1. propit.it è il primo e unico forum italiano interamente dedicato ai Proprietari di Casa e agli Inquilini conduttori di proprietà immobiliari.

    Su propit.it puoi approfondire nuove leggi, leggere opinioni, recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, confrontarti e trovare modulistica fiscale, legale e contabile per gestire la proprietà immobiliare.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

Tag (etichette):
  1. lucia

    lucia Membro Attivo

    Questa mia domanda non è nuova, ma alcune cose sono cambiate....pertanto devo riproporla e confidare in un vs risposta!Ho acquistato una casa costruita ben 12 anni fa ove gli scarichi non sono allacciati alla rete fognaria pubblica bensì in delle fosse asettiche così come da certificato di agibilità/abitabilità.Dopo il rogito io e mio marito ci siamo però accorti che a seguito dell'assestamento del terreno, sceso verso il basso e avvenuto da almeno 5 o 6 anni (così come riferitomi dall'idraulico intervenuto) gli scarichi finivano non nelle fosse asettiche bensì nel sottosuolo.
    Il vecchio proprietario non ci ha affato avvisato al momento del rogito che da alcuni anni gli scarichi finivano nel sosttosuol:shock:ggi ho dovuto far intervenire un idraulico e sistemare il tutto per € 4000.Ho chiesto al vecchio proprietario di rimborsarmi la cifra visto che non ci ha avvisati della cosa prima del rogito, ma non ne vuole sapere asserendo che non era a conoscienza della cosa.(a me sembra impossibile che non si sia accorto quando faceva pulire gli scarichi)A questo punto posso agire giudizialmente contro di lui per ottenere la predetta somma indietro o non ho diritto al rimborso? Grazie e scusate la confusione....
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Vorrei capire se la casa l'avete acquistata da pochi mesi e allora possiamo parlare di un difetto addebitabile al venditore, se l'acquisto risale a più tempo penso non possiate rivalervi.
    Adriano Giacomelli
     
  3. lucia

    lucia Membro Attivo

    Il rogito è stato fatto ad Agosto e d il vizio è stato rilevato quasi subito con contestazione immediata all'ex proprietario che tra l'altro ha anche assistito al sopralluogo fatto dall'idraulico!Grazie
     
  4. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Prima di sostenere spese legali difficli da recuperare almenop in toto, consiglio un tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio; è economica e semplice ; basta che ti rivolgi all'Ente per avere tutte le informazioni utili sulla procedura : se la conciliazione non riesce non pregiudichi nessun diritto di accedere alle procedure successive ma piu' costose : arbitrato pilotato o causa giudiziaria portando a testimoniare l'idraulico.
    Perchè non tentare? Fra l'altro il venditore ha presenziato al lavoro. Questo è un buon segnale . I peggiori neppure danno segnali di risposta.
     
  5. lucia

    lucia Membro Attivo

    Egregio Dott.Rossi
    la ringrazio per il consiglio ma il venditore non ne vuole proprio sapere di conciliarsi con noi!Si è opposto ad ogni sorta di accordo che gli abbiamo proposto,a questo punto siamo costretti ad agire giudizialmente ma prima di andare da un avvocato volevi sapere da voi cosa mi consigliavate per ottenere nei tempi più brevi possibili il rimborso della cifra spesa dopo tutto il venditore è tenuto a garantirmi da eventuali vizi occulti, no??!Sai non vorei che un avvocato mi consigliasse la via più lunga.... per guadagnarci su!Grazie
     
  6. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Buongiorno,
    la tua preoccupazione che un avvocato ti possa infilare in una eterna causa, vedi la giustizia Italiana, è del tutto condivisibile. Io ti consiglio di rivolgerti dal miglior avvocato che tu possa trovare e chiedere a lui un parere legale sulla vicenda. Se ti garantisce l'esito e se ti formula un preventivo di questo iter legale, confrontalo con la spesa che devi sostenere per rimediare al danno dell'immobile. Se il danno è anche solo del 30% superiore al costo della causa, ripara direttamente e amen.
    Adriano Giacomelli
     
  7. Giuliante G.Anna

    Giuliante G.Anna Nuovo Iscritto

    Il consiglio di Adriano é saggio.Valuta bene il preventivo dell'avvocato....ed i tempi che ti occorreranno per risolvere il problema qualora andassi per vie legali!
     
  8. paolodm

    paolodm Membro Attivo

    Mi chiedo quanti di voi sono stati capaci di farsi "garantire" da un avvocato circa l'esito di un procedimento da affrontare e soprattutto quanti sono riusciti ad avere un preventivo esatto per l'intero iter!!!
    E soprattutto mi chiedo (se qualcuno l'ha sperimentato) nel momento in cui l'avvocato garantisce che il procedimento si concludera' con una vittoria e questo non accade, come ci si comporta? Non si paga l'avvocato? Gli si chiede la restituzione delle somme che nel corso degli anni sicuramente gli sono state versate come acconti? Si va da un altro avvocato per fare causa al primo?
     
