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Frak82

Membro Junior
Proprietario Casa
Certo che ce molto ma molto altro...... ma mio fratello sostiene anche che la palzzina è la mia, oltetutto e un contro senso sostenere quello, perchè c'è l'sesubero, quando le fa comodo è mia quando non le fa comodo non e + mia..... che @@!
 

queenalexa

Membro Junior
Proprietario Casa
Razionalizzo un pò la cosa. Un genitore dona al figlio 1 del denaro e alla figlia 2 un immobile di valore di gran lunga superiore. La differenza è oltre € 200.000.
Chi ha ricevuto il denaro recrimina che è stato penalizzato. Chi ha ricevuto l'immobile vuole non avere seccature a funerale concluso.
Ora, ci sono alcune considerazioni:
1) nell'asse ereditario che si formerà a funerali conclusi del papà, le donazioni fatte in precedenza a favore di uno degli eredi rientrano nel calcolo ereditario (attenzione NON fiscale cioé NON nella dichiarazione di successione che si presenta all'Agenzia delle Entrate).
2) gli eredi sono il coniuge e due figli. Quindi la legittima è un terzo ciascuno.
3) ignorando se vi sono altri beni e di quale ammontare può essere che avendo ricevuto un figlio€45.000 e l'altra €250.000 vi sia lesione di legittima a danno sia del fratello sia della madre.

Ne consegue che entrambi oppure solo il fratello possono richiedere ristoro della legittima. La postante riferisce che vi sono altri beni.

Senza fare troppe confusioni (collazioni, preventivi, esuberi, ristori etc) le soluzioni sono:
- la sorella mette nel piatto i 250.000 e il fratello i 45.000 (che spero siano dimostrabili) e si procede a calcolare le quote
- la madre rinuncia all'eredità e i due fratelli si aggiustano di conseguenza. In sostanza rinunciando la madre, le quote ereditarie diventano un mezzo ciascuno. Quindi il fratello si prenderà un mezzo dell'intero asse ereditario più i €102.500 (la metà dell'esubero) e la sorella l'altro mezzo decurtato di 102.500.

Resta inteso che la madre conserverà il diritto di abitazione nella casa coniugale.
Di solito in presenza di queste donazioni e rinunce all'eredità, le spartizioni si fanno dal notaio che chiarirà nell'atto di divisione ereditaria i motivi delle quote non proprio paritarie

Altra soluzione può essere che il padre ancora in vita doni al figlio immobili, titoli o altri beni per un valore pari all'esubero.

Altra soluzione ancora è un testamento che il padre farà - aiutato da un notaio - nel quale destinerà i beni secondo legittima e richiamando le donazioni già effettuate.

Il problema più serio che sembra essere sfuggito alla postante è la donazione dei €45.000 in denaro e la sua dimostrazione sia dell'avvenuta transazione e in che anno sia come donazione.
 

queenalexa

Membro Junior
Proprietario Casa
Per Chiacchia. nel diritto di famiglia vigente dal 1975 alla coniuge superstite spetta:
- il 50% in proprietà se vi è solo un altro erede (figlio)
- 1/3 se gli altri eredi sono più di uno.
In entrambi i casi il diritto di continuare a vivere nella casa coniugale.

Prima del 1975 alla coniuge superstite spettava il solo usufrutto di un terzo dell'asse ereditario e nessun diritto di abitazione. Inoltre la vedova poteva richiedere indietro, a carico dell'asse ereditario (cioé pagata dagli altri eredi/figli) la dote, conferita al marito all'atto del matrimonio. Di solito i figli non restituivano la dote ma pagavano una somma mensile alla madre vedova.
 

queenalexa

Membro Junior
Proprietario Casa
Razionalizzo un pò la cosa. Un genitore dona al figlio 1 del denaro e alla figlia 2 un immobile di valore di gran lunga superiore. La differenza è oltre € 200.000.
Chi ha ricevuto il denaro recrimina che è stato penalizzato. Chi ha ricevuto l'immobile vuole non avere seccature a funerale concluso.
Ora, ignorando il resto dei beni, ci sono alcune considerazioni:
1) nell'asse ereditario che si formerà a funerali conclusi del papà, le donazioni fatte in precedenza a favore di uno degli eredi rientrano nel calcolo ereditario (attenzione NON fiscale cioé NON nella dichiarazione di successione che si presenta all'Agenzia delle Entrate).
2) gli eredi sono il coniuge e due figli. Quindi la legittima è un terzo ciascuno.
3) ignorando se vi sono altri beni è evidente che avendo r
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
le donazioni fatte in precedenza a favore di uno degli eredi rientrano nel calcolo ereditario (attenzione NON fiscale cioé NON nella dichiarazione di successione
Sbagliato. Nel quadro ES della dichiarazione di successione vanno indicati i beni oggetto delle donazioni e di ogni altro atto a titolo gratuito nonché quelli oggetto di vincoli di destinazione, effettuati dal defunto a favore degli eredi e legatari.
gli eredi sono il coniuge e due figli.
L'OP non ha menzionato il(la) coniuge, ma "madre".
Quindi la legittima è un terzo ciascuno.
Sbagliato. Quando i figli, sono più di uno, a essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge (se vi fosse) spetta un quarto del patrimonio del defunto.
la vedova poteva richiedere indietro, a carico dell'asse ereditario (cioé pagata dagli altri eredi/figli) la dote, conferita al marito all'atto del matrimonio
No.
Era in facoltà degli eredi di soddisfare le ragioni del coniuge mediante l'assicurazione
di una rendita vitalizia o mediante l'assegno di frutti di beni immobili o capitali ereditari, da determinarsi di comune accordo o, in mancanza, dall'autorità giudiziaria, avuto riguardo delle circostanze del caso.
La "dote" era irrilevante.
 

