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  1. lucia maria rita

    lucia maria rita Nuovo Iscritto

    Il condomino che sta al piano terreno con un giardino privato vuole costruire una balza isolante dall'umidità lungo il perimetro della casa che è a suo uso esclusivo per l'80% perchè affaccia sul suo giardino. Come si devono ripartire le spese per questo intervento?
    Grazie
     
  2. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Cioè, lui costruisce nel suo giardino per isolare dall'umidità il suo appartamento?

    Paga tutto lui.
     
  3. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Più leggo casistiche di condominio più vedo che è difficile raggiungere una certezza...

    Beh , sembrerebbe, ma se il condomino a pian terreno sostiene che la casa presenta infiltrazioni d'umidità che lo danneggiano, ha pure il diritto di chiedere i danni per ritardato intervento.

    Qualcuno arriva anche, questa volta a torto viste le sentenze, a chiedere un indennizzo per l'occupazione temporanea del suo giardino privato o ad uso esclusivo, per il periodo di esecuzione lavori.

    Io credo che se non si è in grado di citare sentenze perfettamente calzanti, le risposte dovrebbero essere meno drastiche e mirare ad una sorta di compromesso logico ragionevole per tutte le parti interessate. (ma questa è solo una mia personale opinione)
     
  4. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Solita premessa, esprimo un parere personale.
    Preliminarmente, bisogna verificare se il danno è provocato dall'esterno e tale da giustificare un rilevante intervento.

    Se l'umidità è provocata da un vizio del fabbricato, va eliminata dal costruttore (se è ancora in garanzia), e/o dal condominio, con spese ripartite secondo i millesimi relativi alla proprietà. Se poi l'intervento determina una minor fruizione del bene privato (creazione di un marciapiede marciapiede), il condomino avrebbe anche diritto ad un risarcimento da stabilire. Per ultimo Se i danni all'interno sono rilevanti, a carico del condominio è anche il ripristino dei locali.
     
  5. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Vedo che non sono il solo a pensarla in modo diverso dal post #2.

    Salvo avere riserve circa
    Qui mi ero imbattuto in sentenze che trattavano casi "cugini": ricordo con esattezza che ad esempio la presenza di un ponteggio temporaneo NON costituisce motivo per chiedere un indennizzo. Non ricordo se invece una limitazione permanente possa condurre ad un risarcimento: se non erro entrerebbe in gioco un secondo aspetto più articolato, legato allo status giuridico del terreno: mi pare diversa la risposta a seconda che il giardino sia in uso esclusivo o di proprietà. Spesso le due cose non sono comunemente ben distinte note agli stessi soggetti interessati.
     
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  6. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Perdonami, ma io parto da questa interpretazione - forse erronea - del post originale.


    Cosa c'entra il condominio con una situazione del genere? Non ci è dato di sapere se l'assemblea ha deciso di avallare questo tipo di lavoro (benché sia possibile ne dubito, visto che ci si chiede ancora come dividere la spesa). Lucia Maria Rita ci dice che

    Premesso che non sappiamo da quanti anni sia stato costruito l'edificio e se quindi sia ancora chiamabile in causa il costruttore, se l'iniziativa è di un solo condomino e non c'è avallo dell'assemblea, i lavori se li pagherà lui. Potrà poi, eventualmente, rifarsi sul costruttore o provare a richiedere il rimborso di una parte della spesa al condominio.

    L'assemblea potrebbe, d'altra parte, aver dato parere favorevole all'esecuzione del lavoro e aver lasciato in sospeso la questione della divisione. Questo aprirebbe un ampio ventaglio di possibilità diverse, ma finché si parla di un solo condominio che vuole di sua iniziativa fare lavori su parti comuni, non servono sentenze calzanti, bastano gli artt. 1102 e 1134 del codice.

    Poi, ovviamente, potrei aver interpretato male la situazione di partenza e quindi essere nel torto.:daccordo:
     
  7. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Non è che tu abbia interpretato male la situazione di partenza, sei solo arrivato alla conclusione (giusta o sbagliata è tutto da vedere), ritenendo che il danno sia in carico al condomino che lo sta subendo.
    Per me il punto di partenza è un altro: C'è il danno? se c'è da cosa è determinato, da fattori interni o da fattori esterni; se da fattori interni, eventuali interventi sono a carico del condomino, se da fattori esterni la responsabilità è condominiale, sempre che il fabbricato non sia ancora in garanzia, e quindi di responsabilità del costruttore.
    Ed è questa la risposta al quesito iniziale, nel caso i lavori fossero di responsabilità del condominio il pagamento degli stessi sono correlati i millesimi della proprietà dei singoli condomini. Tutto questo era sottinteso nella mia prima risposta.
    Chiarito, questo, sul come il condomino danneggiato debba operare per far valere le sue ragioni, è tutto un altro discorso, da affrontare nel momento che verrà posto.

