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  1. islabonita

    islabonita Membro Junior

    Buongiorno,
    martedi' dal notaio ho acquistato due cantine così composte: cantina 1 composta di un vano, la seconda composta di due vani contigui separati da un tramezzo posticcio. mentre l' accatastamento del primo locale risulta corretto, per il secondo locale, quello composto dai due vani, compare sulla piantina allegata solamente uno dei due vani di circa 4,5mq da noi rilevati metro alla mano, ma la metratura dichiarata sull' atto corrisponde alla somma dei due vani! Naturalmente d'accordo con il venditore per l' acquisto dei due vani contigui che compongono l'oggetto della compravendita mi trovo ora invece con solo la metà circa dell' immobile. Posto che io non ho controllato il rilievo, ma ho ben ascoltato la lettura da parte del notaio che indica la metratura totale corretta, ed essendo il venditore persona da me conosciuta e stimata mi sono fidata di quanto da me udito che corrispondeva a quanto ero inenzionata a comprare.La mattina successiva, accortami dell' errore e consultato il venditore d'accordo con me sull' evidente incongruenza del rilievo catastale effettuato dal loro geomentra ho provato a parlare col notaio chiedendo di sospendere l' atto. Non è stato possibile e ieri il notaio mi ha consigliato di pagarmi un altro geomentra che rifaccia il rilievo correttamente facendo corrispondere alla metratura già dichiarata l'effettiva disposizione dei vani e di fare un atto integrativo a mie spese, aggravando quindi il costo di tutta la transazione e non rendendo più interessante l'acquisto della medesima. Come posso tutelarmi e far valere i miei diritti? il geometra che ha palesemente sbagliato il rilievo dei locali ha responsabilità? E il notaio che dichiara la vendita di 9 metri quando non sono neppure cinque ha anche lui responsabilità?Devo rivolgermi ad un avvocato? qualcuno ha avuto esperienze simili? grazie per l' aiuto!!
     
  2. Andrea Sini

    Andrea Sini Membro dello Staff

    Professionista
    Con queste informazioni mi viene da dire: se in atto si parla di m2 9 e la planimetria catastale indica un vano che corrisponde a tale superficie, mi sembra evidente che tu abbia acquistato il locale grande.
    Il muro divisorio che tu dici essere posticcio prbabilmente lo è.
    Il locale a fianco ha un altro accesso immagino, anche questo è posticcio.
    Verificate catastalmente se esiste un proprietario per l'altro pezzo di cantina, ma mi ripeto se la planimentria catastale di quel vano riporta n ambiente di m2 9, si abbatte i lmuro e il gioco è finito. Voi aveta acquistato tutto il vano originario.
    Ho estremizzato ma la verifica catastale è importante anche se il catasto non è probatorio, però verificando l'esistenza di un altro atto di rogito che ha per oggetto l'altro vano cantina saprete se siete tranquilli o no.
     
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  3. islabonita

    islabonita Membro Junior

    purtroppo esiste una altro atto di rogito per il secondo vano. Ho letto le nuove disposizioni dell' agenzia del territorio riassunte qui sul forum che riporto:" Forse non tutti sanno che dal 1 luglio u.s.gli immobili vanno venduti "a perfetta regola d'arte".
    Cosa significa?
    Il Consiglio Nazionale Notarile è preciso sul punto. Queste le tre regole.
    1.Identificazione catastale del bene,senza la quale il contratto è nullo.
    2.Occorre un preciso riferimento alla planimetria depositata al catasto.
    3.Il venditore deve dichiarare (attenzione) che l'immobile è conforme ai dati catastali ed alle planimetrie. Ove non voglia assumersi delle responsabilità potrà avvalersi dell'opera di un tecnico abilitato che si accollerà tutti i rischi in caso di non conformità.
    Un inciso:laddove si siano effettuati dei lavori in casa tali da mutare la destinazione della superficie (si pensi ad un secondo bagno o,caso frequente,alla costruzione di una veranda),è necessario effettuare -ante rogito - la variazione catastale con conseguente variazione della rendita."