Frak82

Membro Junior
Proprietario Casa
Attenzione che il figlio1 ha percepito la somma in denaro nel 2017 ed è entrato nel possesso dei soldi subito, io figlio2 la palazzina.... essa è regolamente affittata, e i miei genitori sono attualmente usufruttuari, ma il possesso del bene lo otterrò forse neanche quando non ci sarà più mia madre.... come da volontà di mio padre, e mi sento giustamaente di rispettare le direttive, dato che la ha costruita lui.... quindi l'ago della bilancia dell'esubero è molto diverso... il notaio ne terrà conto?
 

BeppeX88

Membro Assiduo
Proprietario Casa
Finché tuo padre è in vita non puoi fare niente. Il notaio fa quello che gli viene detto di fare, non è un giudice
 

queenalexa

Membro Junior
Proprietario Casa
A Nemesis: le tue risposte denotano rabbia e pertanto valgono quello che valgono sfiorando il ridicolo. Infatti:
- definisci la "dote" irrilevante quando era la "conditio sine qua non" degli accordi matrimoniali e mi rimbecchi rilevando una differenza tra "pagare una somma mensile alla vedova" e "assicurare una "rendita vitalizia".

Mi rimbecchi che la postante ha detto madre e non il/la coniuge. Ridicolo!

Questo non è un sito per accademici della crusca ma per gente che ha problemi e quindi si deve adottare un linguaggio che va bene per tutti

Infine ciliegina sulla torta, quando io ho parlato di un calcolo dell'asse ereditario NON fiscale. Il motivo è presto detto:
nella dichiarazione di successione, gli immobili devono essere riportati a rendita catastale "aggiustata" cioè moltiplicata per un indice e il cui risultato non coincide mai con i più ballerini valori di mercato.

In una divisione giudiziaria di eredità si fa riferimento ai valori di mercato e non alle valutazioni fiscali e così di solito nei testamenti e in quanto altro.

La postante comunque ha fatto riferimento a.... valore €250.000. E giustamente si interroga, nel suo ultimo post, che di fatto occorre valutare anche la non immediata disponibilità del bene donato, cosa che ne inficia parecchio il valore.

Per quanto riguarda le quote di legittima, cortesemente sarà opportuna una tua rilettura del diritto di famiglia. Da notare inoltre che nella soluzione "testamento" ho scritto "ripartizione secondo legittima" da farsi con l'assistenza di un notaio che effettivamente non è un giudice ma stabilirà le quote in conformità della legge.

Inoltre non ti sei accorto di un piccolo...ridicolo che riporto:

"Sbagliato. Quando i figli sono più di uno a essi è completamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge (se vi fosse) spetta un quarto del patrimonio del defunto".

Ripeto: se i figli sono più di uno, il coniuge ha diritto ad un terzo dell'asse ereditario Art.581 del CC ribadito con l'art.537 CC

Tu fai riferimento ad altro articolo, il 542 del Codice Civile, della successione legittimaria che è altro caso della successione e non applicabile - per ora - a questa fattispecie che stiamo esaminando.

Il tuo astio nei miei confronti ha un motivo, al punto da dire cose sballate pur di poter affermare che ho sbagliato. Quale è il motivo?
 

BeppeX88

Membro Assiduo
Proprietario Casa
A Nemesis: le tue risposte denotano rabbia e pertanto valgono quello che valgono sfiorando il ridicolo. Infatti:
- definisci la "dote" irrilevante quando era la "conditio sine qua non" degli accordi matrimoniali e mi rimbecchi rilevando una differenza tra "pagare una somma mensile alla vedova" e "assicurare una "rendita vitalizia".

Mi rimbecchi che la postante ha detto madre e non il/la coniuge. Ridicolo!

Questo non è un sito per accademici della crusca ma per gente che ha problemi e quindi si deve adottare un linguaggio che va bene per tutti

Infine ciliegina sulla torta, quando io ho parlato di un calcolo dell'asse ereditario NON fiscale. Il motivo è presto detto:
nella dichiarazione di successione, gli immobili devono essere riportati a rendita catastale "aggiustata" cioè moltiplicata per un indice e il cui risultato non coincide mai con i più ballerini valori di mercato.

