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Franca1960

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Proprietario Casa
Buongiorno, sono nuova e vi ringrazio per eventuali risposte. Il legale di mia sorella mi scrive che la stessa vuole procedere ad una vendita di un immobile caduto in successione ed attualmente in comunione. Io non ritengo che sia corretto con un approccio di questo tipo e vorrei una divisione in accordo. Posso rispondere semplicemente che non mi va bene o vado incontro a spese giudiziare nel caso poi lei agisca per una divisione giudiziaria? in quanto mi sono opposta ad una vendita?
 

Franca1960

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Proprietario Casa
Oggetto: divisione compendio ereditario

Gentile Signora,
scrivo la presente in nome e per conto di sua sorella xxx, mia assistita.
La signora vorrebbe, una volta per tutte, trovare un accordo per la divisione del compendio ereditario a voi lasciato.
LA invito, tramite il suo legale di fiducia, o anche personalmente, a prendere contatti con il mio studio al più presto al fine di organizzare un incontro per trovare una solzuione definitiva ipotizzando la vendita totale o parziale degli immobili, considerato che ci sarebbero delle persona intenzionate all'acquisto di alcuni dei fabbricati.
L'avviso che in mancanza l'unica soluzione sarà il giudizio di divisione che comporterà a carico di tutte voi notevoli oneri economici anche per espletamento delle analisi di ufficio per la valutazione economica del compendio dislocato in più regioni.
Confidando in una soluzione bonario attendo riscontro del suo legale o suo avvisandola che sarà assente nel mese di agosto.
Distinti saluti
 

Franca1960

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
io non vorrei rientrare in altri incontri, che ho già fatto e sopratutto ho saputo che vogliono solo fare della confusione vendendo l unica cosa di maggior pregio peraltro ad un prezzo che non condivido e poi rimanere nella sperenza di possibili acquirenti per il resto. rimanendo cosi legati per altro tempo. Vorrei una divisione netta e senza rimanere legati, posso rispondere cosi o mi addebitano le spese del giudizio?
 

plutarco

Membro Attivo
Proprietario Casa
io non vorrei rientrare in altri incontri, che ho già fatto e sopratutto ho saputo che vogliono solo fare della confusione vendendo l unica cosa di maggior pregio peraltro ad un prezzo che non condivido e poi rimanere nella sperenza di possibili acquirenti per il resto. rimanendo cosi legati per altro tempo. Vorrei una divisione netta e senza rimanere legati, posso rispondere cosi o mi addebitano le spese del giudizio?
Le spese verranno detratte dall'importo ricavato dalla vendita all'asta. Non è una colpa non voler vendere per cui le spese non saranno a carico solo della tua quota di ricavato.
 

Franci63

Membro Storico
Proprietario Casa
Le spese verranno detratte dall'importo ricavato dalla vendita all'asta.
Non è detto che ci debba essere alcuna vendita all'asta, visto che si parla di più immobili.
Si tratta di dividere un patrimonio immobiliare, sciogliendo la comunione; ovvero attribuire tot immobili ad una , e tot all'altra.
Vorrei una divisione netta e senza rimanere legati, posso rispondere cosi o mi addebitano le spese del giudizio?
Penso che tu possa rispondere che sei disponibile ed interessata ad un incontro per trovare un accordo per una divisione consensuale, se sarà possibile (cioè se l'immobile di maggior pregio non supera di molto il valore del resto degli immobili).
Poi ognuno dei suoi beni farà quello che crede.
Ma la possibilità di trovare un accordo, oltre che dalla volontà di entrambe, dipende dalla fattibilità della divisione in due lotti di pari valore, tra cui eventualmente tirare a sorte per l'attribuzione, o dalla disponibilità tua o di tua sorella di rilevare il lotto di maggior valore, pagando un conguaglio.
Se questo accordo non si trovasse, la vendita e/o la divisone giudiziale sarebbe inevitabile.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Buongiorno, sono nuova e vi ringrazio per eventuali risposte. Il legale di mia sorella mi scrive che la stessa vuole procedere ad una vendita di un immobile caduto in successione ed attualmente in comunione. Io non ritengo che sia corretto con un approccio di questo tipo e vorrei una divisione in accordo. Posso rispondere semplicemente che non mi va bene o vado incontro a spese giudiziare nel caso poi lei agisca per una divisione giudiziaria? in quanto mi sono opposta ad una vendita?
In caso di divisione ereditaria, generalmente ci si avvale di un tecnico che perché studi un piano di divisione, facilitato dal fatto che le quote siano paritarie. Il piano dovrà proporre la formazione di due quote di pari valore, eventualmente da integrare per la differenza. Questo piano sarà la soluzione alla divisione perché le due quote saranno sorteggiate davanti al notaio per la stipula del relativo atto pubblico. Pertanto ciascuno della sua quota ne disporrà a piacimento.
Ovviamente se in piano di divisione non fosse possibile o si troverà una soluzione concordata fra le parto o, in ultima analisi, ci si dovrà rivolgere al giudice perché, avvalendosi della consulenza di un CTU, trovi una soluzione per la divisione. Se ciò non fosse possibile si dovrà procedere alla vendita giudiziaria che permetterà di vendere e dedotti tutti i notevoli oneri si dividerà il ricavato fra le parti in causa in un mare di lacrime.
 

