• propit.it è il primo e unico forum italiano interamente dedicato ai Proprietari di Casa e agli Inquilini conduttori di proprietà immobiliari.

    Su propit.it puoi approfondire nuove leggi, leggere opinioni, recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, confrontarti e trovare modulistica fiscale, legale e contabile per gestire la proprietà immobiliare.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
@MARxxxxx : tu hai capito se i cessionari sono obbligati ad accettare la cessione del credito d'imposta?

In particolare: se il conduttore opta per la cessione al suo locatore, quest'ultimo (che potrebbe non aver capienza o comunque non esserne interessato) può rifiutare?

Forse sta scritto in qualche altro articolo (non ho letto tutto il D.L.) o verrà specificato da successivi provvedimenti.
 

MARxxxxx

Membro Junior
Proprietario Casa
@MARxxxxx : tu hai capito se i cessionari sono obbligati ad accettare la cessione del credito d'imposta?

In particolare: se il conduttore opta per la cessione al suo locatore, quest'ultimo (che potrebbe non aver capienza o comunque non esserne interessato) può rifiutare?

Forse sta scritto in qualche altro articolo (non ho letto tutto il D.L.) o verrà specificato da successivi provvedimenti.
@uva, non ho trovato una norma al riguardo, ma escluderei che i "potenziali" cessionari siano obbligati ad accettare. Questo perchè, a differenza che nella bozza, al comma 3 dell'Art. 122, è specificato che "La quota di credito non utilizzata nell'anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso".
 
  • Mi Piace
Reazioni: uva

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
P.S.: e se sono "cessionari" vuol dire che l'hanno accettata.



Sì, intendevo dire potenziali cessionari!

Pensavo però che mentre un potenziale cessionario "privato cittadino" tipo il locatore è libero di non accettare, forse una banca/intermediario finanziario potesse essere obbligato.
Perché se nessuno accetta la cessione e il conduttore non ha capienza, alla fine quel credito d'imposta è inutile.
;)
 
Ultima modifica:

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
al comma 3 dell'Art. 122, è specificato che "La quota di credito non utilizzata nell'anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso".
Non si vede come questo possa essere rilevante sull'obbligo (o no) di accettare la cessione del credito d'imposta.
 

Cio

Membro Attivo
I cessionari utilizzano il credito ceduto anche in compensazione ai sensi dell1articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente. La quota di credito non utilizzata nell'anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

Avete capito che cosa significa ?!
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
Avete capito che cosa significa ?!
Io ho intuito (ma non sono certa sia corretto…) che:
1) Il cessionario può utilizzare il credito d'imposta compensandolo con imposte che deve versare (tipo IRPEF, cedolare secca, Irap, ecc), con l'IVA e probabilmente anche con i contributi Inps.
Credo che l'Agenzia delle Entrate comunicherà un apposito codice tributo che il cessionario dovrà indicare nel suo mod. F24 per compensare il credito d'imposta quando farà i suddetti versamenti.
2) Se il credito d'imposta non viene utilizzato (in tutto o in parte) nel corso del 2020, l'importo non utilizzato è perso. Non vi è diritto al rimborso, quindi si utilizza solo nel limite della propria capienza.

E' possibile una cessione parziale del credito d'imposta.
Poniamo che ammonti a 2.000 euro e il conduttore che ne ha diritto presume di poterne usufruire nel corso dell'anno solo per 800 euro. Può cedere i restanti 1.200 euro al locatore o alla banca; e se questi potenziali cessionari accettano, si riesce a recuperare tutto il credito d'imposta.
 
  • Mi Piace
Reazioni: Cio

MARxxxxx

Membro Junior
Proprietario Casa
Non si vede come questo possa essere rilevante sull'obbligo (o no) di accettare la cessione del credito d'imposta.
Non si vede?

Art. 28 - Comma 6: “Il credito d'imposta di cui ai commi precedenti è utilizzabile (dal conduttore/locatario che utilizza direttamente il credito d’imposta, senza cederlo ndr) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni. […]”;

Art. 122 - Comma 3: “I cessionari utilizzano il credito ceduto anche in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente. La quota di credito non utilizzata nell'anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso. […]”.

