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  1. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Il Sig. Rossi abita, vive, è residente, nel Comune di "Cogoletto", e quindi paga le Tasse nel suo Comune.
    Le Tasse che paga sono destinate al buon funzionamento del suo Comune, gli asili, le guardie comunali, l'asfalto, l'illuminazione pubblica, ecc.ecc...
    Dunque perché la I° casa deve pagare le tasse??? La casa, per coloro i quali risiedono, non è un centro di profitto, ma un centro di costo!
    La casa non è un soggetto rilevante fiscale!
    Vada per le seconde case ma....
     
  2. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Per favore Adriano, ti vuoi spiegare meglio??? Dove vuoi arrivare???
    Cosa Vuoi realmente dimostrare??? Cosa vorresti che fosse la tassazione e l'imposizione fiscale in generale e quella particolare testè postata???...Ti faccio notare che da una parte spieghi e giustifichi tale tassazione e dall'altra la "contesti" E' una contraddizione che merita chiarezza...Da qui le mie domande...Se poi voleva essere una specie di provocazione per riparlare da diversa angolatura del "Sistema"...ebbene non sarò certo io ad evitarla...che da sempre, se ti ricordi, ho sostenuto la parametrazione col reddito che, in extremis, potrebbe portare alla scomparsa del concetto di "possesso" e di quel che ne consegue in termini di fiscalità...Fatti sentire. QPQ.
     
  3. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Insomma se una persona paga le tasse sul reddito, perché mai deve pagare sulla proprietà della I° casa? Se il Comune incassa le tasse sul reddito dei residenti, queste sono le entrate che devono bastare alla gestione del Comune.
    Solito discorso, a Milano ci sono MILLE abitazioni occupate abusivamente, e chi con sacrifici si dota di una I° casa deve essere anche taglieggiato dallo Stato, Comuni?
     
    Ultima modifica di un moderatore: 3 Novembre 2014
  4. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Continuo a non capire...ma non importa...Credo che comunque tu voglia riprendere le varie discussioni sulla fiscalità senza attributi...essendo l'argomento sempre in primissimo piano da tutte le parti, compreso il sito Propit. E allora non sarebbe male ripartire dal passato storico dove chiunque di noi potrà dare il proprio contributo.
    Inzio io con l'affermazione (???) che prima era lo stato che copriva
    in qualche modo le spese dei comuni. E, come dici anche tu, lo faceva attraverso i tributi sul reddito...Una ventina di anni orsono, con l'espandersi della spesa pubblica, tale introito fiscale non fu più sufficiente e fu giocoforza aumentarlo...Ma invece di dichiararlo
    apertamente e con semplicità, essendo ostico ai fini elettorali, ci si mise sopra un cappello configurandolo con i vari: ICI...IMU....TARSU...TASI ecc...e facendoli supportare da famosi giornalisti (maledetti) che nei salotti televisivi ci venivano a spiegare
    la differenza fra servizi divisibili e indivisibili...come se prima non ci fosse mai stata...Per alleggerire la pillola si procedette alla "DIVISIONE" fra prima casa e...successive...con un martellamento mediatico senza precedenti tale da inculcare nella testa di milioni di concittadini il concetto del "povero" primocasista e del ricco secondocasista...ripreso anche da alcuni propisti che, nel frattempo spero si siano pentiti...E con il susseguente diverso peso fiscale...Poi negli ultimi anni...continuando e aumentando il deficit
    statale si è deciso che anche la prima casa deve contribuire...
    Ora, con un salto di qualche secolo mi permetto di ricordare che alcuni economisti (insigni??? perchè qualificare sempre un esperto della materia???...è un vezzo colloquiale a cui pochi sfuggono...compreso qpq...) asserirono che la tassazione sul valore reale o presunto degli immobili era iniqua, partendo da un concetto di fondo se non errato, discutibile. Per chiudere, riformulo i due esempi delle precedenti discussioni:
    1)Il possesso di un alloggio contro il possesso di un diamante di pari valore...
    2) La non differenza fra il bollo sulla prima auto e quello sulle successive...
    Cari saluti a te e agli altri compagni di...viaggio...QPQ.
     
