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  1. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    buon giorno a tutti ,ho saputo che se si vende una casa prima dei cinque anni dal rogito,senza averla abitata con residenza,comporta la tassazione della plusvalenza. cosa significa? grazie
     
  2. Manuela Fragale

    Manuela Fragale Nuovo Iscritto

    Re: no residenza e vendere entro 5 anni

    Vendendo la casa che avrebbe dovuto essere "prima casa" e che non è stata mai abitata, Lei realizzerà un guadagno. Tale guadagno è definito "plusvalenza " ed è tassato in percentuale.
     
  3. simo

    simo Ospite

    La plusvalenza è tassata con una percentuale fissa del 20%.
     
  4. lacca78

    lacca78 Nuovo Iscritto

    questa tassa riguarda tutte le abitazione vendute entro cinque anni dal rogito di acquisto, e non solo la prima casa....
    si deve fare attenzione inoltre perchè i cinque vengono calcolati dal rogito di acquisto alla successiva impegnativa, quindi per pagare la tassa secondo alcuni giuristi è sufficente il solo preliminare registrato senza la necessità di fare un atto notarile.
     
  5. Andrea Sini

    Andrea Sini Membro dello Staff

    Professionista
    La plusvalenza è la differenza del valore di vendita rispetto al valore di acquisto. Quella differenza, se esiste, viene tassata in misura del 20% che si paga nella denuncia dei redditi.
    In pratica se si vende allo stesso prezzo che si pagò a suo tempo per l'acquisto non c'è plusvalenza.
    Saluti
    Andrea
     
  6. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Il guadagno che si realizza con la vendita della casa rientra nella categoria
    dei “redditi diversi” ed è quindi soggetto a tassazione.
    Infatti, quando dalla cessione della casa deriva una plusvalenza, che
    equivale ad una differenza positiva tra il corrispettivo percepito nel
    periodo d’imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del
    bene ceduto, aumentato dei costi inerenti il bene stesso, si realizza un valore.
    Questo valore, se derivante da una cessione a titolo oneroso di una casa acquistata o costruita da non più di 5 anni, è considerato come uno dei redditi appartenenti alla categoria “redditi diversi” e, come tale, assoggettato a tassazione con le normali aliquote IRPEF.
    Fanno eccezione a tale regola:
    - gli immobili pervenuti per successione;
    - quelli ricevuti in donazione, se, con riferimento alla persona che ha donato l’immobile, sono trascorsi
    5 anni dall’acquisto o costruzione dello stesso;
    - le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto (o la
    costruzione) e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.
    L’IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLE PLUSVALENZE
    In materia di tassazione di queste plusvalenze, a partire dal 2006 è stato introdotto un sistema alternativo
    a quello vigente. Infatti, il venditore ha ora la facoltà di chiedere all'atto della cessione, con
    dichiarazione resa al notaio, che sulle plusvalenze realizzate sia applicata un’imposta sostitutiva di
    quella sul reddito.
    ATTENZIONE
    Sulle plusvalenze realizzate con le cessioni poste in essere fino al 2 ottobre 2006, si applica l’aliquota dell’imposta
    sostitutiva del 12,5%.
    Il decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006 ha elevato tale aliquota al 20%.
    Il notaio stesso provvederà all'applicazione ed al versamento dell'imposta sostitutiva, ricevendo
    immediatamente dal venditore il relativo pagamento, e comunicherà all'Agenzia delle Entrate i dati
    relativi alla compravendita.
    La tassazione descritta (imposta sostitutiva ) non può essere chiesta dal cedente quando oggetto di
    cessione é un terreno su cui sono stati eseguiti lavori di lottizzazione o un fabbricato costruito sul
    terreno stesso.
    Da : http://www.agenziaentrate.it/wps/wc...ERES&CACHEID=b4d05500426dcec8adebbfc065cef0e8
    :daccordo:
     
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