    Nel nostro caso l' imperizia è del venditore e del suo geometra che ha sbagliato l' accatastamento presentando un rilievo di un solo locale ma comprendente la metratura dei due locali affiancati. ora il geometra, il notaio, i venditori fanno gli gnorri, dicendoci che ci dobbiamo pagare noi atto integrativo e spese, ma noi non riteniamo giusto. Cosa ci consigliate? dobbiamo rivolgerci ad un legale oppure al notaio e fargli leggere queste righe estrapolate dal forum e farci annullare l'atto?
    grazie
     
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  4. Andrea Sini

    Andrea Sini Membro dello Staff

    Professionista
    Verificate prima cosa risulta in comune. Poi ne parliamo.
    Di fatto tu hai comprato un locale grande, che comprende gli attuali 2 vani, giusto.
    Considera che il venditore (o il suo geometra) ha delle responsabilità civili e penali in quanto nel rogito deve aver dichiarato che il bene oggetto dell'atto è conforme con i permessi comunali, il catasto e la realtà.
    Sei in una botte di ferro quindi. Puoi decidere quello che vuoi.
    Se ti interessa il locale vediamo di capire bene le carte poi si decide il dafarssi, diversmanete si può chiedere la nullità dell'atto ...
     
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  5. islabonita

    islabonita Membro Junior

    ti ringrazio molto per il supporto ....ora vado in comune a chiedere info a loro, poi se non ti spiace riaggiorno la storia!!
     
  6. Andrea Sini

    Andrea Sini Membro dello Staff

    Professionista
    OK. Attendo curioso.
     
  7. islabonita

    islabonita Membro Junior

    allora, torno ora dal comune. il tecnico mi ha detto che a loro non risulta nulla in quanto non sono mai state fatte opere e quindi non esiste documentazione. Per il comune fa' fede il catasto. Ho chiesto al tecnico cosa farebbe lui al mio posto (sono consigliere comunale in questo piccolo paesino dove ci conosciamo tutti) e mi ha risposto che a lui pare strano che il notaio non abbia annullato, il geometra che ha effettuato l' errato accatastamento deve rispondere del danno causato e assorbire i costi. Fra l' altro sono certa che questo geometra (ottantenne) non sia mai entrato nella famigerata cantina....
    Pensavo di farmi quantificare il costo di eventuali atti integrativi del notaio (laido) e poi far scrivere una lettera dall' avvocato....sempre che bonariamente non risolviamo. Mi domandavo il termine entro il quale si puo' richiedere l 'annullamento del rogito, perchè non vorrei che qualcuno si divertisse a farmi perdere tempo prezioso....
    Andrea, tu che ne pensi?
    ps. grazie dell' aiuto prezioso, non capiterai per caso in queste zone (estremo ponente ligure)????
    mi piacerebbe farti assaggiare il nostro olio!!! (che vorremmo tenere in questa cantina....)
     
  8. Andrea Sini

    Andrea Sini Membro dello Staff

    Professionista
    Grazie per l'aggiornamento.
    1) Anche se non sono stati fatti dei lavori il Comune deve avere l'ultimo pregetto licenziato, sia pure la Concessione edilizia di quando fu costruito lo stabile. Non possono non avere nulla. La casa esiste quindi in COmune deve risultare.
    2) IL geometra è sicuramente responsabile del suo operato, forse avrà anche un'assicurazione.
    3) Non sono a conoscenza di termini di prescrizione per un fatto simile ma a buon senso credo che non ci siano
    4) Prova con un accordo bonario che è sempre la migliore strada (come si dice il paese è piccolo e la gente mormora:shock:) alla fine vedrai che in venditore o ha ignorato la cosa per superficialità o peggio ne era a conoscenza ma era in mala fede, ci ha provato, magari perchè l'altro pezzo di cantina è in uso ad altri.:rabbia:
    Rettifica dell'atto.
    Tu non devi in teoria spendere una lira, acua un Euro. Se vuoi tenere buoni rapporti con tutti vito la carica che ricopri proponiti per contribuire ad una quota delle spese. Concordo sulladecisione di farti assistere da un legale.
    Grazie per l'invito. Forse in futuro, chissà!
     

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