  5. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Io ho in mente due grandi principi, che voglio sottoporti:
    A) Si possono tassare solo i redditi, non le proprietà!
    B) Se lo Stato, Regioni, Provincie, Comuni, non hanno abbastanza risorse, devono dimagrire, devono ottimizzare la loro missione, devono giustificare la loro esistenza con i fondi che sono loro destinati, non possono a spese crescenti crescere l'esosità delle loro pretese fiscali!

    Nello specifico della I° casa, ti faccio l'esempio di due fratelli, la cicala e la formica.
    1) Il primo spende, si compra tutto e di più e poi domanda allo Stato una casa popolare a canone agevolato, o al limite ne occupa una libera di una vecchietta finita all'ospedale.
    2) Il secondo, lavora, paga le tasse, risparmia, compra la sua prima casa, paga l'IVA al costruttore, le tasse di registro, catastali e quant'altro. Ora mentre paga il mutuo di una casa che è ancora della Banca, gli mettono, l'IMU, la TASI, la TARSU, nonostante lui versi annualmente le tasse sul suo reddito personale.
    I due fratelli sono trattati dallo Stato in maniera iniqua, ad uno lo Stato dovrà dare, casa popolare, gestire le sue necessità e magari i suoi reati sui beni della pubblico patrimonio. L'altro, conduce una vita autonoma, si è affrancato e nulla chiede allo Stato, ma questi, ingolosito del "bene al sole" che possiede, la casa, lo munge con una fiscalità esosa, mal organizzata e frammentata in scadenze, oneri e di difficile interpretazione, e alla fine lo tiene sulle corde, minacciando ulteriori tassazioni per, solite frasi degli amministratori, "diversamente non potremo garantire i servizi agli anziani, asili, forze dell'ordine!"

    Ma comprare gioielli, borse, boxer con i soldi del contribuente, finanziare il Monte dei Paschi di Siena con 4 miliardi di €, quelle sono spese che nessuno ricorda.

    Ciao
     
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  6. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Niente da obiettare sui punti A e B...Sul punto A sono stato fra i primi su Propit a sostenere che le tasse non si pagono con pezzi di immobili, bensì con denaro sonante...che solo il reddito fornisce...
    L'esempio estremo che proponi sui due fratelli potrebbe essere trasformato sostituendo allo Stato il Padre della Parabola del Figliuol
    Prodigo e da questa ancora alla querelle sulla Donazione-Collazione...
    Chiaramente per analogia. Non voglio divagare e ritorno ai due fratelli, dicendoti che l'iniquità sulla tassazione immobiliare la si può dimostrare senza ricorrere ad esempi estremi per altro statisticamente irrilevanti, salvo che tu non ci voglia incorporare tutti i bisognosi che in milioni vivono in una dura miseria...A questo punto riterrei opportuno che la critica su questi tributi abbia due aspetti:
    Il primo è quello che auspicherebbe l'abolizione totale del o dei balzelli;
    Il secondo è quello che pur accettando il balzello lo vorrebbe modificare sul criterio di base che oggi è rapportato al valore reale o catastale rivalutato dell'immobile.
    Ritenendo il primo pura utopia, ci si dovrebbe accontentare di realizzare il secondo attraverso la prima mossa che è:
    Sostituire il valore di riferimento da quello espresso in euro o altra divisa in quello di SUPERFICE che al vaglio risulterà meno iniquo del primo; e per questo è necessaria la seconda mossa che è: esprimere il valore di superfice realizzato fra il costo dei servizi indivisibili del singolo Comune diviso i metriquadri di tutti gli immobili presenti (censiti o meno) darà il valore unitario da moltiplicare per i metriquadri del singolo immobile aggiunto a quello del Reddito individuale indicherà l'imponibile da tassare. Non ci sarebbe più la divisione (risibilissima) fra prima e successive case...E pur tuttavia nulla osta che si possa riconoscere uno sconticino sulla prima casa...ma anche qui modificandone il concetto di base ora decisamente iniquo... e cioè: FUNZIONE PRIMA CASA indipendentemente dalla titolarità...Verrebbero inseriti sia gli alloggi
    in comodato d'uso, sia quelli in locazione...resterebbero escluse le vere
    seconde e terze case..quelle "vuote" nelle località turistiche...Ma questo solo per assecondare la demagogia del politico di turno...per me non ci dovrebbero essere differenze...pensate anche agli eventuali mutui su queste ultime... A risentirci. QPQ.
     