    A brun piace questo elemento.
  9. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Prole sante! "Paolodom" Non penso sia proprio cosa di questo mondo, tuttavia a maggior ragione se un avvocato si sbilancia in una previsione di massima e la riparazione del nostro amico costasse anche il 30% in più, è meglio che si faccia la riparazione e non faccia la causa, con buona pace della categoria avvocati, che in buona parte è composta da professionisti seri e capaci.
    Adriano Giacomelli
     
  10. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Ti dirò come ci si dovrebbe comportare e cosa succede in casi del genere:
    1.prima bisogna fare la contestazione scritta ( bisogna dare la possibilità al venditore di verificare, intervenire e sistemare a sue spese).
    2.Se risponde picche inviare una lettera monitoria da parte del legale sperando che reagisca e si spaventi un po' tanto da ragionare e transare ( che è la miglior soluzione con cifre del genere in ballo)
    3.Se risponde ancora picche prima di fare i lavori occorre fare una perizia tecnica preventiva da geometra o tecnico iscritto all'albo
    4.Instaurare una causa civile evidente sempre con il legale
    5.il tribunale nominerà un CTU ( consulente Tecnico di Ufficio) ossia un perito terzo che farà una sua perizia
    6.può darsi che la controparte nomini pure essa un suo tecnico di parte che faccia una sua perizia a sua volta

    Quello che succederà ( ci sono in ballo 3 periti e due avvocati) si potrà constatare nel processo fatto da almeno sei passaggi obbligatori
    Spero di averti chiarito un po' le idee. Purtroppo anche se fossi nei tuoi panni avrei comunque difficoltà a prendere una decisione ed anche se non avessi fatto dei passaggi errati (vedi 1-2)

    PS: Comunque instaurare una conciliazione camerale con l'intento di fargli causa sarebbe una buona cosa anche se poi l'imprenditore non venisse in conciliazione . Cio' ed in quanto la sua essima volontà lo metterebbe in pessima luce con il Giudice (che è sempre arabbiato nel suo io verso chi ingolfa i tribunali per cifre cosi' modeste ) che potrebbe essere portato a sfavorirlo nella sentenza.
     
  11. lucia

    lucia Membro Attivo

    Grazie tante a tutti per le risposte!!Davvero eccezionali!Il fatto è che io la riparazione l'ho già fatta e il relativo costo l'ho già sostenuto e siccome la mia controparte non ne vuole sapere di rmborsarmi la somma, nè di arrivare ad un accordo transattivo, a questo punto non mi rimane che rivolgermi ad un avvocato, nella speranza che poi con la presenza di un legale si convinca a trovare un accordo!!grazie tante ancora!
     
  12. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Deve puntare anche sulla testimonianza dell'idraulico
     
  13. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Dopo aver letto tante "verità di fede" in questa discussione, in primis sulla correttezza degli avvocati e su cosa conviene fare o non fare, dimenticando del tutto l'esistenza del principio della soccombenza nel processo civile, che gli "esperti" di questo portale dovrebbero conoscere, mi limito a stendere veli pietosi.
    Avv. Luigi De Valeri
     
  14. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Le fosse settiche scaricano sempre nel suolo :
    Fossa biologica - Wikipedia
    Fossa settica tipo IMHOFF, vasca biologica
    e capita che, per la presenza di detersivi, grassi ecc. la dispersione prevista sia impedita e necessiti la realizzazione di un nuovo pozzo di dispersione.
    Dalla tua descrizione però non riesco a valutare bene la situazione.
    Comunque....Auguri :fiore:
     
  15. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    1.Su cosa conviene fare non è argomento in discussione in quanto ben sà che l'ordine degli avvocati (norme deontologiche) ha impartito a tutti gli iscritti anche per i contenziosi sorti ante-20 marzo 2011 di informare il cliente della possibilità di aderire ad una -mediazione conciliazione, prima di attivare una causa. Se la mediazione riesce bene, diversamente si va in causa
    2.Ben noto anche che il principio di soccomenza ( come anche riformato dall'art. 96 Cpc ) spesso si rivela una perdita per l'utente. Chi scrive ne ha fatto le spese ben consapevole che il mio amico avvocato ha maturato il diritto all'onorario per la giusta prestazione svolta e articolatasi in una sequela di udienze ( nel mio caso 4.000 euro), cosa giusta ed equa . Salvo che in sentenza (seppure vincente) il giudice ha condannato la parte soccombente ( il mio avversario) a rimborsarmi equitativamente spese legali nella somma di euro 1.500,00 .
    Morale : ho vinto la causa incassato 3000 euro , tenuto a mio carico le spese del mio legale non ammesse dal giudice (euro 2500). Secondo Lei mi è convenuto perdere 7-8 mattine intere , io e le mie signorine che ho portato a testimoniare per portare a casa euro 500,00 ?
    La prossima volta gli regalo i 3000, 00 euro , mi conviene. Lei ben sà che il mio non è un caso, ma la regola
    E per favore sollevi i veli pietosamente stesi
    cordialità
     
