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  1. franz371

    franz371 Membro Ordinario

    La mia domanda questione è la seguente il mio inquilino in un immobile accatastato in c1 vuole cambiare la destinazione d'uso dell'immobile in c3:

    si tratta di una gelateria che necessità per proprie necessità di trasformarsi in laboratorio, per questioni legate all'attività ...

    Non essendo, già lo so, la necessità di realizzare alcuna opera:
    si tratta di effettuare una pratica burocratica: da presentare in catasto, comune ed eventualmente verificare anche se neccessario sempre da un punto di vista burocratico di variazione della abitabilità ...: non credo che tale variazione sia onerosa se non per piccole oneri di segreteria e poco altro: mi pare comunque giusto che delle spese se ne occupi l'inquilino stesso.

    Mi è stato detto che nel passaggi da categoria c1 a c3 la rendita catastale dovrebbe scendere: domanda visto che ho letto che nel passaggio da c1 a c3 il moltiplicatore per l'IMU passa da 55 a 140: questa riduzione (?) della rendita, compensa il triplicarsi del moltiplicatore?
    La cosa mi mette alquanto in ansia.
    qualcuno può delucidarmi al riguardo?
     
  2. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    da negozio a laboratorio vi è un declassamento sull'immobile, non so quanto ti convenga
     
  3. franz371

    franz371 Membro Ordinario

    infatti era per venire incontro all'inquilino ... per fortuna ha cambiato idea ... nn si fa nulla :)
     
  4. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    domanda: da C3 non si può, dopo, ritornare a C1?
     
  5. franz371

    franz371 Membro Ordinario

    bo ... penso di si ...
     
  6. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Bisogna vedere il cosa dice il comune in quanto agli usi del suolo per gli immobili. Non è da escludere a priori. Di solito però un c/1 un negozio viene consentito in aree "commerciali" ben individuate sul suolo del comune, mentre un C\3 laboratorio per arti e mestieri può in alcuni casi , specialmente quando trattasi di artigianato non molesto ne nocivo (per immissioni in genere) può essere permesso anche in zone "residenziali".
    questo le differenze:
    • C/1 = Negozi e botteghe: Locale avente accesso indipendente, adibito ordinariamente alla vendita di merci e prodotti in genere, anche se mancante di mostra. Rientrano nella C/1 i locali occupati da barbieri, modiste, orologiai, nonché uffici telefonici, le ricevitorie postali, i banchi del lotto, le esattorie delle imposte dirette, le agenzie bancarie o assicurative, le biglietterie, le sale d'aspetto delle linee automobilistiche di servizio pubblico, gli ambulatori medici ecc. posti in comuni locali che hanno ingresso diretto dalla strada pubblica e comuni caratteristiche dei locali per bottega. Vi rientrano anche i locali adibiti ad esposizione o a "musicstore" ed in genere quei locali singoli o a gruppi - costituenti unità immobiliari - dove si effettua la vendita, con prevalenza al dettaglio, di merci, di manufatti, prodotti, derrate ecc. e quei locali dove la vendita si accompagna con prestazioni di servizio come, ad esempio, trattorie e ristoranti, pizzerie, panetterie (intese come locali di vendita al minuto del pane), bar anche se compresi in una stazione ferroviaria o simili), caffè ecc.

    • C/3 = Laboratori per arti e mestieri: Sono C/3 anche quando costituiti da diversi tipi di costruzione, come, ad esempio, una falegnameria con tettoia per deposito legnami o locali utilizzati per la lavorazione artigianale del marmo; i caseifici, i forni da pane, i macelli e i molini di scarsa importanza economica e quando occupano comuni locali suscettibili di diversa destinazione ordinaria senza radicali trasformazioni; sono C/3 anche le officine per la riparazione di autoveicoli; gli impianti per lavaggio autovetture, se dotati di attrezzature semplici e, quindi, con esclusione degli impianti fissi nei locali; le porzioni di stazioni di servizio adibite ad autofficine e/o autolavaggio chiuso, con idonea attrezzatura e relativa area asservita; tutti quei locali nei quali gli artigiani (per esempio fabbri, falegnami ecc.) provvedono alla lavorazione e alla trasformazione di semilavorati, in prodotti finiti. Questi locali adibiti a laboratori artigianali sono normalmente ubicati in periferia o nel corpo delle città e solo eccezionalmente in località centrali. Di regola non hanno gli adattamenti delle botteghe per la vendita, sebbene talvolta l'artigiano lavori non soltanto per commissione ma anche per la vendita diretta al pubblico.
     
  7. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ho fatto questa domanda perché in un altro thread si era discusso di quale tipo di accatastamento dovesse avere un locale dove dei ragazzi potessero suonare! In Italia siamo arrivati addirittura a questo! Si poteva quindi portare un c1 a c3 e successivamente variare (!?)
     

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