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  1. ralf

    ralf Nuovo Iscritto

    ciao voglio porre un quesito su un argomento toccato in questi giorni con conoscenti.Una famiglia ,genitori e due figli ,il figlio maggiore si vuole sposare ed i genitori intendono acquistare un appartamento ed intestarglielo,in questo caso l'altro figlio, in seguito potrebbe,nel caso in cui i genitori non ne acquistassero uno anche a lui,pretendere la metà od il controvalore dell'appartamento donato al figlio maggiore? grazie spero di essermi spiegato. :)
     
  2. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Re: donazione a un fratello

    Credo che alla futura morte dei genitori, e quindi all'apertura della successione, il figlio che non ha ricevuto in donazione l'immobile, qualora fosse stata lesa la sua quota di legittima, possa chiedere l'azione di riduzione (non sono sicuro si chiami così) e pretendere di raggiungere la sua quota.
    Credo peraltro, che con le attuali norme, tale diritto si prescrive entro 10 anni dalla data della donazione. Prima era entro 10 anni dalla morte del donante.
    Le mie, devo dire, non sono affermazioni, ma supposizioni.
    Spero che qualcun'altro amico del forum ci aiuti a dipanare la matassa.
    JROGIN
     
  3. Maurizio Zucchetti

    Maurizio Zucchetti Membro Attivo

    Ci sto passando per la nuda proprietà di un immobile donato dai genitori ad una figlia! :rabbia:
    Il termine di prescrizione è sempre 10 anni dalla morte del donante (notaio dixit! :ok: ). L'azione di riduzione può essere richiesta da tutti i figli viventi al momento dell'apertura della successione, e quindi anche dagli illegittimi o adottati (anche negli ultimi istanti di vita). Per questo motivo le banche, in presenza di donazione, concedono MOOOOLTO difficilmente il mutuo all'acquirente! :occhi_al_cielo:

    ;)
     
  4. Francesco De Turris

    Francesco De Turris Nuovo Iscritto

    Mi pare di capire che i genitori sborsano i soldi per acquistare un appartamento che in sede di compravendita verrà intestato direttamente al figlio maggiore.
    In tal caso non risulterà nessun tipo di donazione in atti poichè ai fini del rogito l'appartamento risulterà acquistato direttamente dal figlio stesso e non dai genitori. Peranto, il figlio minore, salvo dimostrazione del contrario, non ha nessun elemento giuridico per poter impugnare una "presunta" donazione. Piuttosto, sarà opportuno preoccuparsi del contrario nel caso ricevesse successivamente in donazione l'appartamento intestato ai genitori, ammesso che ne abbiano uno, per il quale, oltre alla facoltà di riservarsi l'usufrutto, in morte degli stessi, ai fini della successione legittima o testamentaria la donazione potrebbe essere impugnata dal fratello stesso o dai suoi discendenti per i motivi citati nelle risposte precedenti. Comunque la materia è molto complessa e delicata, sarebbe quindi il caso di approfondire, codice civile alla mano e magari con l'aiuto di un legale.
     
  5. Alessandro Cagnoni

    Alessandro Cagnoni Nuovo Iscritto

    se l'atto di trasferimento del bene è un'atto di compravendita anche tra genitori e figlio , l'altro figlio non può rivendicare nessuna quota di legittima .
    l'atto di compravendita non può essere impugnato dall'altro fratello , se si vuole tutelare quest'ultimo , o fare una nomina di un giudice tutelare oppure intestare 1/2 di proprietà dell'appartamento ai genitori e 1/2 ad un figlio , poi raggiunta la maggiore età dell'altro figlio fare un'atto di vendita del 1/2 di proprietà dei genotori al figlio ormai maggiorenne , questo per equiparare i beni dati dai genitori tra i figli .
     
