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  1. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Siccome mio figlio fa il comerciante ambulante ed ha un reddito basso, temo che acquistando, noi genitori, una casa in cui lui andrebbe a vivere, possa capitare che l'agenzia delle entrate con il benedetto redditometro gli crei problemi: allora intestiamo, pensavo, la casa a uno di noi genitori, e facciamo un comodato d'uso che consente a lui di utilizzare la casa "come se fosse sua".
    A questo si aggiunge inoltre una difficile per ora e speriamo non sia peggio in futuro, situazione familiare (la moglie è tornata a casa di sua madre, per ora, temporaneamente, con la bambina) e una casa di proprietà di mio figlio, in caso di separazione, potrebbe essere attribuita alla moglie (anche se possiede una sua abitazione) e lui nostro figlio potrebbe trovarsi in mezzo alla strada.
    Dove posso trovare le istruzioni per un comodato d'uso? Il comodato d'uso è la soluzione adatta per superare queste difficoltà?
    Grazie
    M.
     
  2. Mhuktidata

    Mhuktidata Nuovo Iscritto

    Non ci sono problemi di redditometro se gli assegni con cui acquista casa partono dai vostri c/c, sempre ammesso che provengano da redditi vostri, leciti e dichiarati.
    Se non ci sono problemi successori (ma, a come scrivi, credo che qui ce ne siano), per garanzia aggiuntiva valutate anche se formalizzare la donazione dal notaio. Tuttavia questa è una cosa che sconsiglio perché, oltre la diminuita possibilità di rivendere poi il bene, in quest'ultimo caso, alla moglie poi sarebbe estremamente più facile esercitare l'azione di riduzione.
    Quindi sono rischi da bilanciare: quello fiscale comunque è minore, sempre che si rispettino le condizioni di cui sopra. Quello successorio invece è più pericoloso, ed è anche quello da cui più difficilmente ci si può proteggere.


    Se la moglie è pericolosa, è meglio che discutiate il problema privatamente tu e tuo figlio con un notaio.
    Io la vedo così: tu vuoi intestare casa al figlio; la moglie invece farà carte false per far avere molto di più alla bambina piccola. E' storia, nella pratica professionale vedo che succede ogni giorno.

    Quando è così, la soluzione che consiglio è: passare brevi manu la somma al figlio (brevi manu, cioè in contanti: senza bonifici o altre forme di pagamento tracciabili), possibilmente scaglionando il tutto. Il figlio stipula un mutuo, anche trentennale, sempre ammesso che glielo concedano. I contanti se li tiene nel materasso o sotto il mattone, e li usa poco per volta, in concorrenza con il suo reddito, per pagare il mutuo.
    Anche questa, però, è una soluzione "a modo di dire" e che comunque non "blinda" il figlio. Gli dà qualche possibilità in più, ma residua sempre il caso che, morto tu, la moglie possa eccepire in giudizio la diminuzione del tuo capitale bancario, osservando che, contestualmente, c'è stato un acquisto della casa da parte del figlio. Sicché, è forse meglio che il figlio si tenga i contanti, vada in affitto per qualche decennio, o trovi una soluzione del tipo: monolocale venduto "a rate" senza intervento della banca, o cose simili.

    In sostanza, la verità è che le norme sulle successioni/donazioni sono le più difficili da aggirare, non solo quando si vuol "far fuori" un altro figlio dall'eredità, ma anche quando si intende soltanto anticipargliela.
    Solo con chi è veramente ricco c'è modo di farlo (perché allora si possono usare partecipazioni societarie, intestazioni fiducuarie e ad ultimo conti in paesi offshore). Ma per chi deve intestare un appartamento o poco più, sono questi mezzi inaccessibili.

    Soluzioni sicure e blindate per situazioni come la tua non ce ne solo... Ed il fatto che tuo figlio sia ambulante, senza reddito fisso, complica terribilmente le cose, perché la sua possibilità di accedere ad un mutuo - che potrebbe "confondere" le cose - è al lumicino!
     
  3. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
  4. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Gentile signor Martino questo è un forum di libero dibattito per cui ognuno dice la sua opinione che puo' non coincidere con quella di un altro . Cio' premesso questa è la mia opinione. Riassumo il suo quesito e rispondo per punto:


    "1-mio figlio fa il commerciante ambulante ed ha un reddito basso, temo che acquistando Lui la casa a suo nome ( ma con i denari che gli forniremmo noi) in cui andrebbe a vivere, possa subire un accertamento da “redditometro”
    2-pensavamo ,di acquistare noi genitori la casa e concederla in comodato d'uso al figlio tal che questi la utilizzi "come fosse sua".
    3-In caso di separazione, la casa potrebbe essere attribuita alla moglie (anche se possiede una sua abitazione) cosi che nostro figlio si troverebbe in mezzo alla strada?.
    4-Dove trovare le istruzioni per un comodato d'uso?
    5-Il comodato d'uso è la soluzione adatta per superare queste difficoltà? "


    1-E' un timore sensato; mentre in passato il redditometro è stato usato poco e male , in futuro ci sarà una massiccia applicazione ( lo sà bene chi legge quotidianamente la stampa specializzata) e visto che la prova contraria alla presunzione della provenienza della provvista dal nero sarebbe a carico del contribuente (suo figlio) e non del fisco, bene è adottare ogni atto con data certa che non possa essere disatteso o contestato.

