Antonio Azzaretto

Membro dello Staff
Zinker scrive.........

Se l' uomo della strada fosse alla ricerca del proprio io, quali pensieri-guida troverebbe per cambiare la propria esistenza?

Forse scoprirebbe che il suo cervello non è ancora morto, che il suo corpo non è ancora inaridito e che, in qualunque situazione si trovi, è ancora l' artefice del proprio destino.

Può cambiare questo destino prendendo la decisione di cambiare seriamente se stesso, combattendo le sue meschine resistenze al cambiamento e la paura, imparando a conoscere meglio la propria mente, provando a comportarsi in modo da soddisfare i suoi veri bisogni, compiendo atti concreti anzichè limitarsi a vagheggiarli.....
 

Antonio Azzaretto

Membro dello Staff
Don Juan dice.........

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.

Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.

Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall' ambizione.

Vi avverto:
Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.

Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono uguali. Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.

Questa strada ha un cuore?

E' l' unico interrogativo che conta.
Se ce l' ha, allora è una buona strada.
Se non ce l' ha, è da scartare.
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Alla mia età il segreto della vita ha due profili:
A) Mio padre mi ha passato un testimone, come in una corsa di staffetta, e la mia tratta di percorso è per metà fatta. Come ogni concorrente di una staffetta, questo darà il suo contributo se sarà stato utile, se sarà riuscito a correre un po' più dell'avversario o sarà stato meno utile se avrà accumulato ritardo. In quel testimone, comunque, mio padre mi ha passato un esempio di vita, cultura, educazione, un modo di pensare e per sino di essere genitore a mia volta. Scusate ma devo continuare a correre!
B) La coerenza nella vita è tutto, se girandomi in dietro, trovo che sono stato abbastanza coerente, mi consolo che non ho fatto molti errori.
 

Antonio Azzaretto

Membro dello Staff
Un guerriero della luce non conta solo sulle proprie forze.
Usa anche l' energia dell' avversario.
Quando inizia il combattimento, tutto ciò che possiede è l' entusiasmo, e i colpi che ha appreso durante l' addestramento.
A mano a mano che procede nella lotta, scopre che l' entusiasmo e l' addestramento non sono sufficienti per vincere: è necessaria l' esperienza.
Allora egli apre il suo cuore all' Universo, e chiede a Dio di ispirarlo, affinchè ogni colpo del nemico diventi una lezione di difesa per lui.
I compagni commentano:
"Com' è supertizioso. Ha interrotto la lotta per pregare, e rispetta i trucchi dell' avversario".
A queste provocazioni il guerriero non risponde.
Sa che, senza ispirazione ed esperienza, non c' è addestramento che dia risultato.
 

Antonio Azzaretto

Membro dello Staff
La famiglia si accomodò ad un tavolo del ristorante.
La cameriera raccolse prima le ordinazioni degli adulti
e poi si rivolse al piccolo di sette anni:

"Tu cosa prendi?", gli domandò.

Il bambino si guardò intorno timidamente
e disse: "Vorrei un panino con la salsiccia".

La cameriera non aveva ancora iniziato a scrivere
quando la madre del piccolo la fermò.

"Macchè panino", disse "gli porti una bistecca
con carote e purè di patate".

La cameriera non le fece caso e chiese al ragazzino:
"Come lo vuoi il panino, col Ketchup o con la senape?".

"Ketchup!".

"Arrivo in un minuto", disse la cameriera
mentre ritornava in cucina.

A tavola erano tutti ammutoliti per lo stupore.
Alla fine il bambino fissò ad uno ad uno tutti i presenti
ed esclamò:

"Lei crede che io sia davvero un bambino!".


"Come stanno i tuoi figli?".
"Stanno benissimo tutti e due, grazie".
"Quanti anni hanno?".
"Il medico tre e l' avvocato cinque".
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
La vera storia di Adamo e d'Eva (versione maschilista)
Adamo, solo e triste, si aggirava nell'eden sconsolato. Allora il Signore gli chiese cosa avesse e il perchè di tanto sconforto. Adamo, piagnucolando gli descrisse la solitudine in cui si trovava. Dio, mosso da compassione, gli promise di dargli una compagna e comincio a decantarla ad Adamo: "Ella ti procurerà cibo, cuocerà per te le pietanze più golose, ti raccoglierà le vesti e le rinfrescherà, non discuterà mai le tue decisioni ma anzi sposerà le tue idee ed iniziative, avrà cura e si occuperà della tua prole. Non ti contraddirà mai, ammetterà i suoi torti. Non avrà mai mal di testa e ti donerà amore e passione a volontà." Adamo, esterefatto di tutto questo ben di "Dio" e subdorando la fregatura si premura a chiedere cosa sarebbe costato questa meraviglia. Il Signore, lapidario: "una gamba ed un braccio!" Adamo vacilla, pensa un po' e .... "Umh.. e ...senti, e ... per una costola cosa mi dai?" IL RESTO E' STORIA NOTA!
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
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La vera storia di Adamo ed Eva (versione femminista)
Eva, si aggirava triste e sconsolata per l'Eden. Dio le si avvicina e domanda la causa di tanta tristezza. Eva riconosce che li è tutto molto bello, che la temperatura è quasi perfetta, che i colori, i materiali, sono praticamente quelli giusti, ma ...si sente molto sola. Dio, mosso da compassione, promette di creare Adamo e va ad illustrarlo: "Sai, Adamo, è un uomo e come tale è molto vanesio, egocentrico, spesso si auto compiace inutilmente, egoista per natura, e d'altronde non è nemmeno molto intelligente, pensa che ama molto correre dietro ad un pallone tirandogli calci, da un punto all'altro di un campo. Però, Eva, siccome ti ho già spiegato che ad Adamo piace auto compiacersi mi devi giurare che gli farai credere di essere stato creato prima di te, che lui è venuto al mondo per primo, e questo Eva deve rimanere il nostro segreto, un segreto da donna a donna, intesi Eva?"
 

Antonio Azzaretto

Membro dello Staff
Quando il guru si sedeva per le funzioni religiose, ogni sera arrivava il gatto del santuario e distraeva i fedeli.

Così egli ordinò che durante le funzioni serali il gatto venisse legato.

Molto tempo dopo la morte del guru si continuava a legare il gatto durante le funzioni serali.

E quando alla fine il gatto morì, portarono al santuario un' altro gatto per legarlo debitamente durante le funzioni serali.

Secoli dopo i discepoli del guru scrissero dotti trattati sul ruolo essenziale di un gatto in ogni funzione correttamente condotta.
 

ralf

Nuovo Iscritto
Dotti trattati poi messi in discussione dalla lega per la protezione degli animali, con grande scandalo dei discepoli del guru.
 

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