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  1. caramello

    caramello Nuovo Iscritto

    Salve,
    posseggo un bene immobilliare dal 1990 che é la mia seconda casa. Progetto di venderlo. Dovro' pagare un plusvalore? Che percentuale? E il notaio che l'incassa?
    Grazie.
    Caramello
     
  2. falkomix

    falkomix Nuovo Iscritto

    Ciao,
    vendi tranquillamente non dovrai pagare nessuna imposta.:ok:
     
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  3. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Se l'intestatario del bene è una persona fisica, esattamente al compimento di 5 anni dalla data del rogito del Notaio, la casa non è soggetta alla tassazione della plusvalenza. Nel caso che il bene sia intestato a persona fisica da meno di 5 anni la plusvalenza viene tassata o portandola in dichiarazione dei redditi nell'annualità, o presso il NOtaio, contestualmente all'atto di vendita, con una tassazione del 20% della plusvalenza.
     
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  4. fernanda

    fernanda Nuovo Iscritto

    Si precisa che la plusvalenza non è dovuta se l'immobile viene utilizzato da un familiare che abbia mantenuto la residenza all'interno dell'immobile per un periodo pari alla metà + un giorno rispetto ai giorni trascorsi dall'acquisto alla vendita. Questo semprechè la vendita avvenga prima dei 5 anni altrimenti dopo i 5 anni non è dovuta
     
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  5. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Il guadagno che si realizza con la vendita della casa rientra nella categoria
    dei “redditi diversi” ed è quindi soggetto a tassazione.
    Infatti, quando dalla cessione della casa deriva una plusvalenza, che
    equivale ad una differenza positiva tra il corrispettivo percepito nel
    periodo d’imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del
    bene ceduto, aumentato dei costi inerenti il bene stesso, si realizza un valore.
    Questo valore, se derivante da una cessione a titolo oneroso di una casa acquistata o costruita da non più di 5 anni, è considerato come uno dei redditi appartenenti alla categoria “redditi diversi” e, come tale, assoggettato a tassazione con le normali aliquote IRPEF.

    Fanno eccezione a tale regola:
    - gli immobili pervenuti per successione;
    - quelli ricevuti in donazione, se, con riferimento alla persona che ha donato l’immobile, sono trascorsi
    5 anni dall’acquisto o costruzione dello stesso;
    - le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto (o la
    costruzione) e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.

    L’IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLE PLUSVALENZE
    In materia di tassazione di queste plusvalenze, a partire dal 2006 è stato introdotto un sistema alternativo
    a quello vigente. Infatti, il venditore ha ora la facoltà di chiedere all'atto della cessione, con
    dichiarazione resa al notaio, che sulle plusvalenze realizzate sia applicata un’imposta sostitutiva di
    quella sul reddito.
    ATTENZIONE
    Il decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006 ha elevato tale aliquota al 20%.

    Il notaio stesso provvederà all'applicazione ed al versamento dell'imposta sostitutiva, ricevendo
    immediatamente dal venditore il relativo pagamento, e comunicherà all'Agenzia delle Entrate i dati
    relativi alla compravendita.
    La tassazione descritta (imposta sostitutiva ) non può essere chiesta dal cedente quando oggetto di
    cessione é un terreno su cui sono stati eseguiti lavori di lottizzazione o un fabbricato costruito sul
    terreno stesso.

    Da : http://www.agenziaentrate.it/wps/wc...ERES&CACHEID=b4d05500426dcec8adebbfc065cef0e8
    :daccordo:
     
  6. caramello

    caramello Nuovo Iscritto

    Quindi, se capisco bene, avendo io acquistato questo appartamento nel 1990 (+ di 5 anni), il concetto di plusvalenza non entra in gioco. Gtrazie
     
  7. Hai capito benissimo: non devi pagare nulla!! Ciao, buon fine settimana
     

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