    2a)-E' una possibile soluzione (per difendere il figlio dal coniuge , la migliore) , ma forse la piu' cara: vi costa il 10% piu' notaio se per Voi è seconda casa. In tal caso occorre non solo stipulare il contratto di comodato ma anche sottoporlo a registrazione anche se ciò non sarebbe obbligatorio nel caso di famigliari ;

    2b) L'altra ipotesi percorribile è acquistare la casa intestando direttamente a rogito l’usufrutto ( con accrescimento) ai genitori e la nuda proprietà al figlio. In tal caso in atto, fra l’altro, dichiarerete che i denari a corrispettivo del pagamento della nuda proprietà del figlio proviene dal Vs. patrimonio ; in questo caso mettete in essere una donazione indiretta tal che Vs. figlio non potrà subire alcun accertamento fiscale potendo dimostrare che la provenienza della provvista proviene dal Vs. patrimonio e “non dal suo nero” .( Ho proprio in questi giorni partecipato all'atto notarile dove i genitori hanno fatto questa dichiarazione in atto così consigliati dal notaio ). Inoltre in questo caso se per il figlio si trattasse di “prima casa” potrebbe fruire delle relative riduzioni fiscali

    3)- In tutte e due le ipotesi, sia in veste di proprietari-comodanti che di usufruttuari-comodanti avreste titolo a reclamare di ritorno il possesso della casa concessa in comodato , se questa fosse occupata dalla ex moglie salva l' incertezza data dalla azione difensiva se in sede di separazione la casa fosse assegnata al coniuge, scelta giustificata dal fatto che ci siano figli minori o maggiorenni universitari al coniuge medesimo assegnati , ed a cui la legge non vuole aggiungere al trauma della separazione il trauma del cambio-casa. (Nel quesito non è stato specificato)

    Per cui si tratta di fare delle scelte.
    La cosa và anche analizzata in un contesto complessivo piu' articolato tenuto conto anche dell'eventuale esistenza di altri figli.
    Pare opportuno consultiate un esperto che entri nel merito di tutti i particolari, anche quelli qui non evidenziati

    4-5) I fac- simili di contratto di comodato sono facilmente rintracciabili in rete.

    PS: Naturalmente bisogna guardare alle priorità che nel caso mi sembrano la difesa dal fisco e dal coniuge.
    Per quanto riguarda la donazione ed i problemi di commerciabilità , alla bisogna ci sono possibili rimedi . D' altro canto non si puo' avere "la botte piena" e "la moglie ubriaca"

    La prego di tenermi informato. Mi farebbe piacere sapere se troverà corrispondenza fra quanto suggerito e quanto adottato . Grazie
     
  5. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    ciao Martino, hai posto un quesito molto delicato visti gli argomenti personali e con risvolti giuridici e fiscali importanti.Non sono in grado di dare un giudizio di alcun tipo sulle risposte che utenti ed esperti hanno già dato. Il consiglio è quello di approfondire di persona presso un esperto le risposte che ti sono state date. Nel forum ciascuno è ovviamente libero di esprimere opinioni che però debbono rispettare le leggi vigenti.
     
  6. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Gentile Ralf , giuste le tue osservazioni generali , ma per evitare fraintendimenti credo siamo tutti d'accordo che le istanze di Martino sia inserite in un contesto di ordinaria legittimità. Tanto è che i forum sul web sono zeppi di simili istanze.
    Scusa il chiarimento dovuto per la tranquillità di Martino.
     
  7. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Ringrazio Ennio Alessandro Rossi per la trattazione organica, completa e documentata dei miei quesiti; appena definite le operazioni preliminari mi metterò in contatto con il Notaio e sentirò cosa ne pensa delle soluzioni che mi sono state proposte.
    Non ho ben capito l'obiezione di "legalità" cui Ralf si riferisce e quindi non so che dire in merito.
    Grazie ancora.
    Martino
     
  8. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La prego di tenermi informato. Mi farebbe piacere sapere se troverà corrispondenza fra quanto suggerito e quanto adottato . Grazie
     
  9. martino954

    martino954 Nuovo Iscritto

    Ho chiesto a vari esperti (commercialista da cui sono andato perchè mio figlio ha in corso un accertamento da redditometro per gli anni 2005 e 2006; notaio...), ma poi da me ho pensato:
    - mi costa caro intestare a mia moglie (II casa) e fare poi una comodato d'uso a mio figlio (nel comodato d'uso posso scrivere che le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria della casa che stiamo acquistando saranno a carico di mia moglie?e anche le spese di gestione della casa? per intenderci: le bollette), ma in questo modo non avrò a che fare con un secondo accertamento da redditometro (la provvista di soldi per l'acquisto della casa proviene dalla somma del mio TFS e da quello di mia moglie oltre a un finanziamento che il notaio registrerà nell'atto e che sarà a carico di mia moglie: il problema più grosso è difendere mio figlio dal fisco perchè avendo visto l'accertamento in corso, le somme attribuite a lui come reddito e le difficoltà e i costi che incontriamo per tentare di giustificarci (c'è il terribile - inversione dell'onere della prova), cerchiamo di evitare il riprodursi di una situazione di possibile indagine.
    Siamo arrivati a questa conclusione. Che ne dite?
    Grazie
    Martino
     

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