  7. Luigi Barbero

    Luigi Barbero Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come al solito, di fronte a grossi problemi quali la tassazione della casa, prima o seconda o ennesima che sia, scatena una miriade di osservazioni, critiche e proposte che il più delle volte sono dettate dalle esigenze individuali prima ancora che generali. Non voglio aggiungere nulla a quanto detto da chi mi ha preceduto, anche se potrei osservare che bisognerebbe distinguere fra seconde case e seconde case. Fermo restando che la tassazione sulla prima casa dovrebbe essere minima o nulla (senza per questo essere un berlusconiano.....) Sulle seconde case però c'è molto da dire. Ad esempio, oltre a quelle canonicamente intese come "case estive o di vacanza" esistono anche quelle che "seconde" lo sono diventate per necessità del proprietario. Pensiamo solo a quanti hanno dovuto abbandonare l'abitazione originaria (alle volte in montagna od in campagna...) per motivi di lavoro e che non se la sono sentita di disfarsi della casa dei loro padri. Questi soggetti pagano una tassazione (dai nomi più fantasiosi e disparati) spesso pesante per tasche non proprio ben fornite.....
    Le seconde case per antonomasia, quelle per i week-end e le ferie pagano anch'esse tassazioni elevate su tutto il tassabile. Sospendiamo un attimo il giudizio sul fronte dell'IMU o del suo surrogato mascherato da TASI. Secondo voi, è giusto il sistema di calcolo della TARI o TARSU o come diavolo si può chiamare?. Se io, ad esempio, della mia seconda casa, che nessuno mi ha regalato, beninteso, ma l'ho costruita con le mie mani nell'arco di anni e anni di lavoro nel tempo libero, o l'ho acquistata con mutuo e relativi sacrifici, ne fruisco per un periodo max. di 150 giorni all'anno (52 week-end + 30 gg. di ferie) perché devo pagare una tariffa appena appena scontata invece di un importo quanto meno rapportato al periodo annuo, se non addirittura rapportato alla quantità di rifiuti che produco? Analogo trattamento andrebbe riservato alla prima casa. Se a causa della mia assenza dalla medesima per il periodo nel quale sono nella seconda casa, perché devo pagare per tutto l'anno. Ecco dunque, che una prima tassa sulla casa (prima o seconda non importa) andrebbe "rivisitata" facendo pagare, invece che a mq. a Kg. di rifiuto prodotto.
    Ed un'altra considerazione sulle prime e seconde case. Io risiedo in un Comune e quando ci sono le elezioni vi partecipo illudendomi che con il mio voto possa cambiare qualcosa nella gestione del Comune dove pago, fra le altre, le tasse della casa. Questa illusione non mi è concessa nel Comune dove ho la seconda casa. Eppure, le tasse le pago anche lì ed anche più salate della situazione precedente. Allora, perché non posso influenzare con il mio voto le politiche gestionali del Comune anzidetto? Sono aperte le discussioni.....
     
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  8. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Ribadisco che la I° casa non deve essere tassata, non per cecità politica, ma perché in quella casa il nucleo familiare, regolarmente residente, paga le tasse sul reddito personale. Il Comune dove risiedo deve avere un bilancio di spese proporzionato alle entrate frutto della tassazione dei suoi concittadini. STOP!

    La tassa sulle II° case, in un paese di emigrati come gli Italiani, è una crudeltà, case sperse sulle montagne o nelle più desolate campagne, dove uomini e donne, magari sognano di tornare per la vecchiaia, sono invece oberate di tassazioni vergognose su immobili il cui unico valore è affettivo.

    La tassa sulle II° case ai mari e ai monti è la speculazione dei comuni "fortunati", tasse ad aliquote vertiginose, tanto i loro possessori non possono votare e bocciare quei amministratori! -Ha ragione Barbero!-
    Le immondizie sono un argomento delicato, io introdurrei una tariffa standard nazionale a persona residente, (vedi costi standard), assodato che sono gli uomini che producono rifiuti e non le case! Diverse tariffe a kg. spingono la gente a buttare i rifiuti abusivamente nelle campagne.

    Le seconde case di villeggiatura, dovrebbero avere tariffe del 50%, almeno, ridotte.
     
