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  1. ziosam31

    ziosam31 Membro Attivo

    Stamani abbiamo letto questa notizia relativa alla manovra fiscale :

    Comodato d'uso figli-genitori è prima casa. Per la "seconda rata" dell'IMU che si dovrà pagare a dicembre, i comuni potranno "equiparare" alla prima casa le abitazioni date in comodato ai parenti di primo grado in linea retta che la utilizzano come abitazione principale, dunque figli o genitori.

    Questa legge deve passare al Senato quindi ancora non c'è certezza, ma vorrei capire se poteva meritarmi attivare il comodato d'uso ai miei figli per un appartamento che possiedo nello stesso comune dove abito e che è usato abbastanza spesso da parte loro.

    Per il comodato d'uso:
    • quale iter devo fare? devo andare da un notaio oppure è una scrittura privata?
    • l'atto deve essere registrato?
    • devo prevedere il cambio di residenza per i figli?
    • posso continuare a considerare i figli a carico?
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Il comodato è gratuito (altrimenti si tratterebbe di locazione) e può essere in forma verbale o scritta, ma in caso di immobili il contratto deve essere registrato in forma scritta presso l’agenzia delle entrate entro 20 giorni dalla data di stipula, così come previsto dal D.P.R. 131/86, art. 5, comma 4 del T.U.I.R. (Testo Unico Imposte di Registro).
    La registrazione di un contratto di comodato d’uso di immobile si effettua presso un qualsiasi sportello dell’agenzia delle entrate, non necessariamente, quindi, presso l’ufficio competente del proprio domicilio fiscale. Poiché non è prevista la registrazione telematica, è necessario seguire la seguente procedura:
    1. versare in banca – tramite il modello F23 – l’imposta di registro pari a 168 €, indicando il codice tributo 109T;
    2. recarsi presso l’ufficio dell’Agenzia delle entrate e presentare due copie del contratto firmate in originale;
    3. presentare il modello 69 compilato relativo alla richiesta di registrazione. Il modello è disponibile presso gli uffici stessi delle entrate ed è possibile compilarlo direttamente all’atto della presentazione;
    4. dotarsi di marche da bollo da 16,00 € da applicare sulle copie degli atti da registrare. La data delle marche da bollo deve corrispondere a quella in cui è stato stipulato il contratto (per esempio se il comodato è stato siglato l’8 novembre 2013, le marche da bollo devono riportare la stessa data o anteriore). Importante! Come previsto dall’art. 2, comma 1 Parte I (Tariffa) del D.P.R. n. 642/1972, l’imposta è fissata nella misura di 16,00€ « per ogni foglio formato da quattro facciate scritte, per un totale di 100 righe o frazione di esse ».
    Delle due copie presentate, una viene trattenuta dall’ufficio dell’agenzia delle entrate, l’altra viene consegnate al comodante che la dovrà obbligatoriamente conservare per eventuali verifiche da parte dell’amministrazione. Sarà premura del comodante consegnare al comodatario una fotocopia del contratto registrato.
    Infine, se il contratto di comodato è a tempo determinato con possibilità di rinnovo e a parità di condizioni, è necessario versare l’imposta di registro di 168€ ad ogni rinnovo. Quindi l’imposta fissa si paga per ogni periodo o proroga di contratto.
    In caso di contratto a tempo indeterminato (in cui non si prevede la durata né la scadenza condizionante per il comodatario di restituire il bene), l’imposta fissa si paga soltanto al momento della registrazione originaria.
    I figli devono avere la residenza anagrafica e possono essere ancora a carico.
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    D'accordo.
    No. Va sottoposto a registrazione solamente se stipulato in forma scritta. Se è stipulato in forma verbale, va registrato solamente se è enunciato in altri atti.
    Tuttavia, i regolamenti comunali che prevedono agevolazioni in materia di tributi locali richiedono generalmente che il comodato sia stipulato in forma scritta. Da questo fatto, e non dal fatto che il comodato riguardi un bene immobile, discende l'obbligatorietà della registrazione.
    Quel T.U. viene comunemente denominato"TUR". Il "TUIR" invece è il D.P.R. n. 917/1986 (testo unico delle imposte sui redditi).
    L'altra viene consegnata a chi ha richiesto la registrazione. Che potrebbe benissimo essere un soggetto diverso dal comodante.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  4. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Il "potranno" e non il "dovranno" lascia intendere molte cose....
    I comuni avranno la facoltà ma non l'obbligo...
    Quindi prima di spendere soldi per la registrazione del contratto di comodato gratuito meglio aspettare le decisioni dei comuni.
    La maggior parte dei comuni comunque non richiedono un contratto scritto e registrato ma si accontentano di una autocertificazione che di solito propongono già loro nella modulistica del sito del comune.
    Fa fede per loro l'iscrizione all'anagrafe della residenza (e dimora) del comodatario nell'abitazione di proprietà del parente comodante.
    Saluti.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  5. bertoldo

    bertoldo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il mio Comune ha fatto anche in passato ( per ICI) come indicato da Essezeta
     
  6. casanostra

    casanostra Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Campa cavallo
     
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Se il comodato ha come oggetto beni immobili, il contratto deve essere obbligatoriamente registrato (quindi in forma scritta) all’agenzia delle entrate entro 20 giorni dalla data di stipula ( DPR nr. 131/86, art. 5, comma 4 Testo unico imposte di registro).


    Assolutamente sì, con delega.
     
  8. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La legge di conversione del D.L. 31/8/2013, n. 102.
    Non è solo una questione di modulistica. Nei 2mila Comuni che hanno dettato regole particolari per la dichiarazione IMU bisogna fare attenzione a tre elementi: la data entro cui presentare la denuncia, i documenti da allegare e le differenze rispetto alla normativa nazionale.
    Un altro aspetto riguarda l'eventuale documentazione da allegare all'autocertificazione per il Comune. In genere viene chiesta una copia del contratto (d'affitto o di comodato, ad esempio), ma ci sono anche città che pretendono una copia delle utenze domestiche.
     
  9. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Assolutamente no. Deve essere obbligatoriamente registrato solamente se stipulato in forma scritta. Se è stipulato verbalmente, va obbligatoriamente registrato solamente se è enunciato in altri atti.
    L'altra parte contrattuale, il comodatario, non ha bisogno di nessuna delega.
     
  10. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Nei comuni con cui ho a che fare, a seconda delle agevolazioni IMU concesse in delibera comunale, viene richiesta oltre che all'autocertificazione anche una lista di documenti oltre a quelli di identità: per esempio in caso di immobili inagibili occorre presentare foto e dichiarazione di un tecnico, in caso riduzione di aliquota per contratti di locazione agevolati occorre presentare copia del contratto stesso registrato, per il comodato gratuito non chiedono nessun altro documento........Piuttosto bisogna stare attenti il grado di parentela indicato dai comuni nelle delibere: primo grado in linea retta (genitori figli) secondo grado in linea retta( nonni nipoti), parenti collaterali, affini ecc. ecc. Se anche qualche comune propone IMU agevolata in caso di comodato gratuito, non tutti i parenti comodanti e comodatari vanno bene.......
     

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