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Ciak

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Siamo due coniugi in regime di separazione dei beni. Attualmente possediamo due piccoli appartamenti in due comuni diversi. Stiamo acquistando una nuova casa più grande nello stesso comune in cui io possiedo la mia prima casa. Vorrei intestare la nuova casa soltanto a me, ma per equità vorrei vendere la mia prima casa a mia moglie senza effettuare donazioni anche perché i costi calcolati dal notaio per le 2 compravendite lo consentono (io compro la nuova come prima casa e la casa che vendo a mia moglie come seconda casa ha una rendita catastale molto bassa). Il notaio ci ha detto che è possibile purchè la compravendita avvenga con effettivo trasferimento di denaro. L'unico problema è che abbiamo un c/c cointestato attualmente alimentato dai nostri due stipendi. Se mia moglie acquista trasferendo il denaro (con assegno o bonifico) dal c/c cointestato a un conto intestato soltanto a me ci sono problemi? Quando effettuiamo dei pagamenti risultiamo entrambi e non vorrei che sembri che mia moglie ha acquistato con i miei soldi.
 

Carlo27

Membro Attivo
Proprietario Casa
Avevo anch'io formulato questa domanda al forum, soltanto che invece che cointestato al coniuge il conto è in delega al figlio (che può staccare gli assegni), ma non ho mai ricevuto risposta.
Ho chiesto alla banca, mi hanno detto che per delega sarebbe meglio di no (pur non sapendo spiegarmi il perchè), ma se cointestato non ci sono problemi, contabilizzano l'uscita dell'assegno e l'entrata. Sarebbe assurdo che non si potesse.
Da parte notarile mi hanno detto che non ci sono problemi.
Informati anche tu presso la banca e il notaio, e fammi sapere.
 

Carlo27

Membro Attivo
Proprietario Casa
Secondo alcuni non è neanche necessaria l'operazione di uscita ed entrata dell'assegno nello stesso conto. Dicono che può bastare la registrazione dell'assegno nel rogito, ma che non esiste un obbligo di incasso da parte del venditore.
Cioè, in generale, per ogni acquisto di qualunque cosa, l'acquirente emette un assegno coperto, e lui è a posto. Il venditore se non lo versa sono affari suoi, non commette nessun illecito. Danneggia solo se stesso.
 

Ciak

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Grazie mille. Mi confermate che vendendo il piccolo appartamento a mia moglie posso acquistare l'altro (nello stesso comune) come prima casa (visto che siamo in regime di separazione dei beni)? Mi sembra di aver letto una discussione simile ma non riesco a trovarla.
 

Seth

Membro Junior
Proprietario Casa
la casa che vendo a mia moglie come seconda casa ha una rendita catastale molto bassa). Il notaio ci ha detto che è possibile purchè la compravendita avvenga con effettivo trasferimento di denaro.
...
Se mia moglie acquista trasferendo il denaro (con assegno o bonifico) dal c/c cointestato
...
Riprendo questa vecchia discussione per chiedere conferma ai forumisti...
Confermate che, in caso di cessione tra coniugi di seconda casa di valore catastale assai basso, conviene la compravendita anziché la donazione, nonostante il risparmio fiscale della donazione (3% anziché 9%+100€, se non erro), per via della teorica impugnabilità della donazione che creerebbe difficoltà in caso di futura vendita o mutuo?


Secondo alcuni non è neanche necessaria l'operazione di uscita ed entrata dell'assegno nello stesso conto. Dicono che può bastare la registrazione dell'assegno nel rogito, ma che non esiste un obbligo di incasso da parte del venditore.
Cioè, in generale, per ogni acquisto di qualunque cosa, l'acquirente emette un assegno coperto, e lui è a posto. Il venditore se non lo versa sono affari suoi, non commette nessun illecito. Danneggia solo se stesso.
È confermato anche questo? Il coniuge fa un assegno da registrare al rogito, l’altro coniuge non lo incassa, e tutto a posto sia con il fisco sia con l’antiriciclaggio? Il denaro di provenienza peraltro in questo caso è cointestato ai coniugi.
O è preferibile che l’assegno sia incassato per salvare le forme?
(poi alla fine i soldi finiranno sempre al ménage familiare, di fatto)
 

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