  9. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ciascuno di noi può proporre situazioni diverse tutte degne della migliore attenzione...ne avrei un'altra su due fratelli gemelli di Asti...
    ma me ne astengo perchè alla fine quel che conta è stabilire qual'è il metodo meno doloroso di essere tassati. Personalmente, quando intervengo sulle varie problematiche di carattere generale mi spoglio sempre dai miei eventuali interessi individuali...e comunque non sono il solo...(uno fra tanti: @JERRY48). Tempo fa aprii un post con IMU sì...IMU no...Non riesco a rileggerlo, ma ricordo perfettamente la mia posizione che pur vacillante la riconfermo. Questa è la sintesi riveduta ad oggi.
    1) Salvo il ricorso alla guerra civile tutte le tasse, come le sentenze, vanno accettate.
    2) Come le sentenze si possono criticare... lo si possono anche le leggi o singoli articoli di esse. Ed è quello che stiamo facendo.
    3) Ora è sotto la nostra osservazione la tassazione sulla casa che una volta ( oltre venti anni or sono) era molto limitata. Mentre ora si è appesantita ed è oggetto delle nostre dure critiche.
    4) A questo punto e con queste premesse ognuno porta la propria soluzione e crede ( anche la mente è debole) che sia la migliore...Come spesso ci ricorda il nostro FradJACOno è una tempesta di idee dove il primus inter pares dopo aver ascoltato tutte le proposte fa il compendio e tira fuori dal cappello ,pardon dal cilindro,
    la soluzione finale che solo sulla carta è la migliore possibile.
    5) Quindi l'invito è rivolto a quella dozzina di propisti sensibili alla problematica affinchè senza troppi panegirici postino la propria soluzione.
    La mia è la seguente:
    A) Come per il bollo auto che si paga su tutte i mezzi posseduti senza differenze di nessun genere, anche i tributi sugli immobili vanno assolti senza differenze di sorta sul tipo d'uso e/o sulla quantità di esso
    B) L'imponibile su cui calcolare il tributo non deve essere più rapportato al valore commerciale o a quello catastale rivalutato.
    Si potrà scegliere fra la mia soluzione di cui sopra (* n.5) oppure fra quelle che man mano ci perverranno. Bisognerà però evitare di confondere i servizi divisibili (come la raccolta rifiuti) e che si possono,e lo sono, personalizzare e quelli indivisibili che sono in effetti il vero motivo che induce alla tassazione.
    Questo è tutto, aggiungo per l'amico @Luigi Barbero che la doppia votazione (o la tripla..o la quadrupla...ecc....) per quanto suggestiva non è percorribile...Se ne faccia una ragione...Non è difficile...QPQ.
     
    Ultima modifica: 4 Novembre 2014
  10. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    La vettura paga il bollo, sia la I° che la seconda, ma il paragone con la casa non regge! la I° casa ha all'interno persone residenti che pagano le tasse nel Comune in cui risiedono il Comune della I° casa! Quindi la tassa sulla I° casa non altro che una tassa di sovrapposizione alle tasse sul reddito. LA I° CASA non produrrà mai reddito!

    Le tasse sui servizi, rifiuti essenzialmente, deve essere a unità persone residenti, mentre deve essere a tariffa scontata sulle seconde case di villeggiatura.
     
  11. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Come tutti gli esempi quello dell'auto è certamente limitativo...ha in comune con la casa, almeno così credo, la disponibilità o il godimento del sistema stradale dove il mantenimento delle stesse è poi un servizio incorporato nel concetto stesso di fruizione del manto stradale. Infine, è, come per la casa, un servizio indivisibile che non si può addebitare al singolo. L'accostamento non è poi così cervellotico come ti appare. Fra l'altro capita a volte che dei nostri poveri concittadini la usino per dormirci...Poi hai detto che la prima casa non produrrà mai reddito (probabilmente ti riferivi a un reddito locativo...) ma anche la seconda casa "VUOTA" non lo produce...mentre una seconda fino alla ennesima destinata alla locazione lo produce sì, ma come ho già detto e ridetto in tanti post
    assolve la FUNZIONE prima casa e, persistendo tale tassazione, dovrebbe essere assolta dal balzello...Il locatore pagherà l'IRPEF e quant'altro di contorno...Ora gli amici propisti hanno tre diversi pareri...Il tuo, il mio e quello di Luigi Barbero...se vogliono partecipare
    hanno solo da accomodarsi e...pigiare il pisellino....pardon il cilindrino...pardon il tastino...Avanti che c'è posto...QPQ.
     
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