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basty

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Proprietario Casa
Ho letto una descrizione della differenza tra collazione e riunione fittizia: figuratevi se non mi sono sorte altre domande.

Mi pare di aver capito che la riunione fittizia abbia quasi solo lo scopo di determinare la quota disponibile. E questo mi sembra il primo passo.

Ma poi cosa succede? Se fosse stata lesa la legittima scatterebbe la collazione o imputazione? Le donazioni pregresse sono state fatte con dispensa?
 

vittorievic

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Proprietario Casa
non capisco la ricostruzione fittizia del patrimonio del de cuius mettendoci anche beni che non possano essere collazionati.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
non capisco la ricostruzione fittizia del patrimonio del de cuius mettendoci anche beni che non possano essere collazionati.
Perché nel nostro Diritto si è assunto che qualsivoglia donazione (parentale) sia un anticipo dell'eredità...tanto che è ritenuto ben rara la possibilità di donazioni ad estranei.
Non condivido tale "assioma"...ma ce lo dobbiamo tenere.

Quanto ai beni non "collazionabili" se ne tiene comunque conto...anche se andrebbero fatti dei distinguo.

Non andrebbe neppure dimenticato che una donazione diventa "definitiva" decorsi 20 anni...ma in certi casi anche meno.
 

Nemesis

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Proprietario Casa
Infatti, non sono soggette a collazione le donazioni fatte dal defunto al discendente che succede per rappresentazione. Deve conferire ciò che è stato donato all’ascendente. Ma il nipote ex filio che concorre alla successione non in quanto rappresentante del proprio ascendente, è tenuto alla collazione dei beni a lui donati.
 
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Franci63

Membro Storico
Proprietario Casa
Proprio la ciliegina sulla torta...ma perchè un testamento "falso" quando gli unici eredi erano i 2 genitori ed il fratello?
Mi "tocca" spiegare nel dettaglio, per esaudire curiosità che comprendo, anche se non c'entrano con la questione principale, perché gia superate dai fatti, per scelta.
Così capirai meglio (spero).
La situazione è decisamente complessa (morti, premorti, permute e cessioni...) ...ma con una verità "a rate" diventa difficile dare un risultato.
Complessa, ma senza rate; la questione è la composizione dell'asse ereditario.
Quindi entrambi i figli sono premorti al capostipite (alias tuo consuocero)???!!!

Mettiamo dei nomi per non fare confusione:

Amedeo (capostipite ed attuale decuius) + Anna (sua moglie)

Fabio (figlio) + Laura (moglie) + Fabiola (nipote del capostipite)

Francesca (figlia)


Siccome scrivi che gli immobili di Francesca sono tornati (esclusi i venduti) ai genitori intendi che Fabio era deceduto prima di Francesca?
Sto ai tuoi nomi;
Capostipite ; Amedeo(de cuius attuale)+ Anna
Fabio (figlio, deceduto nel '94)+Laura(moglie, cioè mia sorella)+Fabiola(nipote del capostipite)
Francesca (figlia del de cuius, morta nel 2012).

Tra Francesca e Laura, i rapporti sono stati tesi fin dalla morte di Fabio, quando Fabiola era una bambina.
Mentre, fino alla morte di Francesca, erano ottimi tra Laura , Fabiola, Amedeo e Anna.
dopo due mesi dalla morte di Francesca, morta senza aver fatto testamento, è saltato fuori un testamento falso (lo so per certo, sono andata a prenderne visione in Tribunale, la scrittura non era la sua).
Amedeo e Anna hanno ammesso di aver fatto questo falso, per evitare che Fabiola ereditasse dalla zia, insieme a loro.
Fabiola, ormai maggiorenne, che non voleva ereditare dalla zia ( e si era gia informata per rinunciare, sapendo inizialmente che non c'era testamento), si è sentita tradita dai nonni, e non li ha più voluti vedere.
Fabiola non ha impugnato il testamento falso, perché non voleva mettere in difficoltà i nonni "falsari".
Ora però Fabiola vuole avere quello che le spetta dell'eredità dei nonni, in rappresentanza del suo papà prematuramente morto.
Sono anni che seguo mia sorella in questa telenovela, molto dolorosa .
Il mio dubbio era sulla composizione dell'asse ereditario, per calcolare la legittima, e far si che Fabiola riceva la sua quota.
Il testamento di Amedeo, sostanzialmente, dice che lascia a sua moglie la quota disponibile, specificando che due appartamenti vanno a lei, due box a Fabiola ( ovviamente di valore ben inferiore alla metà di quelli per Anna) e, se la legittima è lesa , deve avere soldi e non gli immobili destinati ad Anna.
Ma soldi non ci sono, solo polizze vita piuttosto sostanziose, di cui Anna è la beneficiaria ( e non cadono in successione).