    A brun piace questo elemento.
  16. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Leggo ora il suo ultimo post .... il suo caso non è la regola fortunatamente per tutti noi e sulle sue valutazioni criticabili continuo a stendere gli stessi veli già usati in precedenza.:fico:
     
  17. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Avv. Claudio Cecchella
    Studio Cecchella e Soci →
    Argomento: Conciliazione e mediazione

    Aggiornato al 09/02/2012
    CHE COS'È
    Per conciliazione si intende l'insieme di strumenti che l'ordinamento offre alle parti di una controversia sui diritti per una risoluzione della lite mediante mezzi alternativi ("ADR" Alternative Dispute Resolution) ai rimedi giurisdizionali, offerti dagli organi di giustizia dello Stato, attraverso le due forme che si traducono nella conciliazione vera e propria e nella mediazione.

    Nella conciliazione il terzo conciliatore tenta di persuadere le parti ad esprimere una volontà conciliativa senza interferire con i suoi possibili contenuti; nella mediazione il conciliatore, che assume il nome di mediatore, offre una soluzione mediana di sua iniziativa e cerca una convergenza dei contendenti su di essa, nella sostanza cerca di influenzare per una rappacificazione la volontà delle parti nei suoi contenuti.

    Per l'assimilazione dovuta al linguaggio internazionale, entrambe le attività vengono definite oggi sotto lo stesso termine di mediazione; così stabilisce la legge generale, il decreto legislativo del 4 marzo 2010, n. 28.

    La conciliazione è un mezzo diverso dal giudizio del giudice o dell'arbitro, poiché non deve offrire una soluzione in cui una parte ha interamente ragione e l'altra interamente torto e perché consente, nella soluzione conciliata, l'emersione di interessi economici o personali particolari delle parti, di cui il giudice, come l’arbitro, che devono applicare rigidamente la legge, non possono tenere conto.

    La conciliazione nasce storicamente negli ordinamenti intermedi della società (le associazioni e le società) come forma espressa da quegli organismi per trattenere a sé le controversie interne. Questo particolarmente nell'associazionismo sindacale: le prime forme si esprimono nel diritto del lavoro, agrario e delle locazioni e si traducono successivamente in legge. Il fenomeno, per impulso del legislatore, è poi dilagato anche nelle controversie individuali, in alcune leggi speciali e poi nella citata legge generale del 2010.

    COME SI FA

    E' necessario distinguere una conciliazione obbligatoria, che in alcune materie (articolo 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010) il legislatore vuole sia esperita prima che si eserciti l'azione davanti al giudice, da una conciliazione facoltativa, che è originata da un impulso spontaneo di tutte le parti, senza vincolo di sorta. Oggi la obbligatorietà, oltre che dalla legge, può essere imposta da un contratto (un atto costitutivo di un’associazione o di una società), con gli stessi effetti del tentativo obbligatorio ex lege.

    La obbligatorietà provoca una pausa nel processo: se non vi è esperimento preliminare alla domanda giudiziale il giudice rinvia l'udienza e fissa alle parti un termine per lo svolgimento del tentativo.

    Esiste anche una conciliazione giudiziale, tentata dal giudice nel corso del processo, obbligatoriamente nelle controversie di lavoro, in maniera discrezionale - salvo la richiesta di entrambe le parti - nelle altre controversie.

    Il risultato positivo della conciliazione raggiunta è che costituisce titolo esecutivo; quindi consente in caso di violazione di avviare subito un processo esecutivo, senza dovere passare attraverso una lunga causa davanti al giudice che accerti il diritto.

    L'effetto invece della conciliazione non riuscita è quello di incidere sulle spese del giudizio, che vengono poste a carico di chi ingiustificatamente non ha aderito ad una soluzione conciliativa che si avvicina al giudizio finale del giudice; non incide invece sull'esito nel merito del processo, consentendo in tal modo una libera espressione delle volontà delle parti nel tentativo, senza imporre loro la remora delle successive conseguenze nel procedimento davanti al giudice.

    Questa regola è però rovesciata nel diritto del lavoro, ove si sancisce dopo la legge n. 183 del 2010 che il Giudice terrà conto nel processo della condotta tenuta dalle parti in sede di tentativo di conciliazione.


    Per molte controversie la conciliazione è divenuta obbligatoria dal 20 aprile 2012
     

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Condividi questa Pagina