gattaccia

Membro Assiduo
Proprietario Casa
certamente si può fare la divisione come detto nei post precedenti, ma attenzione che tale soluzione ha dei costi: perizia per formare i lotti, tasse, notaio...

l'avvocato di tua sorella parla di "vendita totale o parziale degli immobili, considerato che ci sarebbero delle persona intenzionate all'acquisto di alcuni dei fabbricati", il che secondo me sarebbe la soluzione ideale, dato in che in tal caso non pagate nulla (a parte probabilmente una consulenza per accordarsi)
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
l'avvocato di tua sorella parla di "vendita totale o parziale degli immobili, considerato che ci sarebbero delle persona intenzionate all'acquisto di alcuni dei fabbricati", il che secondo me sarebbe la soluzione ideale, dato in che in tal caso non pagate nulla (a parte probabilmente una consulenza per accordarsi)
Cosa ti fa pensare che la soluzione proposta dall'avvocato "concordata con l'acquirente" possa essere più economica?
A mio parere è sempre meglio interpellare un tecnico competente che possa "fiutare" l'affare per qualcuno.
 

gattaccia

Membro Assiduo
Proprietario Casa
Cosa ti fa pensare che la soluzione proposta dall'avvocato "concordata con l'acquirente" possa essere più economica?
A mio parere è sempre meglio interpellare un tecnico competente che possa "fiutare" l'affare per qualcuno.
infatti, ho scritto di chiedere una consulenza, se non si conosce il valore degli immobili in questione, tenendo però presente che i costi della divisione, anche se si va d'accordo, sono alti: perizia, tasse, atto notarile, avvocati...
 

griz

Membro Storico
Professionista
l'avvocato non ha le competenze per definire i valori in campo, dovrà comunque avvalersi di un tecnico, consiglierei di cercare un accordo per incaricare un tecnico di fiducia di entrambe che provveda ad un piano divisionale, altrimenti si arriverà in tribunale dove ognuno avrà il suo tecnico ed il giudice nominerà un CTU e gli interessati saranno: 2 tecnici di parte, un CTU, due avvocati, tutti da pagare. Se c'è una proposta di acquisto sul tavolo andrebbe valutata con attenzione in quanto la possibilità di vendere una parte e poi procedere alla divisione del resto non è da scartare
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
@Franca1960, ovviamente la proposta va esaminata, avvalendoti della consulenza del tuo tecnico, che potrà confutarla e/o avanzare una proposta finalizzata ad un piano di divisione. A questo punto tua sorella dovrà nominare un suo consulente tecnico per esaminarla ed eventualmente fare delle contro proposte. Generalmente la soluzione si ottiene dall'incontro dei due CTP e con l'elasticità mentale delle parti.
 

Franca1960

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Pero parla di vendita parziale! che interesse ho di vendere un immobile (magari quello più di pregio) e poi rimaniamo ancora in comunione di beni con gli altri che magari ci mettono anni a vendere. La cosa migliore è dividersi gli immobili in parti uguali e poi ognuno fa quello che vuole ma si ostina
 

gattaccia

Membro Assiduo
Proprietario Casa
è difficile consigliarti non sapendo quanti sono gli immobili, e quanti sono i possibili acquirenti, se ci sono già offerte scritte etc...
secondo me dovresti considerare le spese certe a cui vai incontro dividendo, rapportate a un eventuale "sconto" sul prezzo di vendita che vi permetterebbe di rendere gli immobili appetibili e quindi facilmente vendibili
 

Franci63

Membro Storico
Proprietario Casa
Pero parla di vendita parziale! che interesse ho di vendere un immobile (magari quello più di pregio) e poi rimaniamo ancora in comunione di beni con gli altri che magari ci mettono anni a vendere. La cosa migliore è dividersi gli immobili in parti uguali e poi ognuno fa quello che vuole ma si ostina
Ok .sarebbe meglio.
Ma se anche a te interessa comunque vendere, potreste trovare un accordo di questo tipo:
“Accetto di vendere l’immobile per cui c’è adesso l’offerta, a patto che, contestualmente o prima, ci dividiamo gli altri.”
Se invece a te interessa quell’immobile specifico, offrito di comprare la metà dell’altra erede, e poi dividete comunque il resto.
Essendo in comunione, qualche compromesso devi accettarlo per forza, anche con l’obiettivo di perderci il meno possibile
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
@Franca1960, comunque sia, fra le diverse soluzioni hai necessità di consultare un tecnico che ti consigli e ti affianchi, sia nel fare le proposte di vendita, divisione, che esaminare le varie soluzioni che ti vengono prospettate.
 

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