Altre domande ?
 
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basty

Membro Storico
Proprietario Casa
Ma soldi non ci sono,....
Chiarito il metodo, rimane il non banale problema di stabilire il valore “attuale” delle donazioni “allora” fatte: che deve essere condiviso.
A questo si aggiunge un ulteriore nodo (almeno per quanto ho capito): il testamento del de cuius vincola la destinazione degli immobili “relitti”, la legittima sembra lesa (non conosciamo le donazioni anticipate) ma non ci sono liquidi che cadono in successione: presumo che Anna dovrà trarli dal proprio patrimonio, o dai premi ricevuti dalla liquidazione delle polizze.

Non sarà soluzione rapida: e presumo Anna non sia giovane. E anche lei non si porterà nell’al di là il patrimonio.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Mi "tocca" spiegare nel dettaglio, per esaudire curiosità
Nessuna "curiosità morbosa" ma solo l'esperienza che senza un quadro completo della situazione si rischiano risposte inutili e che l'essere coinvolti spesso fa dimenticare particolari importanti.

Primo punto) tua nipote vuole ora difendere i "diritti" che la Legge gli riconosce dopo aver ignorato un fatto "grave" ...e questo è poco comprensibile specie se la nonna non ha altri eredi legittimari di grado più "ravvicinato".
È determinata ad affrontare anche una "causa" per ottenere ragione?

Poi proseguo.
 

basty

Membro Storico
Proprietario Casa
La domanda riguardava il tecnicismo di calcolo della legittima, non i comportamenti più opportuni o convenienti.
In tema di eredità, entrano in gioco i sentimenti, non dovresti dimenticarlo.

Per questo sostengo sempre che il testamento è uno strumento che in presenza di legittimari, genera spesso solo danni
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Secondo punto)
Quindi alla nipote dovrebbe andare una quota equivalente ad un terzo dell'asse ereditario, calcolato comprendendo beni, tutte le donazioni ( alla figlia premorta, al figlio premorto, e a terzi ) ed eventuali debiti, meno le donazioni ricevute dal padre premorto ?
Parlavi di pluralità immobili donati e anche qui occorre fare delle distinzioni...specie alla luce del tempo decorso dalla morte di tuo cognato (Fabio) e di quanto riportato in Rogito per quelli inquadrabili come "donazione indiretta".

Se la sintesi della domanda è: su quale valore assegnare all'immobile oggetto di collazione allora la risposta è: quella del valore al momento dell'apertura della successione.

Ma ritengo riduttivo esemplificare tutto solo a questo problema perchè la pluralità di azioni svolte può causare l'applicazione di valori importi ben diversi se si arriva ad una "causa".

Vista la "delicatezza" della questione e la giusta voglia di "riservatezza" non mi fermerei ad un parere "virtuale".
 

Franci63

Membro Storico
Proprietario Casa
Nessuna "curiosità morbosa"
Infatti morbosa non l'ho scritto io, anzi.
e che l'essere coinvolti spesso fa dimenticare particolari importanti.
Da qui la mi crisi di ignoranza.. ;)
tua nipote vuole ora difendere i "diritti" che la Legge gli riconosce dopo aver ignorato un fatto "grave" ...e questo è poco comprensibile specie se la nonna non ha altri eredi legittimari di grado più "ravvicinato".
Mi nipote desidera ereditare il giusto dal nonno.
Non ha ignorato il falso testamento; ha deciso consapevolmente di non agire per l'eredità di una persona che per lei era quasi una sconosciuta.
È determinata ad affrontare anche una "causa" per ottenere ragione?
Forse, dipende dalle risposte che ci daranno notaio e avvocato di famiglia.
Si tende più a trovare un accordo, usando la possibile causa come "leva" per spingere in quel senso.
Non c'è fretta .
 

vittorievic

Membro Assiduo
Proprietario Casa
se mi posso intervenire direi che la esistenza in vita di entrambi i genitori di "Francesca" al momento della sua morte senza testamento stoppava l'ingresso tra gli eredi legittimi di "Fabiola" in rappresentanza del proprio padre "Fabio" premorto alla sorella "Francesca". Quindi non capisco la mossa di redigere un testamento apocrifo: forse si voleva cristallizzare lo scambio di appartamenti?
 

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