Dalla lettura di entrambe le disposizioni, appare evidente che vi è una non trascurabile differenza tra utilizzatore diretto del credito d’imposta ed eventuale cessionario.

Il primo (conduttore/locatario) può utilizzarlo in compensazione, trasferirlo ai periodi d’imposta successivi (riportandolo in dichiarazione dei redditi) e, ritengo, anche richiederlo (eventualmente) a rimborso (sempre in D.R.).
Il cessionario (verosimilmente il locatore), invece, può solo utilizzare il credito in compensazione, ma non può rinviare a periodi d’imposta successivi (e ancor meno richiedere a rimborso) la frazione di credito non utilizzata in compensazione.

Pertanto continuo a ritenere che sia proprio l’esclusione, per il cessionario, dalla possibilità di “rinviare a nuovo” la frazione di credito d’imposta non utilizzata nell’anno a portare, come conseguenza, che il “potenziale” cessionario non possa essere obbligato dalla norma ad accettare che gli sia ceduto il credito d’imposta.

Tra l’altro, se così non fosse, volendo “stressare” la norma, ci si potrebbe trovare in tale situazione: il conduttore, il 31 Dicembre 2020, bonifica al locatore il 40% dei canoni di Marzo, Aprile e Maggio 2020, comunicandogli di cedergli il credito d’imposta (60%). Il “prescelto”, se non riesce ad utilizzare in compensazione il credito d’imposta entro le ore 23:59, NON potendolo trasferire al 2021, perde il 60% dei canoni…

Ripeto… Se al cessionario fosse stata riconosciuta la possibilità di rinviare agli anni successivi il credito d’imposta (consentendogli, di fatto, di utilizzarlo in toto, se pur in tempi più lunghi) o di richiederlo a rimborso per la quota non utilizzata, non avrei escluso che, in sede di circolare esplicativa, l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto prevedere l’obbligo di accettare la cessione (quantomeno per il locatore e, al limite, per le banche). Per come, invece, è scritta la norma, lo escluderei.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
Se al cessionario fosse stata riconosciuta la possibilità di rinviare agli anni successivi il credito d’imposta (consentendogli, di fatto, di utilizzarlo in toto, se pur in tempi più lunghi) o di richiederlo a rimborso per la quota non utilizzata, non avrei escluso che, in sede di circolare esplicativa, l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto prevedere l’obbligo di accettare la cessione (quantomeno per il locatore e, al limite, per le banche)
Non vedo come l'Agenzia delle Entrate possa obbligare un soggetto a ricevere un pagamento di un suo credito con la cessione di un credito altrui.
 

MARxxxxx

Membro Junior
Proprietario Casa
Non vedo come l'Agenzia delle Entrate possa obbligare un soggetto a ricevere un pagamento di un suo credito con la cessione di un credito altrui.
Si, hai ragione. Mi sono espresso male, anche se il senso era già intuibile. Per “l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto prevedere l’obbligo” intendevo dire che l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto chiarire l’esistenza dell’obbligo, in capo al cessionario, di accettare la cessione (obbligo che, fin quando l'Agenzia delle Entrate non chiarirà, non mi sento di escludere)…..
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
tale vincolo non esiste in capo al soggetto beneficiario del credito d'imposta.
Grazie della precisazione.

Io non ne ero sicura, perché non mi è chiara la seguente frase:

Il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.
In pratica, sembra tra il cedente/conduttore e il cessionario/locatore o banca non vi siano differenze nell'utilizzo del credito d'imposta.

Sicuramente non ho ancora capito bene tutto il meccanismo della cessione e utilizzo!
 

chiacchia

Membro Senior
Proprietario Casa
Ma tutte queste leggi leggine a cosa servono? mi viene il dubbio che si faccia cosi per creare problemi cosi la massa dice, che bello ci aiutano, ma una volta passato il messaggio i soldi li prende chi sa, chi conosce, chi si fa aiutare.
A tal proposito si parla sempre che gli aiuti li prende e si calcolano in base alla differenza di quanto dichiarato nell'anno precedente, ma se uno ha deciso di aprire l'attività a fine dicembre 2019 o inizio 2020 pertanto non c'è riferimento al guadagno dell'anno precedente, in questo caso questo poveretto pur avendo le stesse spese di chi già aveva aperto il 2019 non percepisce niente ne detrazioni ne gli aiuti, è cosi o no!
 

