificare il "diritto di abitazione".
    Basta l' art. 540 per capire di cosa può disporre il coniuge superstite in qualità di erede limitatamente all' immobile di residenza.

    Dispositivo dell'art. 540 Codice Civile
    FontiCodice CivileLIBRO SECONDO - DELLE SUCCESSIONITitolo I - Disposizioni generali sulle successioni (Artt. 456-564)Capo X - Dei legittimariSezione I - Dei diritti riservati ai legittimari
    A favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell'altro coniuge, salve le disposizioni dell'articolo 542 per il caso di concorso con i figli (1) [548 c.c.].
    Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare (2) [144 c.c.] e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni (3). Tali diritti gravano sulla porzione disponibile [556 c.c.] e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli (4) [566 c.c.].

    Note
    (1) Se al de cuius succede solo il coniuge (in assenza di figli), a questo spetta 1/2 del patrimonio.
    Qualora vi sia concorso tra il coniuge e i figli, si applicano le disposizioni di cui all'art. 542 del c.c.: in presenza di un solo figlio a questo e al coniuge spetta 1/3 del patrimonio ciascuno, se vi sono più figli a questi spetta 1/2 del patrimonio (da dividere in quote uguali tra i figli) e al coniuge 1/3.

    (2) Per casa si intende quella abitata in maniera prevalente e duratura dalla famiglia. Restano, pertanto, escluse le seconde case.
    La norma non si applica al coniuge separato, in quanto in tal caso difetta il requisito della coabitazione.

    (3) Dubbio è se il diritto spetti anche sugli immobili in comproprietà con terzi.

    (4) I diritti d'uso e d'abitazione spettano al coniuge superstite in aggiunta alla quota di legittima a cui ha diritto in base agli articoli 540, 542 e 544 del c.c.. Il valore di tali diritti deve essere scomputato dall'asse ereditario prima di procedere alla divisione dello stesso in quote, con un meccanismo simile a quello previsto per il prelegato.

    Da:
    Art. 540 codice civile - Riserva a favore del coniuge - Brocardi.it
     
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  20. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No. Poiché l'art. 540 riserva quei diritti, ma non specifica che cosa si possa fare e che cosa non si possa fare con quei diritti. Per esempio, che l'habitator può abitarla limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.
     
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