In una divisione giudiziaria di eredità si fa riferimento ai valori di mercato e non alle valutazioni fiscali e così di solito nei testamenti e in quanto altro.

La postante comunque ha fatto riferimento a.... valore €250.000. E giustamente si interroga, nel suo ultimo post, che di fatto occorre valutare anche la non immediata disponibilità del bene donato, cosa che ne inficia parecchio il valore.

Per quanto riguarda le quote di legittima, cortesemente sarà opportuna una tua rilettura del diritto di famiglia. Da notare inoltre che nella soluzione "testamento" ho scritto "ripartizione secondo legittima" da farsi con l'assistenza di un notaio che effettivamente non è un giudice ma stabilirà le quote in conformità della legge.

Inoltre non ti sei accorto di un piccolo...ridicolo che riporto:

"Sbagliato. Quando i figli sono più di uno a essi è completamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge (se vi fosse) spetta un quarto del patrimonio del defunto".

Ripeto: se i figli sono più di uno, il coniuge ha diritto ad un terzo dell'asse ereditario Art.581 del CC ribadito con l'art.537 CC

Tu fai riferimento ad altro articolo, il 542 del Codice Civile, della successione legittimaria che è altro caso della successione e non applicabile - per ora - a questa fattispecie che stiamo esaminando.

Il tuo astio nei miei confronti ha un motivo, al punto da dire cose sballate pur di poter affermare che ho sbagliato. Quale è il motivo?
Mi sono fermato alla lettera A...
Poi mi sono addormentato
 

Franci63

Membro Storico
Proprietario Casa
Tu fai riferimento ad altro articolo, il 542 del Codice Civile, della successione legittimaria che è altro caso della successione e non applicabile - per ora - a questa fattispecie che stiamo esaminando.
In realtà sono tutti ragionamenti prematuri, visto che il donante di cui si parla è ancora in vita, e nessuno di noi sa se lascerà testamento o no.
Comunque in presenza di più figli al coniuge è riservato un quarto del patrimonio, come scritto da Nemesis.
occorre valutare anche la non immediata disponibilità del bene donato, cosa che ne inficia parecchio il valore.
Se non ne ha la disponibilità, evidentemente gli è stata donato solo la nuda proprietà.
io figlio2 la palazzina.... essa è regolamente affittata, e i miei genitori sono attualmente usufruttuari, ma il possesso del bene lo otterrò forse neanche quando non ci sarà più mia madre.... come da volontà di mio padre, e mi sento giustamaente di rispettare le direttive,
Non è questione di rispettare le direttive, ma di legge; se i tuoi hanno l'usufrutto, anche volendo non potresti avere la disponibilità della palazzina prima della loro morte.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
A Nemesis: le tue risposte denotano rabbia e pertanto valgono quello che valgono sfiorando il ridicolo.
Beh....non avertene ma di "ridicolo" vi è solo il tuo "castello" accusatorio.

Tacciare @ Nemesis di "rabbia" per avere contrapposto una risposta ineccepibile sul piano giuridico rapportato al "lessicale" del racconto di @Frak82 ... è come se un certo Adolf desse del violento a Ghandi.
 

Nemesis

Membro Storico
Proprietario Casa
le tue risposte denotano rabbia
Forse la rabbia è tua, visto che avevi scritto inesattezze, e continui pure.
definisci la "dote" irrilevante quando era la "conditio sine qua non" degli accordi matrimoniali
La dote (eventuale) e gli accordi matrimoniali (eventuali) sono irrilevanti. Perché la commutazione dell'usufrutto uxorio ex (ora abrogato) art. 547 c.c., che la prevedeva, non ne fa(ceva) cenno.
nella dichiarazione di successione, gli immobili devono essere riportati a...
Ma (anche) gli immobili oggetto di donazione vanno indicati.
Per quanto riguarda le quote di legittima, cortesemente sarà opportuna una tua rilettura del diritto di famiglia.
Il diritto di famiglia c'entra nulla.
Tu fai riferimento ad altro articolo, il 542 del Codice Civile, della successione legittimaria che è altro caso della successione e non applicabile - per ora - a questa fattispecie che stiamo esaminando.
Sbagliato. Visto che le donazioni fatte sono soggette a collazione, occorre determinare, come già affermato, se vi sia una dispensa dalla collazione.
E siccome tale dispensa non produce effetto se non nei limiti della quota
disponibile, è necessario calcolarla. Anche nelle successioni ab intestato. E tale quota si calcola per sottrazione delle quote di riserva. Come determinate proprio dall'art. 542 c.c.
E la tua affermazione "Quindi la legittima è un terzo ciascuno" resta sbagliata. Perché con (quota di) legittima s'intende la quota di riserva, non la quota spettante secondo la successione legittima.
 

queenalexa

Membro Junior
Proprietario Casa
Ho riportato gli articoli del Codice Civile a fondamento delle mie affermazioni e specificato che il caso del "quarto" per il coniuge superstite è la successione legittimaria con l'avviso che non è questo il caso.
 

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