  6. Francesco De Turris

    Francesco De Turris Nuovo Iscritto


    Scusa Alessandro, non mi sembra si stesse parlando di figli minorenni, ma semplicemente di figlio maggiore inteso come primogenito e figlio minore inteso come secondogenito. E anche fosse giusta la tua ipotesi, supponiamo che uno o entrambi i genitori muoiono prima di aver venduto al figlio "minore" la metà dell'appartamento che si erano intestati con tale presupposto, cadendo in successione, andrebbe solo ad accrescere ulteriormente la quota di proprietà del fratello maggiore già proprietario dell'altra metà.
     
  7. Alessandro Cagnoni

    Alessandro Cagnoni Nuovo Iscritto

    allora ai genitori gli merita intestare ai figli la proprietà x1/2 ciascuno proindiviso dell'appartamento .
     
  8. Francesco De Turris

    Francesco De Turris Nuovo Iscritto

    Perdona Alessandro ma non riesco a seguirti.
    Forse è il caso di rileggerti la domanda iniziale di "propedeutico".
    Ad ogni buon conto, se i genitori, come nel caso che tu hai ipotizzato, volessero acquistare un solo appartamento e fare le cose al pari per entrambi i figli, potrebbero intestargli l'appartamento, ovviamente per 1/2 ciascuno.
    Questo però non risolve il quesito posto da "propedeutico".
     
  9. Alessandro Cagnoni

    Alessandro Cagnoni Nuovo Iscritto

    se i genitori acquistano il fabbricato al figlio che si sposa , l'altro figlio nel caso in cui i genitori decedano , non può farci niente
    se il trasferimento del bene è una compravendita
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  10. Francesco De Turris

    Francesco De Turris Nuovo Iscritto

    Infatti, ed è proprio quello che ho risposto a "propedeutico" in data 15/11/2009.
    Scusami Alessandro se te lo dico ma ti vedo un po' distratto.
    Sembra che tu voglia dare a me le risposte ma forse non hai ancora capito che sono un collega, ex guru, che per problemi di disponibilità, ha restituito l'incarico assunto in precedenza, ma la risposta che ho fornito a "propedeutico" l'ho data ancora in veste di esperto di propit, successivamente è stata modificata da te interpretando il figlio minore come minorenne da qui tutti i messaggi che ne sono conseguiti.
    Spero di aver chiarito l'arcano.
    Nel caso avessi ancora bisogno, postami in forma privata.
     
  11. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Scusatemi se torno all'origine, ma vorrei risondere con un SI, al quesito di propedeutico, motivando le ragioni che mi portano a questa conclusione.
    Se nel caso citato, i genitori si intestano loro l'appartamento e successivamente lo donano al figlio maggiore, al momento del loro decesso tale appartamento non andrebbe a far parte del patrimonio oggetto della successione, quindi il figlio minore, che nel frattempo non avesse ricevuto beni per pari valore, vedrebbe lesa la sua quota di legittima, ed avrebbe diritto di chiedere l'azione di riduzione della donazione fatta al fglio maggiore.
    Diversamente, sempre nel caso citato, se i genitori forniscono al figlio maggiore i denari per l'acquisto dell'appartamento che viene intestato direttamente al figlio, si configurerebbe un donazione INDIRETTA, ed anche in questo caso in caso di successione il figlio minore avrebbe diritto di chiedere l'azione di riduzione.
    Potreste fare la legittima domanda "come si fa a dimostrare la donazione indiretta?" e qui vorrei ricordare che con l'attuale normativa, nel rogito definitivo di vendita, tra le altre dichiarazioni le parti devono indicare esplicitamente le modalità di pagamento, con tanto di numero di assegno e/o bonifico ecc. in modo che tale pagamento sia rintracciabile. Sarebbe quindi molto facile per il figlio minore riuscire a dimostrare che i soldi provengono da un conto dei genitori, sia che questi paghino direttamente o che prima del rogito versino i soldi su conto del figlio, ricordando che oggi con le attuali norme anticiclaggio rimane traccia dei trasferimenti di denaro dell'importo necessario per l'acquisto di un appartamento.
    Jrogin
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  12. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    PS: mi sono dimenticato di dire, che fino a che i genitori sono vivi, il figlio minore non può fare nulla.
    Jrogin
     
    A rita dedè piace questo elemento.

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