    Io, quantomeno la vedo così.
     
  8. ergobbo

    ergobbo Membro Attivo

    Mio caro rombub, il fatto è che affrontiamo la cosa da prospettive diverse.
    Tu parti dal principio che possa esserci un danno al quale i lavori devono porre riparo. Io, invece, la questione del danno non me la pongo proprio e parto dalla volontà di un condominio di fare dei lavori per isolare l'umidità.
    La quantificazione dell'umidità e dei danni che produce, nonché la sua origine, aprono un'altra serie di variabili.
    La mia esclusione a priori è forse arbitraria, ma basata su due dati: 1) Non si parla di danni, ma solo di volontà di eseguire il lavoro e; 2) Il caso prospettato appare diverso dalla richiesta di intervento fatta da un condominio al condominio per riparare un danno procurato da una parte comune.

    In effetti, quello che manca per arrivare a una conclusione in questo caso, sembra essere una esaustiva conoscenza del caso stesso!:sorrisone::sorrisone::sorrisone:
     
  9. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    ... e carissimi ergobbo e rombub, proprio perchè sottoscrivo sempre il pensiero soprariportato, consigliavo un maggior uso del condizionale fin da principio.

    Convengo inoltre nel trovare pressoché ineccepibili i post #6 e#7: date le ipotesi, sono coerenti le conclusioni. Credo questo sia l'approccio giusto nei confronti di chi chiede consigli, dar modo anche a lui di rendersi conto dei diversi punti di vista e anche delle ragioni altrui. Spesso poi le stesse domande non riflettono alla lettera la reale successione degli eventi: pur essendo logico l'ultimo argomentare di ergobbo, ritengo che sia molto improbabile che il condomino in umido non abbia mai tentato di chiedere al condominio di intervenire. Comunque anche lui deve rispettare le corrette modalità per avanzare le sue pretese.

    Alla fine mi pare siamo d'accordo tutti, ed è emersa una buona descrizione delle possibili sfaccettature: anche lucia maria dovrebbe averne tratto qualche beneficio, almeno me lo auspico.
     
  10. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Se chi pone le domande dovesse argomentare sull'intera vicenda, saremmo sempre alle prese con ponderosi dossier, invece di solito la domanda è il finale di un percorso già fatto da chi la pone; quando si risponde si dovrebbe cercare prima di decodificare il perchè della domanda.
    Penso che tutti facciano così, le differenti interpretazioni della domanda è un ovvia conseguenza del fatto che lo stesso problema ha innumerevoli sfaccettature, che richiedono risposte differenti.
    Entrando nel particolare io ho interpretato che la domanda di Lucia Maria Rita, fosse preventiva, nel senso che chiedesse se quei lavori dovessero essere fatti, cosa incide il fatto che quel condomino ha l'uso esclusivo del terreno sul quale insiste per l'80%, il perimetro del fabbricato da sanificare.
    Nella mia risposta ho chiarito subito che secondo il mio vedere, l'intervento se per cause esterne, ha delle responsabilità ben precise, indicandole, tutto ciò prescindendo da quell'80% evidenziato.
    Ergobbo, ha in linea di massima utilizzato lo stesso schema mentale, dando subito la responsabilità dell'intervento al condomino che vuole la sanificazione. Il non esser la proponente intervenuta, dimostra che la sua domanda ha avuto una immediata risposta, che sulla base del suo convincimento ha ritenuta esaustiva.
    L'accademia successiva l'avrà rafforzata nella sua scelta, visto che non è ugualmente intervenuta ulteriormente.
    L'importante è che chi legge abbia ben chiaro che non trattasi di pareri professionali.
     
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  11. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Condivido totalmente la tua analisi: del resto non credo avessimo dubbi in merito. Voglio però essere più ottimista al riguardo della proponente: spero sia rimasta in ascolto, e si sia convinta che non sempre le cose sono completamente bianche o completamente nere ..... chi le vede in questo modo soffre di una sorta di daltonismo in B/N
     
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