MARxxxxx

Membro Junior
Proprietario Casa
In pratica, sembra tra il cedente/conduttore e il cessionario/locatore o banca non vi siano differenze nell'utilizzo del credito d'imposta.
...tranne che per la non trascurabile differenza che, come anche da te già rilevato, il conduttore/locatario, oltre a poter utilizzare il credito in compensazione, può trasferire l’eventuale quota non utilizzata ai periodi d’imposta successivi. Il cessionario (locatore, banca o altro soggetto), invece, può solo utilizzare il credito in compensazione nel 2020, ma non può rinviare a periodi d’imposta successivi l’eventuale quota non utilizzata.

Quanto, invece, all’altro aspetto (“Il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente), potrebbe anche solo trattarsi del fatto che cedente e cessionario utilizzerano lo stesso codice tributo in F24 per operare le compensazioni.
 
  • Mi Piace
Reazioni: uva

Cio

Membro Attivo
La quota di credito non utilizzata NELL' ANNO non può essere utilizzata negli anni successivi
.......per chi può compensare solo con l'IRPEF (visto che l'IMU e' stata gia' esclusa a priori) si intende non utilizzata NELL' ANNO in cui viene operata la cessione del credito (denuncia dei redditi 2020) o nell'anno di riferimento per il pagamento dell'imposta IRPEF sul reddito di quell'anno (denuncia dei redditi 2021) ? Per me non è chiaro nemmeno questo.....
 

Cio

Membro Attivo
Chi avrebbe escluso l'IMU?
Mi riferisco a precedenti interventi di altri utenti in questa discussione, non lo presumo dal testo del decreto.....vedi i seguenti post : #8 e #27.....il primo l'ha escluso categoricamente, il secondo non l'ha citato tra le imposte che si possono compensare
 

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
La prima rata IMU non è dovuta per gli alberghi, villaggi turistici, agriturismi, case vacanza e altre strutture turistiche come stabilimenti balneari, ecc.
Lo stabilisce l'art. 177 del D.L. Rilancio che riguarda appunto il settore turistico.

Non mi risulta che per ora vi siano altre sospensioni dei pagamenti IMU.
 
  • Mi Piace
Reazioni: Cio

uva

Membro Storico
Proprietario Casa
se uno ha deciso di aprire l'attività a fine dicembre 2019 o inizio 2020 pertanto non c'è riferimento al guadagno dell'anno precedente,
Giusta osservazione @chiacchia .
Il c. 5 dell'art. 28 stabilisce che il credito d'imposta è condizionato alla diminuzione di almeno il 50% del fatturato negli stessi mesi (marzo, aprile, maggio) dell'anno scorso.
Pare di capire che chi ha aperto l'attività successivamente non ne abbia diritto, perché non vi è il termine di riferimento.
A meno che ci sia un'altra possibilità che non ho letto o capito nei vari articoli del D.L.

Invece verrà penalizzato (secondo me giustamente) chi faceva "il nero", ossia fatturava solo una parte dei suoi ricavi/compensi. Perché se, a causa di un fatturato artatamente basso nel 2019, ora non può dimostrare la diminuzione di almeno il 50% , rimane escluso dal credito d'imposta.
 

chiacchia

Membro Senior
Proprietario Casa
Si è vero che non c'è riferimento dell'anno precedente ma se si va sul cassetto fiscale si può controllare che nel mese di Gennaio, Febbraio e inizio Marzo, almeno qui al sud, il fatturato c'è poi PUF! questo cosa vuole dire? non certo si sono messi a fare il nero per il covid, anche perché con il registratore collegato on line e le fatture elettroniche molto nero non è più possibile effettuarlo se non per le prestazioni
 

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Le Ultime Discussioni

Ultimi Messaggi sui Profili

oggi mi stò dando del pirla:rabbia:
Danhgianhacai.com là trang web tổng hợp toàn bộ thông tin các nhà cái uy tín hàng đầu hiện nay. Những chương trình khuyến mãi, thứ hạng nhà cái thay đổi được cập nhật liên tục.
Xem từ thông tin:
Profil: Danhgianhacai - U-Labs Community
danhgianhacai
Alto