Seth

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Proprietario Casa
Vanno dichiarati ai fini della TARI (e nel caso, a nome di chi?) dei magazzini in comproprietà a disposizione di tutti i proprietari? Dico magazzini "condominiali" nel senso che sono al servizio dell'adiacente piccolo condominio i cui proprietari coincidono con i comproprietari dei magazzini, anche se l'accatastamento è distinto. L'utilizzo è per deposito comune e per impianti comuni tipo autoclave.
Secondo un primo rapido colloquio telefonico con l'ufficio tributi del Comune, par di capire che dovrebbe dichiarare un proprietario a caso per tutti, ma mi chiedo se questi locali non debbano essere del tutto esclusi poiché non generano rifiuti domestici né da attività commerciali o artigianali.
 
I locali sono idonei a produrre rifiuti secondo il regolamento TARI del Comune ? Se è così, deve pagare la TARI l'amministratore e poi riportarla nelle spese generali, così si divide per millesimi di proprietà. Certamente, se non sono mai stati dichiarati ai fini TARI e i locali sono idonei a produrre rifiuti, bisogna che l'amministratore lo faccia.
 
I locali sono idonei a produrre rifiuti secondo il regolamento TARI del Comune ? Se è così, deve pagare la TARI l'amministratore e poi riportarla nelle spese generali, così si divide per millesimi di proprietà. Certamente, se non sono mai stati dichiarati ai fini TARI e i locali sono idonei a produrre rifiuti, bisogna che l'amministratore lo faccia.
Non c'è amministratore.
Ad ogni modo, volendo inquadrare la questione più in generale, chi dovrebbe dichiararli? L'amministratore (qualora ci fosse, o in mancanza un referente) a nome proprio?
Non accettano l'iscrizione a nome "condomino tal de' tali".
La tesi dell'ufficio è che li iscrive un comproprietario per tutti.

Sull'idoneità a generare rifiuti avrei qualche dubbio (un magazzino usato come deposito di oggetti personali genera rifiuti domestici?) ma in ogni caso secondo l'ufficio tributi basta che siano c/2.
 
Sulla idoneità di un C2 a produrre rifiuti io non avrei dubbi: per uno come me che è cresciuto nell’idea che tutto può tornare utile…. Le cantine finiscono per sfornare una marea di “rumenta” da conferire alla discarica.

Per curiosità, il vostro è cointestato a tutti i comproprietari o è attribuito al CF condominiale?

Io ho un caso dove un tempo erano nominati i comproprietari: oggi è citato solo il condominio e non so chi abbia fatto tale modifica
 
Sulla idoneità di un C2 a produrre rifiuti io non avrei dubbi: per uno come me che è cresciuto nell’idea che tutto può tornare utile…. Le cantine finiscono per sfornare una marea di “rumenta” da conferire alla discarica.

È l'inverso. Se c'è la cantina, il conferimento in discarica è differito di almeno dieci anni, cioè spesso va in cantina quello che senza cantina si dovrebbe buttare :D

Per curiosità, il vostro è cointestato a tutti i comproprietari o è attribuito al CF condominiale?

Cointestato a tutti.


Io ho un caso dove un tempo erano nominati i comproprietari: oggi è citato solo il condominio e non so chi abbia fatto tale modifica

Cioè in catasto l'intestazione è passata al condominio? In questo modo però potrebbero cambiare anche le quote di proprietà che saranno quelle dei millesimi condominiali e non quelle della comproprietà originaria se diversa, credo.
 
Cioè in catasto l'intestazione è passata al condominio? In questo modo però potrebbero cambiare anche le quote di proprietà che saranno quelle dei millesimi condominiali e non quelle della comproprietà originaria se diversa, credo.
Di solito, se il condominio ha un codice fiscale deve intestarsi i locali condominiali e la titolarità diventa così in millesimi. Non dovrebbe variare rispetto alla proprietà originaria se il locale è entrato a far parte delle parti comuni.
Se però la proprietà originaria è diversa e anche se c'è un codice fiscale condominiale, bisogna che uno dei comproprietari dichiari il locale C/2 soggetto a Tari elencando tutti i comproprietari con le loro quote. Poi riceverà lui la cartella dei rifiuti, la pagherà e si farà rimborsare dagli altri le rispettive quote-parte. Penso che ci sia la coda di volontari per attribuirsi tale piacevole compito. Se il regolamento TARI del Comune stabilisce così, non c'è scampo.
 
Di solito, se il condominio ha un codice fiscale deve intestarsi i locali condominiali e la titolarità diventa così in millesimi.
No.
I locali comuni non si intestano al codice fiscale del condominio. Vengono solitamente censiti negli atti e in catasto come "beni comuni non censibili" (BCNC) o intestati ai singoli condomini, dato che appartengono in proprietà proporzionale a tutti i condomini, non al condominio come entità a sé stante.
 
In un condominio dove sono proprietario, l'appartamento dell'ex portiere, che viene locato a terzi, è censito al catasto con una sua particella e subalterno. Ogni proprietario ne possiede una quota pari ai suoi millesimi e dichiara il reddito fondiario dell'immobile pro-quota. La Tari è intestata al condominio e la paga l'amministratore, quindi rientra nelle spese patrimoniali. l'IMU (ILIA) viene anch'essa pagata dall'amministratore.
 

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