Ma il Comune non è stato di quel parere…..
Il tecnico comunale può interpretare i rapporti illuminanti e areanti; bisogna soltanto accertare cosa dice sugli ambienti accessori e di servizio, e se come giaà detto nei miei precedenti, allora il problema si può risolvere, soltanto con piccoli accorgimenti. In definitiva, bisognerebbe guardare cosa hanno fatto, i documenti presentati in comune ed i calcoli effettuati. Per tutto il resto può anche darsi che non tutti conoscano alcuni artefizi che permottono di risolvere problemi igienico sanitari.
 
Appunto, artifizi: cioè una presa in giro sia dalla PA che dai tecnici.
Artefizi non vuol dire inganni, ma semplici sistemi che permettano di raggiungere lo stesso risultato, rimanendo tutto lecito e chiaro ...
Se non si è del settore, non è facile capirne i meccanismi ... così come non bisognerebbe pronunciarsi se non si conoscono i campi di applicazione.
 
Se non si è del settore, non è facile capirne i meccanismi ... così come non bisognerebbe pronunciarsi se non si conoscono i campi di applicazione.
Quando si è del settore non si deve parlare di artifici, ma di regole, soluzioni e competenze.

Artifici=espedienti sono altra cosa.
E non dovrebbero essere necessari se le regole e norme sono chiare e non interpretabili
 
Quando si è del settore non si deve parlare di artifici, ma di regole, soluzioni e competenze.

Artifici=espedienti sono altra cosa.
E non dovrebbero essere necessari se le regole e norme sono chiare e non interpretabili
No comment, si aprirebbe un dibattito interpretativo, che non si finirebbe più ...
In ogni caso, le regole e le soluzioni sono la base della corretteza , ma non per per questo gli artefizi, sono forme scorrette che differiscono dal rispetto delle norme, ma sono soltanto sistemi per raggiungere lo stesso scopo diversamente da quanto previsto, visto che le norme non possono descrive le miriadi di soluzioni possibili per risolvere ogni caso ...
 
vedo che vi siete scaldati. Premesso che l'ambiente di cui si parla si trova al IV piano di un palazzo che per chilometri non ha davanti nessuno, le finestre sono orientate a sud/ovest e da sole danno una illuminazione eccessiva, infatti il proprietario ha sempre le tende abbassate, cosa che non viene fatta per la portafinestra che da sul balcone.
L'artifizio proposto da @AnArchi potrebbe essere interessante perché la conformità urbanistica attualmente servirebbe solo per regolarizzare la compravendita: l'acquirente ha l'intenzione di modificare la distribuzione degli spazi riportando l'appartamento alla distribuzione originaria.
Il problema sta nel tecnico della banca che erogherà un mutuo che potrebbe sostenere il mancato rispetto del RAI.
 
non ho letto soluzioni su come eventualmente misurare il RAI
la sala soggiorno rimarrebbe ampliata solo dell'area gialla. Il RAI di questa nuova area ampliata è compatibile con le sole finestre senza contare la porta finestra.
- con la linea rossa muretto in cartongesso alto 1,0/1,10 m
- linea verde tratteggiata parte di tramezzo demolita a suo tempo
- area gialla spazio acquisito
 

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Il problema sta nel tecnico della banca che erogherà un mutuo che potrebbe sostenere il mancato rispetto del RAI.
Mi pare che il problema l’abbia tirato fuori il tecnico incaricato di controllare la conformità, su richiesta del notaio.
Se fosse solo per il perito, tenderei ad escludere che tutti controllino il RAI.
 

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